Month: Maggio 2024

La rivoluzione del sorriso-Daniela Lucangeli

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Le nozioni si fissano nel cervello insieme alle emozioni. Se imparo con curiosità e gioia, la lezione si incide nella memoria con curiosità e gioia
DANIELA LUCANGELI

Daniela Lucangeli propone una vera e propria rivoluzione per cambiare scuola e didattica: quella del sorriso.

Una rivoluzione che, se apparentemente silenziosa, può davvero cambiare il modo con cui bambini e bambine si approcciano alla conoscenza.

Una didattica che affonda le proprie radici nella parte emotiva del cervello, una didattica che non chiede apprendimenti formali, ma che attiva percorsi e chiede di agire con naturalezza, senza ansia e senza paure: con il sorriso, appunto.

Insegnanti e discenti coinvolti in un unico percorso che non è quello del

io insegno-tu apprendi-io verifico

ma quello di

tracciare strade e fornire strumenti

per il viaggio più bello e entusiasmante: quello della scoperta e della costruzione della conoscenza.

Attività in classe: domino matematici

L’attività comprende tre serie con tipologie di calcoli diversi

le tre serie

Si sviluppa con l’utilizzo del materiale per il calcolo e la verifica: perle, quadrati del cento e tavola pitagorica

i materiali

Il domino si sviluppa a terra, una serie dopo l’altra.

Sviluppo della prima serie

Spunti editoriali

Cinque lezioni leggere sull’emozione di apprendere

Il corpo è docente. Sguardo, ascolto, contatto: la comunicazione non verbale a scuola

L’intelligenza numerica. Abilità cognitive e metacognitive nella costruzione della conoscenza numerica dai 3 ai 6 anni

Visita lo SHOP per scoprire tutti i materiali disponibili

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La pedagogia della lumaca; festìna lente

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A pochi giorni di distanza dalla fine della scuola forse dovremmo riflettere sul nostro fare scuola e sul tempo, anche su quello delle vacanze imminenti…

Forse dovremmo fare nostro un invito della cultura latina chiuso in un ossimoro dai contorni fantastici:

Festìna lente

affrettati lentamente

Non una contraddizione, se non quella forse più superficialmente evidente; piuttosto una sottigliezza.

Festina lente”, affrettati lentamente.

La tartaruga con la vela di Cosimo I de’ Medici

Una questione non solo sociale, ma squisitamente educativa.

E come ogni questione educativa, richiama all’attenzione il mondo della scuola perché possa farsi scuola nuova.

Un scuola i cui tempi sono quelli di ognuno e non quelli di tutti.

Una scuola dove il sapere si costruisce, anche se non sempre per le vie più veloci e conosciute.

Una scuola che non si limita a parlare, ma che sa ascoltare.

La pedagogia di Maria Montessori, pur nascendo in tempi in cui il senso dell’immediatezza e della velocità non erano dominanti e pervasivi come oggi, rappresenta l’emblema di un’educazione nuova e lenta, un’educazione a misura di bambino.

Nelle sue scuole il bambini erano al centro del processo di apprendimento e di educazione; niente e nessuno poteva scandire il tempo della giornata scolastica se non il ritmo e il fare di ciascun bambino.

Una scuola lenta, appunto. Una scuola che ribalta e rivoluziona l’intero impianto scolastico, di allora e di oggi ancora.

Dare occasioni. Forse è questo il punto. Dare occasioni, non compiti o nozioni.

Occasioni per connettersi con la natura e con il mondo esterno;

per prendere parte attiva al ciclo della vita con semplici attività di semina, raccolta e cura;

per conoscere e apprezzare il proprio territorio: passeggiando a piedi, osservando, prendendo nota e cercando risposta ai tanti perché

per utilizzare le mani nel senso più bello e proprio del termine: per sperimentare e provare, esplorare e costruire

per ipotizzare e sperimentare, per sbagliare e modificare;

per permettere apprendimenti autentici, efficaci, autocostruiti

Un’inversione di marcia: non velocizzare, ma rallentare.

Come? Perdendo e dando tempo.

Perdere e dare tempo per favorire un’educazione che non funzioni meccanicamente su ritmi imposti dall’esterno, ma che favorisca la ricerca di percorsi autonomi e personali in grado di sviluppare al meglio le potenzialità di ognuno.

La scuola lenta, quella della pedagogia della lumaca, è quella che sa tornare indietro e rallentare, restituendo ad ognuno tempo e dignità.

Facciamoci lumache, noi insegnanti, genitori ed educatori, assaporiamo e facciamo assaporare il gusto della lentezza.

Non velocizziamo. Diamo tempo.

Diamo tempo per parlare e raccontare; giornate, aneddoti, emozioni: Riassaporiamo il gusto dello stare insieme fatto di parole, gesti e cura;

Diamo tempo per scrivere; la fotocopia, veloce e istantanea, non permette certo di ascoltare il rumore della penna che verga il foglio, né tantomeno al gesto grafico di farsi più sicuro e fluido nella ricerca di una calligrafia che sia bella e personale;

Diamo tempo per disegnare; sicuramente richiede maggior impegno e concentrazione rispetto ad un mero disegno da colorare, ma ognuno avrà la possibilità di sentirsi unico e speciale;

Diamo tempo per prendersi cura di sé e di ciò che è intorno a sé; coltiviamo piante e fiori e prendiamoci cura di piccoli animali…

Diamo tempo per scrivere; non più messaggi, ma lettere per creare attese e aspettative

Diamo tempo per creare manufatti e sviluppare ingegno, creatività e senso estetico

Diamo tempo….

Il tempo e la sua misurazione:

Storia di una lumaca che scoprì l’importanza della lentezza

Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare

Trilogia dell’amicizia

Lily, piccola rana, grande esploratrice: Leggere per fare e per scoprire ( disponibile in corsivo e stampato maiuscolo)


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Uniti come le api

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Sì, perchè le api sono tante

tantissime

e collaborano, e condividono

non sprecano energie né risorse

costruiscono

giorno dopo giorno

qualcosa molto più grande di tutte loro

Attività in classe: uniti come le api

Attività interdisciplinare

Geometria: osservazione dell’esagono e del cerchio, individuazione delle caratteristiche

Realizzazione e ritaglio delle forme, esagoni e cerchi

Costruzione del “puzzle” e osservazione: l’esagono “non lascia buchi”

Scienze/cosmica: il mondo delle api

italiano/ arte e immagine: ideazione e realizzazione dello slogan

Antico Egitto le lacrime di Ra e la creazione delle api.

Le api in nove carte

Il ciclo vitale delle api

Matematica con le api

Matematica con le api per i più piccoli

Nomenclatura arricchita delle api

Segui l’ape di cella in cella

Lily, piccola rana, grande esploratrice

Lily è una piccola rana con lo spirito è quello della grande esploratrice. Un giorno decide di uscire dal suo placido stagno e, con un salto, inizia il suo primo viaggio. Quello di Lily sarà un viaggio entusiasmante che la porterà a esplorare l’inesplorato e a scoprire l’esistenza di alcune delle meravigliose creature che si prendono cura del pianeta che le ospita, ognuno per la sua parte: api, farfalle, chiocciole e formiche. Un libro per leggere e per fare, ricco di attività e spunti didattici per nuove esplorazioni nel mondo delle scienze, della grammatica, della matematica e della lingua inglese.


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L’uomo e l’ape: dagli strumenti di oggi, alla storia di ieri

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Scoprire il mondo delle api anche attraverso gli strumenti utilizzati dagli apicoltori che se ne prendono cura.

In classe, grazie al materiale messo a disposizione da un apicoltore abbiamo pensato di realizzare una piccola mostra aperta a tutti.

Dagli strumenti, alle leggende, dalle leggende alla storia.

Facendo ricerche i bambini hanno scoperto che il rapporto tra l’uomo e l’ape è iniziato in tempi lontanissimi: già al tempo degli antichi Egizi, l’uomo aveva piena consapevolezza dell’insostituibile ruolo che l’ape riveste per il benessere dell’ambiente.

Proprio per questo, l’ape era considerato un insetto sacro donato all’uomo proprio dal dio Ra.

Fonti storiche dimostrano che già gli Egizi costruivano arnie in terracotta e raccoglievano il miele.

I suoi utilizzi erano innumerevoli: andavano dall’alimentazione alla cura, dall’ imbalsamazione alla profumazione, dalla cosmesi ai collanti per prodotti artistici.

Oggi le nostre arnie non sono di terracotta e sono strutturate in modo diverso per rispettare al meglio le necessità dell’ape e del suo ciclo vitale e riproduttivo.

Con un po’ di ricerche sono state individuate le parti che compongono un’arnia.

L’arnia ha ben 11 componenti ed ogni componente ha uno specifico ruolo.

Con scatole da scarpe, cartone e fantasia, l’arnia è stata riprodotta e ha trovato un posto d’onore tra i materiali messi in mostra.

Materiali scaricabili

L’arnia dalla A alla M

Spunti editoriali e non solo

La vita segreta delle api. Ediz. a colori

Playmobil Apicoltore

Ecologia. Il mio pianeta. Osserva, sperimenta, crea! 

L’ecologia spiegata ai bambini. Ediz. a colori


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Non solo api; la biodiversità vola anche sulle ali di farfalla

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Primavera.

Poco a poco, orti, giardini, boschi e parchi si riempiono di una miriade di specie diverse di farfalle, ognuna con la sua unica combinazione di colori e disegni.

Le farfalle, attratte dal nettare zuccherino volano di fiore in fiore e spostandosi trasportano il polline che rimane inevitabilmente attaccato al loro corpo, in particolare alle zampe e alla proboscide.

Il polline viene così trasferito da un fiore all’altro proprio mentre le farfalle si nutrono.

L’interazione tra farfalle e fiori favorisce la diversità genetica delle piante e contribuisce alla riproduzione delle specie vegetali.

Senza le farfalle, molte colture sarebbero a rischio, compromettendo la diversità e l’abbondanza dei nostri alimenti.

All’interno dell’ecosistema, le farfalle svolgono un importante ruolo anche come fonte di cibo per altri animali. Le loro larve, i bruchi, sono una preziosa risorsa alimentare per uccelli, rettili e altri insetti.

La scomparsa delle farfalle potrebbe avere un impatto negativo sulla catena alimentare, influenzando la biodiversità complessiva dell’ambiente in cui viviamo.

La conservazione delle farfalle e dei loro habitat è cruciale per mantenere l’equilibrio degli ecosistemi e la biodiversità e per preservare gli habitat necessari a fornire loro una varietà di fiori e piante ospiti possiamo fare sicuramente molto di più.

Senza le farfalle e altri insetti impollinatori, molti degli alimenti che apprezziamo e da cui dipendono la nostra energia e il nostro benessere sarebbero a rischio.

Osservazione, cura protezione

Con l’arrivo della bella stagione si moltiplicano molte sono le opportunità per osservare da vicino le farfalle nel loro habitat naturale.

Possiamo seguire il loro volo aggraziato, ricercare e imparare i nomi delle diverse specie distinguendole per forma e colori e apprezzare la loro importanza ecologica.

Possiamo scoprire i segreti del loro ciclo vitale e conoscere la loro straordinaria metamorfosi.

Possiamo anche creare giardini e balconi accoglienti per le farfalle, piantando fiori ricchi di nettare e piante ospiti per le larve contribuendo fattivamente alla loro conservazione e alla loro protezione per il bene dell’intero pianeta.


Lily, piccola rana, grande esploratrice

Lily è una piccolissima rana, ma il suo spirito è quello della grande esploratrice. Con un salto, inizia il suo primo viaggio; un viaggio entusiasmante che la porterà a esplorare l’inesplorato e a scoprire l’esistenza di alcune delle meravigliose creature che si prendono cura del pianeta che le ospita, ognuno per la sua parte: api, farfalle, chiocciole e formiche. Ma anche lo stagno le riserva delle sorprese: uova e girini popolano l’acqua. Lily scopre così la straordinaria metamorfosi della rana. Un libro, come nella tradizione di Montessorianamente Libri, per leggere e per fare, ricco di attività e spunti didattici per nuove esplorazioni nel mondo delle scienze, della grammatica, della matematica e della lingua inglese.

Nobleza – Casetta per Insetti in Legno, Albergo Insetti Naturale per Api, Coccinelle, Crisopidi, Farfalle,Hotel per Insetti Che Aiuta la Nidificazione, Taglia M – 19,5 * 10 * 27CM

Ecologia. Il mio pianeta. Osserva, sperimenta, crea! 

L’ecologia spiegata ai bambini. Ediz. a colori

Il mondo delle farfalle. Ediz. a colori Copertina rigida – Illustrato, 13 marzo 2018

Piccola guida alle farfalle. Ediz. a colori Copertina rigida – Illustrato, 3 giugno 2021

Piccola guida a insetti e altri piccoli animali

ButterflyKit, Il Kit per Allevare in Casa le farfalle di Cavolaia Maggiore – Esperimento educativo, Kit educativi scientifici Bambini


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Legarsi alla montagna- Maria Lai

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L’antica arte di tessere e la parola cucita; dalle radici all’arte.

“Giocavo con grande serietà, ad un certo punto i miei giochi li hanno chiamati arte”

Maria Lai- Ulassai, 27 settembre 1919 – Cardedu, 16 aprile 2013

Legarsi alla montagna- 8 settembre 1981

Dopo infinite peregrinazioni, nel 1979, Maria Lai ritorna nel suo paese d’origine, Ulassai.

Il sindaco pensa subito di chiederle la realizzazione di un monumento in ricordo dei Caduti in Guerra del posto.

Maria Lai rifiuta e propone invece qualcosa di diverso: non un monumento che guarda al passato, ma un’opera fatta e pensata per il presente.

L’opera matura lentamente nella mente creativa di Maria Lai.

E per ascoltarla, ascolta a sua volta.

L’ispirazione arriva da un’antica leggenda che narra un fatto realmente accaduto ad Ulassai nel lontano 1861.

Una bambina viene mandata sulla montagna a portare del pane ai pastori.

Giunta sul luogo, sente il brontolio del tuono: sta per scoppiare un temporale.

La bambina si rifugia, allora, in una grande grotta e proprio qui trova tutte le greggi e i pastori che si riparano, aspettando la fine della bufera.

La bambina ascolta il fragore dei tuoni e osserva silenziosa lo squarcio dei lampi.

Ad un tratto, qualcosa la incuriosisce: un nastro azzurro volteggia nell’aria trasportato dal vento.

Anche i pastori lo notano, ma non gli danno importanza, lo giudicano una frivolezza.

Ma per la bambina, capace di stupore, il richiamo è irresistibile e corre dietro al nastro incurante nella pioggia.

In quel momento la grotta frana e inghiotte dentro di sé greggi e pastori.

In un attimo quello che era non è più.

Il nastro azzurro e il suo volteggiare erano stati salvezza.

La gente del posto, gridò al miracolo e conservò il ricordo di quel catastrofico giorno e dello strano volteggiare del nastro azzurro.

E il ricordo, di generazione in generazione, si è arricchito di mistero e fantasia, fino a divenire leggenda; la leggenda ispiratrice dell’opera di Maria Lai.

L’insegnamento della leggenda è semplice e grandioso allo stesso tempo: l’inutile è indispensabile.

Non c’è cosa più necessaria del superfluo.

É da questa consapevolezza che prende corpo l’idea di Maria Lai: legare tra loro tutte le case del paese con un lungo nastro azzurro e il nastro azzurro alla montagna sovrastante come simbolo della complicità tra gli uomini e di interrelazione tra uomo e natura e tra uomo e trascendente.

Dalla leggenda al monumento vivente

Le proposte della Lai suscitano il risvegliarsi di antichi rancori tra abitanti.

Molte sono le critiche, molti i rifiuti a collaborare.

Ma Maria Lai non si ferma; ascolta una ad una le famiglie del paese e, insieme a loro, giunge ad una decisione: il nastro azzurro non legherà semplicemente le case, ma racconterà qualcosa del rapporto che corre tra casa e casa: se a legarle c’è un rapporto di affetto e parentale il nastro si arricchirà di un pane della festa; se c’è un legame di amicizia, di un nodo; se invece, come spesso capita, c’è rancore e odio il nastro sarà solamente teso.

Le donne, lentamente, furono le prime a lasciarsi coinvolgere e piano piano, l’idea si espanse e prese forma.

L’opera di realizzazione durò tre giorni.

Protagonista era un nastro azzurro lungo 27 km donato da un commerciante del paese.

Il primo giorno il nastro venne tagliato in numerosissimi pezzi, il secondo fu distribuito agli abitanti e il terzo, fu legato fra porte, finestre e terrazze di case, ridisegnando le relazioni vecchie e nuove fra donne, bambini, pastori e anziani.

L’opera “presente” si trasformò in qualcosa senza precedenti: una co-realizzazione.

Ad un segnale convenuto tutti si misero in moto per sistemare e legare il loro nastro.

Alla fine della giornata, tutta Ulassai appariva come un lavoro di telaio: ogni casa, capanna, stalla e i grandi e i piccoli edifici di ogni genere erano legati tra loro come in un arazzo realizzato al telaio.

L’opera della Lai però non è rintracciabile nel solo arazzo che ha legato gli edifici, ma in quei legami che ognuno ha rielaborato, rinforzato e modificato realizzando il progetto dell’artista.

Non semplicemente un’opera, ma un’opera relazionale che solo in un secondo tempo ha trovato posto nella storia dell’arte. 

Grazie al progetto “Diario visivo” le bambine e i bambini della classe sono entrati in contatto con la storia dell’artista e al concetto base di “essere è tessere”; tessere legami, relazioni, parole…

Spedire bellezza, questo il compito: ogni bambino ha realizzato una cartolina seguendo le orme dell’artista; le cartoline sono state poi spedite ad una classe gemellata di un’altra regione in uno scambio virtuoso di pensieri cuciti.

Il laboratorio può essere replicato anche tra classi di uno stesso plesso, tra classi di scuole limitrofe o dello stesso istituto.

I materiali sono tutti di recupero: ritagli di stoffa, fili, pezzi di cartoncino colorato.

La cartoline sono state realizzate su due cartoncini: uno del formato cartolina 13×18 ed una più piccola 10×15.

Sul cartoncino più piccolo sono state realizzate le opere con i ritagli di stoffa e successivamente cucite riproducendo i fili di un telaio, in tutto, in parte, in angolo.

Ognuno secondo il suo sentire e la sua creatività.

A opera finita, i cartoncini sono stati incollati su quello più grande.

La cartolina, con l’indirizzo generico della classe a cui è dedicata e il francobollo handmade, insieme ai saluti riportava il titolo dell’opera e l’idea sottesa.

Spedire e ricevere bellezza; una gioia.

Lily, piccola rana grande esploratrice

Lily, piccola rara esploratrice alla scoperta delle piccole creature che si prendono cura del pianeta e della sua stessa metamorfosi; un libro per leggere e per fare, adatto anche per il periodo estivo, ricco ricco di attività e spunti didattici.

La grammatica? Una favola! Il paese delle parti del discorso Maria Montessori

La favola delle parti del discorso di Mara Montessori; alla narrazione seguono attività e spunti didattici per l’apprendimento divertente della grammatica, a casa e a scuola.

Il mio primo piccolo libro-Il bosco: Leggere con il metodo Montessori

Primo libro della collana “Leggere con Maria Montessori” dedicato al bosco.
Cosa si trova in un bosco? Basta leggere e osservare.
Le parole si associano alle immagini e ai colori.
E parola dopo parola, i suoni prendono forma legandosi quasi magicamente uno con l’altro. Scoprirsi in grado di leggere un libro da soli è qualcosa di edificante in grado non solo di generare autostima e fiducia nelle proprie capacità, ma di mantenere vivo l’interesse per la lettura e la voglia di conoscere ed esplorare altri libri. Il libro offre una parte dedicata alle prime attività per la scrittura in corsivo; un libro per leggere e per fare.


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Quante cose fa la mamma! Forse troppe-G.Rodari

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Dal libro dei perché all’albo illustrato; Gianni Rodari

Erano gli anni cinquanta quando Rodari rispondeva nella sua rubrica su “L’Unità” ad un bambino che gli chiedeva perché la sua mamma dovesse andare sempre a lavorare.

La sua risposta sorprende e cambia, in poche battute, il volto della donna, disegnandone uno completamente nuovo, andando sicuramente controcorrente rispetto al suo tempo.

Ne esce un profilo di donna tutto nuovo; una donna forte e dignitosa, creativa e proattiva.

Donna, prima ancora che mamma.

Donna; donna che si muove da sempre in una società che spesso non accetta e non approva; una società che impedisce e che limita…

La risposta di Rodari sorprende per la leggerezza del modo e per la grandezza del messaggio.

Con quella stessa leggerezza con cui abbatte stereotipi e combatte pregiudizi, immagina un nuovo futuro tra madri e figli, tra donna famiglia e società.

Forse, ancora oggi, a settant’anni di distanza, abbiamo ancora bisogno di immaginarlo quel futuro…

Buona festa delle mamma a tutte le mamme

“Il perché la mamma deve andare a lavorare” è diventato un albo, genialmente illustrato da una delle migliori illustratrici italiane di rilievo internazionale,  Chiara Carrer.

Perché la mia mamma deve andare a lavorare tutti i giorni, invece di restare a casa come piacerebbe a me e ai miei fratellini?

Ho un po’ idea che ti piacerebbe tanto se la mamma restasse sempre a casa a fare la domestica a te e ai tuoi fratellini, a lucidare le vostre scarpine, a lavare i vostri fazzolettini, e tanti altri eccetera, ecceterini. Non so che lavoro faccia la tua mamma ma sarà certo un lavoro utile: utile a voi (per i soldi che può guadagnare) e utile a tutta la società. E voi dovreste ammirarla ancora di piú, non soltanto perché è la vostra mamma, ma perché è una donna che lavora: una donna importante, e brava. Le scarpe le potete lucidare da soli, i fazzoletti li potete dare alla lavandaia, poi vi potete mettere alla finestra ad aspettare che la mamma torni per domandarle: «Che cos’hai fatto oggi? Parlaci del tuo lavoro e insegnaci a diventare bravi come te».

Il libro dei perché. Ediz. illustrata 

Un percorso per andare al di là della semplice celebrazione e per arricchire la festa di un significato più profondo.

Un percorso per ritrovare origini e radici.

Il materiale propone un percorso a ritroso per scoprire le origini della festa della mamma, dagli antichi Greci ai Romani, passando per il movimento pacifista degli Stati Uniti del primo Novecento fino ad oggi.

Il materiale completo disponibile nello shop comprende:

-Greci; feste legate alle divinità femminili e miti

-Romani; feste, divinità femminili e festa della mamma più propriamente detta 

-Stati Uniti; dal movimento pacifista alla festa della mamma come giorno di pace

-Ufficializzazione della festa 

-La festa della mamma nel mondo

-la festa della mamma in Italia; dalla prima celebrazione ad oggi

Arricchiscono il materiale numerose attività di rielaborazione 

La storia della festa in Italia, dalla prima celebrazione ad oggi.

Il materiale comprende esercitazioni di vario tipo.

Lily, piccola rana, grande esploratrice

Lily è una piccolissima rana, ma il suo spirito è quello della grande esploratrice. Con un salto, inizia il suo primo viaggio; un viaggio entusiasmante che la porterà a esplorare l’inesplorato e a scoprire l’esistenza di alcune delle meravigliose creature che si prendono cura del pianeta che le ospita, ognuno per la sua parte: api, farfalle, chiocciole e formiche. Ma anche lo stagno le riserva delle sorprese: uova e girini popolano l’acqua. Lily scopre così la straordinaria metamorfosi della rana. Un libro, come nella tradizione di Montessorianamente Libri, per leggere e per fare, ricco di attività e spunti didattici per nuove esplorazioni nel mondo delle scienze, della grammatica, della matematica e della lingua inglese.


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Sperimentare la geometria

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Le attività con i triangoli costruttori permettono ai bambini una visuale diversa delle figure piane.

Non più semplicemente triangolo, quadrato, rettangolo e trapezio, ma un triangolo isoscele fatto da due triangoli rettangoli, un quadrato formato da due triangoli, un rettangolo formato da due quadrati o da quattro triangoli e un trapezio formato da un quadrato e un triangolo o molto molto altro ancora.

Le figure piane acquisiscono una loro posizione all’interno dello spazio; una posizione che si origina da rotazioni, traslazioni e composizioni.

Una figura non è mai solo se stessa, ma può essere vista come una composizione di figure.

L’osservazione di una figura si arricchisce di una visione più propriamente geometrica che va oltre la prima percezione facendo spazio a ipotesi e nuove creazioni.

I poligoni regolari si compongono e si scompongono dando origine a ipotesi deduttive di notevole rilevanza cognitiva.

Dopo le sperimentazioni con il materiale concreto, si può passare ad un livello che si avvicina maggiormente all’astrazione.

Quella proposta per il calcolo dell’area dei poligoni regolari è un’attività che ancora una volta parte dalla sperimentazione concreta, ma per condurre verso l’autonomia operativa.

Dalla figura al calcolo dell’area

I primo passo è quello della squadratura del foglio con squadra e compasso.

Dal punto di incontro delle diagonali si traccia una circonferenza e si procede con la costruzione tecnica dell’esagono.

L’esagono risulta visibilmente suddivisibile in sei triangoli che vengono colorati diversamente.

I triangoli, colorati e ritagliati, possono essere messi in fila rendendo spontanea la deduzione:

area di 6 triangoli= area esagono 6x(bxh):2= area esagono

L’altezza del triangolo è uguale alla misura dell’apotema dell’esagono (distanza dal centro al lato) e la sua base è uguale al lato dell’esagono; in modo altrettanto spontaneo, osservando i triangoli colorati, i bambini deducono che:

6 volte la misura del lato= alla misura del perimetro

l’area dell’esagono sarà dunque facilmente calcolabile utilizzando la formula naturalmente dedotta

A = P x apotema

Le carte per l’attività autonoma

Una serie di carte numerate propone un percorso di analisi e riflessione sui poligoni regolari:

definizione, principali poligono regolari, apotema, numeri fissi, tabella dei numeri fissi, formule inverse e modalità di ricavo e tabella delle formule inverse.

Chiude il percorso di studio una serie di 6 problemi con i poligoni regolari tutti rigorosamente con tavola di controllo.

Due schede di lavoro che partendo dalle caratteristiche dei poligoni regolari, definiscono e chiariscono il concetto di apotema e guidano alla deduzione dell’area dei poligono regolari.

La scheda propone un esagono già suddiviso in triangoli pronto per l’attività autonoma di deduzione per l’area secondo le modalità sopra indicate.

Pi greco day

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L’intelligenza delle mani 

Montessori Educativo Giocattolo Match Bambini Triangoli Costruttivi Puzzle Geometria Matematica Sensoriale

Psicogeometria MontessoriDattiloscritto inedito

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Matematica divertente-la costruzione del metro

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Dalle misure approssimative alle misure convenzionali; un percorso di scoperta e sperimentazione

Tutto comincia con il racconto di una favola africana con un cinghiale che gareggia con un camaleonte.

Come misurare la distanza dal punto di arrivo?

Il camaleonte deicide di usare una parte del proprio corpo, quella più lunga, la coda.

La narrazione della favola è il punto di partenza per sperimentare misurazioni con il proprio corpo.

Misure corte: quaderno, penna, astuccio…

Misure lunghe: letto, tavolo, computer

O ancora più grandi: la stanza e il giro della stanza.

Pollici, spanne, palmi, cubiti, iarde, piede, passo e doppio passo.

Il percorso prosegue con le misurazioni di ciò che abbiamo intorno: in classe, nei locali della scuola e in giardino…bambine e bambini vanno a caccia di misure con carte e penna per registrare.

Banchi, sedie, lavagne, cartelloni, rochi degli alberi, aiuole, stanze, selciati…

Pollici, spanne, palmi, cubiti, iarde, piede, passo e doppio passo.

Tutto diventa misura.

Tutto si trasforma in un gioco.

Un gioco che struttura e che fa riflettere.

Confrontandosi, i bambini osservavano che le loro misurazioni non coincidono; sia che si tratti di cose molto diverse, come l’albero o il banco, che di cose uguali, come i quaderni.

Perché?

La scoperta è stata tanto semplice quanto importante, e non solo per le misurazioni, ma anche per una ovvia deduzione che riaffiora con tutta la sua forza: siamo tutti uguali, ma tutti diversi, anche nella misura dei nostri palmi, dei nostri pollici e nei nostri passi…

Da qui, a comprendere come nel corso della storia l’uomo abbia sentito la necessità sempre più forte di trovare misure convenzionali, il passo è breve.

A disposizione dei bambini sono stati messi metri di diverso tipo.

metri a nastro, a stecche , retrattili…

I bambini li hanno osservati e confrontati.

Si sono chiesti perché fossero rigidi o morbidi e perché non tutti uguali.

Era importante provare.

E i bambini lo hanno fatto: hanno provato a misurare la circonferenza della vita con il metro a stecche o l’altezza del tavolo con quello a nastro…

Erano divertiti, emozionati e coinvolti.

Erano protagonisti delle loro scoperte e delle loro deduzioni.

Ma come è fatto il metro?

Il confronto tra la catena del 100 montessoriana e il metro a stecche non ha avuto bisogno di parole.

La catena del 100 con 10 bastoncini del dieci ed ogni bastoncino con dieci perle.

Il metro con 10 stecche ed ogni stecca 1 centimetro.

La decina e il decimetro.

Era sicuramente arrivato il momento per costruire il metro.

Tutti fremevano dalla voglia di misurare.

Carta forbici e fogli a quadretti da 1/2 centimetro.

10 strisce con 10 numeri, da 0 fino a 100.

Ogni striscia un decimetro.

Ogni decimetro dieci centimetri per un totale di 100 centimetri.

Ognuno ha “scoperto” il suo metro costruendolo.

Attività outdoor

L’uscita in giardino con i 19 metri in mano è stata entusiasmate: foglie, tronchi, panche bambini e maestre tutto è stato misurato e confrontato!

Videotutorial per la costruzione del metro

La storia del camaleonte e del cinghiale per introdurre la misurazione; piccola nomenclatura del metro

Conversione Di Unità: Cartella Di Lavoro Di Conversione Delle Unità Di Misura Con Le Risposte

Dohe Educa – Metro quadrato pieghevole per imparare la matematica (100 x 100 cm) – Diviso in 100 quadrati per fare divisioni, somme, sottrazioni – Materiale scolastico ed educativo

Crescere Imparando: Romeo e le unità di misura

Gli ultimi 100 metri

4 Pezzi Metro a Nastro Telescopico Morbido per Misure Corporee (200cm/80 inch)

Walopola Metro pieghevole in legno da 1 metro – righello da falegname in legno con scala metrica per la scuola,


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