Tuttora si considera normale baciare i bambini, scompigliare loro i capelli, dare pacche sul sedere, pizzicotti sulle guance, giusto per simpatia. Cercai di far capire che il bambino ha la stessa dignità e gli stessi sentimenti di un adulto. La differenza è che gli adulti hanno maggiore potere e questo fa credere che certi modi di fare verso i bambini siano più leciti.
Maria Montessori

Educare al consenso sin dalla primissima infanzia, addirittura ancor prima dei due anni, prima che l’esplosione del linguaggio permetta un’espressione verbale di ciò che si desidera, prima ancora che un sì o un no possano fare da chiarificatori.

Molti sono i segnali: il pianto, un divincolarsi, una serie di sbadigli o una particolare tensione del corpo,ma anche un allontanamento fisico che può manifestarsi semplicemente con il girare la testa, gattonare e camminare altrove o ancora più banalmente mostrando disinteresse verso ciò che è intorno o ciò che viene mostrato.

Maria Montessori in tempi ancora molto lontani dallo shareting e dal cyberbullismo, prima ancora che il rispetto dell’altro, della sua dignità e della sua diversità andasse così lontano dai normali confini relazionali della vita quotidiana, sottolineava l’importanza del rispetto della volontà del bambino, che sin da piccolissimo mostra piena capacità di esprimere la propria volontà accettando o rifiutando il contatto con l’adulto e con i pari; volontà da rispettare e fortificare in virtù della sacralità della dignità personale che non hai limiti di età, di genere e di tempo.

Un’educazione che si basa sul consenso è un’educazione che mette al centro il bambino con tutte le sue emozioni, i suoi confini e i suoi desideri , i suoi sì e i suoi no.

L’educazione al consenso educa principalmente al rispetto, al riconoscimento e alla valorizzazione delle differenze; è un’educazione che avviene in-contesto, all’interno delle relazioni e della quotidianità.

Educare al consenso comporta necessariamente un’educazione alle emozioni e al sentimento perché tutti possano imparare a conoscersi e ri-conoscersi e allo stesso tempo imparare a riconoscere in un medesimo contesto il medesimo comune sentire.

Educare al consenso dunque per sviluppare attenzione verso sé e verso l’altro; per sviluppare empatia e capacità di analizzare e riflettere sui sentimenti; per rinforzare l’ascolto e l’espressione libera da stereotipi e pregiudizi.; per innescare un percorso virtuoso che, partendo dal riconoscimento delle emozioni, porti allo sviluppo della coscienza di un sentire emotivo che ci accomuna, ma anche la chiara prospettiva dei diversi punti vista.

Un’alfabetizzazione emotiva che rende capaci di comprendere le proprie emozioni e di riconoscere e decodificare quelle altrui; educare al consenso, dunque, per favorire lo sviluppo di una società diversa in cui vivere relazioni sane e rispettose di sé e degli altri e in cui ognuno possa trovare piene e libera realizzazione di sé in sintonia con con una moltitudine di altrettante individualità ugualmente libere.

l futuro del mondo è nelle mani dei bambini e il modo in cui li educhiamo oggi determinerà il tipo di società in cui vivranno domani.

maria Montessori

Sophie; una storia per educare al consenso e al riconoscimento delle emozioni nel rispetto delle differenze e dei diversi punti di vista

Dai un bacio a chi vuoi tu! Impara il rispetto dei confini personali, tuoi e degli altri 

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Il tuo corpo è tuo 

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