Il silenzio acuisce le nostre sensibilità. Stando in silenzio non solo possiamo ascoltare con maggiore attenzione la parola dell’altro, e quindi “incontrarlo”, ma riusciamo a cogliere profondamente la realtà che ci circonda. E’ importante allora permettere al bambino di vivere anche questa dimensione, preservando sempre nei suoi confronti una relazione di accoglienza e supporto.

Maria Montessori

Nella società contemporanea il silenzio è divenuto un elemento raro prezioso. 

Viviamo in un’epoca in cui ogni istante sembra dover essere riempito di rumore, di attività e di stimoli. 

Quasi che oggi il silenzio faccia paura. 

Paura perché andiamo contro corrente, contro quella pressione sociale che ci spinge ad essere sempre attivi e produttivi..

Paura perché ci mette a disagio con noi stessi e con i nostri pensieri più profondi, a volte scomodi. 

Paura perché è vuoto e assenza; assenza di quei suoni, immagini, informazioni e stimoli tanto radicati e naturali, che il silenzio diventa qualcosa di strano e innaturale da cui rifuggire.

Il silenzio, invece, offre uno spazio di riflessione, di introspezione e di connessione con noi stessi che quasi abbiamo dimenticato.

Il silenzio non è un vuoto da riempire, ma un seme prezioso di cui prendersi cura.

Il silenzio non è un vuoto, ma il suo esatto contrario; è un tempo pieno di energia e attenzione. 

Il silenzio è sapiente e oppone all’abituale rumore un momento di vuoto apparente capace di generare nuova ricchezza.

Il silenzio mostra la potenza della relazione evidenziando consapevolezza delle azioni, delle parole e delle emozioni; è uno spazio di ben-essere individuale e sociale.

Il silenzio è educativo perché sa accogliere e ascoltare al di là e al di sopra del flusso delle parole: nel silenzio la propria individualità è presente e percepita, ma viene quasi posta in una condizione di sospensione per fare posto all’altro, all’alterità.

Un po’ come accade con l’eco: c’è un vuoto, una concavità, uno spazio che accoglie, ascolta, cattura e poi ri-genera e restituisce qualcosa di più grande che arriva, tocca, stupisce e meraviglia.

Il silenzio è occasione di ascolto e incontro.

Saper stare nel silenzio, dimostrare di so-stare consapevolmente nel silenzio senza sentire l’impellente necessità di popolare ogni spazio di parole anche quando non c’è effettivamente niente di significativo da comunicare, è una competenza sempre più rara.  

Il silenzio parlante trova nell’ossimoro tutta la sua potenza.

In campo educativo il silenzio parlante si rivela uno dei mezzi e strumenti di comunicazione più efficaci e profondi; è un silenzio che parla attraverso l’attenzione, la presenza e la comprensione; è un silenzio che trasmette rispetto, empatia e sostegno.

Il silenzio parlante genera benessere e autenticità: la capacità di ascoltare e accogliere tutto ciò che non viene detto, ma che è comunque comunicato in modo potente e significativo, rende la relazione maggiormente significativa e carica di valore.

Imparare a utilizzare il silenzio in modo efficace arricchisce l’esperienza educativa e favorisce la creazione di un ambiente di apprendimento positivo e stimolante anche per la crescita intellettuale ed emotiva.

Maria Montessori riconosce e ricerca il silenzio come  occasione e risorsa imprescindibile non solo per imparare ad imparare, ma per imparare a rapportarsi con gli altri.

Non c’è ascolto senza silenzio e non c’è sintonia senza l’ascolto.

I metodo montessoriano prevede proprio, fin dalla più tenera età,  le “lezioni del silenzio” perché i bambini, attraverso l’esperienza concreta del silenzio vissuto possano scoprire il piacere dell’ascolto.

Le lezioni del silenzio non impongono il silenzio, ma lo valorizzano mostrandone il profondo significato.

E i significati che i bambini scoprono sono avvero tanti…

Attraverso il silenzio i bambini sperimentano la concentrazione e il piacere di dedicare mente e corpo alla scoperta o allo studio di qualcosa che li incuriosisce e che li stimola; imparano a riflettere e a pensare, imparano ad ascoltarsi e ad ascoltare; imparano ad osservare e a dare cura; imparano la calma e la pazienza;  imparano il piacere di sentirsi in sintonia con gli altri…

La lista potrebbe ancora allungarsi, ma l’inizio, lo spunto di riflessione che nasce già con la prima lezione del silenzio è la percezione immediata che lo contrappone al rumore e a quella velocità e assembramento di stimoli che lasciano solo una profonda superficialità…

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