disegno di Fabio Sironi su Italo Calvino, per il @Corriere

Io credo questo: le fiabe sono vere

Sono, prese tutte insieme, nella loro sempre ripetuta e sempre varia casistica di vicende umane; sono il catalogo dei destini che possono darsi a un uomo e una donna, soprattutto per la parte della vita che appunto è il farsi di un destino: la giovinezza, dalla nascita che sovente porta in sé un auspicio o una condanna, al distacco dalla casa, alle prove per diventare adulto e poi maturo, per confermarsi come essere umano. E in questo sommario disegno, tutto: la drastica divisione in re e poveri, ma la loro parità sostanziale; la persecuzione dell’innocente e il suo riscatto; l’amore incontrato prima di conoscerlo e subito sofferto come bene perduto; la comune sorte di soggiacere a incantesimi e lo sforzo per liberarsi e autodeterminarsi inteso come un dovere elementare, insieme a quello di liberare gli altri, anzi il non potersi liberare da soli, il liberarsi liberando; la fedeltà a un impegno e la purezza di cuore come virtù basilari che portano alla salvezza ed al trionfo; la bellezza come segno di grazia, ma che può essere nascosta sotto spoglie d’umile bruttezza come un corpo di rana; e soprattutto la sostanza unitaria del tutto, uomini bestie piante cose, l’infinita possibilità di metamorfosi di ciò che esiste…” 
(Italo Calvino, Introduzione a “Fiabe Italiane”, 1956, vol.I, p.XVIII). 

Italo Calvino (Santiago de Las Vegas de La Habana, 15 ottobre 1923 – Siena, 19 settembre 1985) , ha raccolto e rielaborato in un’unica opera , “Fiabe Italiane“, moltissime fiabe regionali appartenenti alla nostra tradizione popolare.

La raccolta, pubblicata nel 1956 comprende, nella sua versione completa, ben duecento fiabe selezionate da una vasta varietà di fonti che restituiscono fedelmente una panoramica ricca e diversificata delle tradizioni popolari italiane.
Ogni fiaba apre una piccola finestra su un aspetto unico e particolare della cultura italiana e della narrativa tradizionale.

Calvino nella sua narrazione non utilizza le forme dialettali tipiche di ogni fiaba ma sceglie uno stile unico, fiabesco e moderno allo stesso tempo secondo una prospettiva narrativa contemporanea.

La straordinarietà dell’opera sta sicuramente non solo nello sforzo progettuale e nell’ eccellenza narrativa, ma anche nella di capacità di aver saputo sapientemente preservare, valorizzare e rielaborare la ricchezza della cultura popolare italiana, contribuendo allo stesso tempo alla discussione su temi universali attraverso una prospettiva unica.

Attività in classe

“Gallo Cristallo” è una delle tante fiabe tratte dalla raccolta di Italo Calvino; è una fiaba marchigiana che diverte e cattura l’attenzione ma che si presta anche a divertenti drammatizzazioni in classe che possono liberamente seguire la narrazione.

La fiaba narra di un gallo di nome Cristallo che scopre dopo il ritrovamento casuale di una lettera di essere stato invitato alle nozze di Pollicino.

Nella lettera vengono ben specificati anche gli altri invitati: la Gallina Cristallina, l’Oca Contessa, l’Anatra Badessa e l’Uccellino Cardellino.

Il gallo si mette in cammino e, uno ad uno trova tutti gli invitati, anzi uno di più: il lupo.

La storia si chiude con un lieto fine grazie all’astuzia del più piccolo e fragile degli invitati, Uccellino Cardellino.

Spunti editoriali

Fiabe a cavallo. Fiabe italiane. Ediz. a colori 

Fiabe di animali magici. Fiabe italiane. Ediz. a colori

Fiabe da far paura (appena appena, non tanto). Fiabe italiane. Ediz. a colori. Oscar Junior 

Fiabe di mare. Fiabe italiane