La Giornata Internazionale della Lingua Madre, celebrata il 21 febbraio di ogni anno, è un’iniziativa promossa dall’UNESCO per promuovere la diversità linguistica e la conservazione delle lingue madri di tutto il mondo.

La data non è casuale e ricorda un triste evento del 1952: l’uccisione degli studenti uccisi in Bangladeshmentre manifestavano per il riconoscimento della loro lingua madre, il bengalese, come una delle lingue ufficiali del paese.

Le lingue ufficiali del mondo sono 141, ma tra commistioni, dialetti e varianti locali sono circa 6.700 gli idiomi parlati sul nostro pianeta. 

Questa varietà rappresenta un tesoro preziosissimo perché le lingue non rappresentano solo un modo di comunicare, ma riflettono tradizioni, culture e forme di pensiero di un popolo

La Giornata Internazionale ricorda l’importanza della sensibilizzazione rispetto all’importanza del mantenimento della diversità linguistica e la promozione del multilinguismo come mezzo non solo per preservare le identità culturali, ma per favorire anche la comprensione interculturale.

La giornata è fatta per ricordare e celebrare, ma ovviamente l’attenzione e la cura devono essere la costante di una scuola e di una società che voglia dirsi davvero inclusiva.

Cosa accade quando una nuova lingua entra a far parte della vita di un bambino, cosa cambia dentro di lui? E quali sono i rapporti che si stabiliscono tra la lingua d’origine e la nuova lingua ?

La lingua madre svolge un ruolo fondamentale nello sviluppo di ognuno di noi.Si potrebbe dire che è la lingua del cuore perché :

veicola l’identità culturale di ognuno: riflette la storia, le tradizioni e i valori di un’intera comunità e costituisce un legame indissolubile con le proprie radici.

rende efficace la comunicazione: con la propria lingua la libertà espressiva è più forte; facilita la chiarezza e la comprensione ed è garanzia una comunicazione maggiormente efficace

è la bese per l’apprendimento di nuove conoscenze e competenze. Attraverso la lingua madre, si acquisiscono anche quelle abilità linguistiche necessarie per apprendere altre lingue e per accedere a nuove informazioni e conoscenze.

-crescita emotiva e psicologica: la lingua madre è spesso associata a ricordi emotivi ed esperienze significative. Utilizzarla può evocare sentimenti di appartenenza, sicurezza e conforto, contribuendo alla crescita emotiva e psicologica dell’individuo.

Preservazione della cultura: la lingua madre svolge un ruolo chiave nella preservazione e nella trasmissione della cultura di una comunità. Attraverso la lingua, vengono tramandate storie, tradizioni, valori e conoscenze che costituiscono il patrimonio culturale di una società.

Pensare dunque che la lingua madre sia principalmente uno strumento di comunicazione è enormemente riduttivo; la cura per il suo mantenimento e il suo rispetto sono fondamentali per il benessere e lo sviluppo delle persone e dell’intera società.

La cura per le differenze linguistiche e per i loro suoni, per la loro musicalità e per la ricchezza culturale che portano con sé, è sicuramente giornaliera, ma in questa settimana che precede la giornata dedicata alla lingua madre, si sono aggiunte altre tre iniziative:

1.la scatola della lingua madre: i bambini e le bambine della classe hanno costruito la scatola e sono poi andati di classe in classe a chiedere a tutti i bambini, grandi e piccoli, di scrivere una bella parola nella loro lingua madre da imbucare nella grande scatola.

La propaganda di scrittura di parole in tutte le lingue è continuata in giardino e si è allargata anche a nonni e genitori.

Prossimamente apriremo la scatola e proveremo a leggere tutte le parole scritte o anche solo a immaginarne la provenienza e a sognarne i significati, consapevoli del fatto che saranno tanti e tutti diversi.

2.I diritti linguistici: il lavoro di riflessione sulle lingue è nato da molto lontano, ma oggi ha trovato uno spazio dedicato mettendo su carta i primi diritti linguistici elaborati da Silvana Ferreri un’esperta di linguistica educativa.

3.Narrazioni multilingue: bambini e bambine con i loro libri in mano sono andati di classe in altre classi a leggere storie nelle loro lingue.

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