Non possiamo consegnare l’oceano un secchiello per volta

Gianni Rodari

Gianni Rodari e Maria Montessori partono dal presupposto che non possa esserci apprendimento se non sulla via della scoperta e della ricerca e che tale via non possa essere intrapresa senza interesse e curiosità.

Apprendimento e autocostruzione dei saperi, non trasmissione.

Quando la ricerca è dettata dall’interesse e dalla curiosità c’è tensione e concentrazione verso l’obiettivo; quando è dettata dall’esterno, solo noia e passività. 

Curiosità e interesse, dunque, tracciano le strade da percorrere e chiamano ad agire tutti i sensi contemporaneamente.

Le strade dell’interesse e della curiosità sono sempre le più belle e si percorrono con piacere.

E ciò vale tanto per i bambini quanto per noi adulti.

Sono strade che presentano principalmente percorsi in discesa anche se, sicuramente ci saranno tratti in salita e inciampi che magari faranno anche ridere e divertire e, come sempre accade quando la magia dell’errore si presenta, , apriranno strade parallele mai immaginate prima.

Le strade dell’interesse e della curiosità sono tante.

Ognuno la sua.

Ognuno il suo particolare percorso, la sua scoperta, il suo stupore, la sua meraviglia in un ciclo infinito, di strada in strada.

Lungo il percorso c’è sempre tensione, movimento e voglia di arrivare.

Ognuno è protagonista del suo viaggio, mai spettatore.

Ognuno è chiamato a scegliere, prendere decisioni, immaginare e fare.

La tensione culmina nel momento emozionalmente magico della scoperta che si fa vero apprendimento foriero a sua volta di nuovi viaggi di scoperta e di nuovi apprendimenti.

Rodari, ne “La grammatica della fantasia” parla di oceano e secchielli e accosta sapientemente all’oceano l’immensità dei saperi e delle conoscenze e ai secchielli l’attività di insegnamento.

Possiamo forse pensare di insegnare per secchielli?E se così fosse quanti secchielli deve riempire un insegnante per definirsi un buon insegnante?

10 di geografia, 100 di parole e 1000 di matematica? Di più o di meno?

E in quanto tempo?

Quanti secchielli devono essere riempiti perché un bambino abbia un “buon bagaglio” di conoscenze?

Così, con quel suo inconfondibile fare, con quel suo giocare con le parole, Gianni Rodari ci avvicina al su pensiero pedagogico:

l’Oceano non si può trasferire a secchielli!

Non secchielli dunque, ma strumenti; lasciamo i secchielli e insegniamo a nuotare.

Facciamo percepire  il piacere, il divertimento, il senso di libertà e lo stupore, ma anche la sfida, la necessità di fatica e la costanza… 

Diamo strumenti per attraversare l’oceano facendo in modo che la sua acqua invada e pervada…

Gli strumenti culturali sono ciò che è davvero indispensabile perché ogni bambino “crei e spinga la sua ricerca fin dove può”.

Per un bambino che ricerca e che scopre, c’è sempre un adulto che lo sostiene e lo sospinge.

Il suggerimento è quello di partire sempre dagli interessi dei bambini per creare occasioni scrittura: poco importa il punto di partenza, la tensione è tutta verso il punto di arrivo!

Personaggi preferiti dei fumetti, dei manga e dei libri possono diventare così i soggetti “da inseguire” alla ricerca dei loro luoghi, dei loro “padri”, delle loro caratteristiche e delle loro avventure diventando preziose occasioni di scoperte e attività: descrizioni, disegni, racconti e narrazioni, ma anche indagini sulle date, età e le situazioni problematiche .

Dallo scaffale di classe

“Codice Rodari” (Ed. Einaudi Ragazzi), un’avventura tra parole e disegni.

Un libro immaginifico che invita allo stupore che nasce ogniqualvolta si reinventa la realtà.

Dalle illustrazioni e dalle parole nascono infinite sollecitazioni per sperimentare e reinventare.

Favole al telefono. Pocket. Ediz. illustrata

Un libro in formato tascabile, agile e moderno, perfetto per essere portato ovunque

lL libro dei perché. Ediz. illustrata

Un libro che è un’officina letterario dove  dove razionalità e fantasia, scienza e poesia convivono

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