Metodo Montessori

Primavera, tempo di rinascita e meraviglia

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L’educazione non è qualcosa che l’insegnante fa, ma un processo naturale che si sviluppa spontaneamente nell’essere umano.
— Maria Montessori, La scoperta del bambino, 1909


La primavera è una stagione di trasformazione, di luce che cresce e di natura che risveglia e si risveglia.

Per i bambini, è un’opportunità straordinaria di esplorazione e apprendimento, un momento dal sapore magico in cui il loro innato desiderio di scoprire il mondo, trova un’eco perfetta nella vita che sboccia intorno a loro.

Il rispetto per i ritmi naturali del bambino, base di tutto l’impianto pedagogico-didattico montessoriano, ben si lega al ciclo della primavera. Questa stagione, tanto attesa, ci insegna la pazienza della crescita, il valore dell’osservazione e la bellezza della trasformazione lenta e armoniosa.

Così come un fiore non sboccia tutto in un istante, ma segue il suo tempo, anche il bambino ha bisogno di un ambiente che rispetti il suo naturale sviluppo. La primavera diventa allora un’alleata preziosa per educatori e insegnanti, offrendo spunti di apprendimento che valorizzano l’attesa, la scoperta e il contatto con la natura.

🌿 Educare attraverso la Primavera

Nel metodo montessoriano, l’ambiente ha un ruolo chiave: accompagna il bambino nel suo percorso di crescita, offrendo stimoli adeguati e supportando la sua autonomia.

La primavera, con i suoi colori, suoni e profumi, apre spazi di apprendimento all’aria aperta, stimola i sensi e permette un’educazione che parte dall’esperienza diretta e dalla curiosità.

Osservare una pianta che cresce, ascoltare il canto degli uccelli al mattino, toccare la terra umida dopo la pioggia: ogni piccolo dettaglio diventa un’opportunità di crescita e di connessione con il mondo naturale.

La primavera offre spazi di apprendimento all’aria aperta, stimola i sensi e permette un’educazione che parte dall’esperienza diretta.

Osservare una pianta che cresce, ascoltare il canto degli uccelli al mattino, toccare la terra umida dopo la pioggia: ogni piccolo dettaglio diventa un’opportunità di crescita e di connessione con il mondo naturale.

Integrare la primavera nel percorso educativo significa offrire ai bambini occasioni di scoperta autentica e strumenti per sviluppare autonomia, responsabilità e meraviglia.


1️⃣ Il Calendario della Natura: osservare e documentare

Creare un piccolo diario della primavera, dove ogni bambino può registrare i cambiamenti che osserva nella natura: il primo fiore sbocciato, la comparsa di una farfalla, le giornate che si allungano. Si può accompagnare l’osservazione con il disegno, il collage di foglie e fiori secchi o brevi descrizioni. Questo esercizio sviluppa il pensiero scientifico e il senso di meraviglia.

Materiali: quaderno, matite colorate, foglie e fiori raccolti con cura.
Competenze sviluppate: osservazione, espressione grafico-verbale, consapevolezza ambientale.


2️⃣ I Semi della Vita: dal seme alla pianta

Un’attività semplice e potente: piantare semi e prendersene cura. Il bambino, con le sue mani, segue la crescita di una vita, comprendendo il valore dell’attesa e dell’impegno. Ogni giorno può annaffiare, annotare i cambiamenti, misurare la crescita.

Materiali: semi (lenticchie, fagioli, girasoli…), vasetti, terra, acqua.
Competenze sviluppate: responsabilità, pazienza, osservazione scientifica.


3️⃣ Arte e Natura: il colore dei fiori

I fiori primaverili possono diventare strumenti di creatività: si possono sperimentare stampe su carta con petali e foglie, creare acquerelli naturali pestando i fiori, osservare al microscopio le loro strutture. Questo approccio stimola la sensibilità artistica e la scoperta scientifica.

Materiali: fiori, carta, martelletti in legno, microscopio.
Competenze sviluppate: creatività, motricità fine, senso estetico.


4️⃣ Piccoli Naturalisti: le tracce della primavera

Una passeggiata in giardino, nel parco o in un bosco può trasformarsi in una caccia alle tracce della primavera: quali fiori sono spuntati? Si sentono più uccelli cantare? Ci sono insetti operosi? I bambini possono raccogliere piccoli elementi naturali (senza danneggiare l’ambiente), confrontarli e scoprire i loro nomi.

Materiali: schede di riconoscimento, lente d’ingrandimento, taccuino.
Competenze sviluppate: spirito di osservazione, esplorazione sensoriale, rispetto per l’ambiente.


5️⃣ La Primavera in Poesia

Leggere poesie dedicate alla primavera, magari accompagnate dalla musica, aiuta a sviluppare la sensibilità linguistica e il senso estetico. Successivamente, i bambini possono provare a comporre brevi poesie o acrostici legati ai loro sentimenti sulla stagione.

Materiali: raccolte di poesie, strumenti musicali, fogli e matite.
Competenze sviluppate: espressione linguistica, creatività, ascolto attivo.


6️⃣ La Tavolozza della Primavera: esplorazione dei colori

La primavera è un tripudio di colori! Perché non raccogliere diversi materiali naturali (fiori, foglie, frutti) e provare a classificarli per tonalità? Possiamo poi creare una tavolozza naturale e confrontare i colori con quelli dei materiali artistici (tempere, matite, acquerelli).

Materiali: elementi naturali, cartoncini, colori.
Competenze sviluppate: classificazione, percezione cromatica, sperimentazione.


🌱 Concludendo: la Primavera come educatrice

Nella pedagogia montessoriana, l’educazione alla natura è un percorso che si intreccia con quello della crescita interiore del bambino. La primavera non è solo un tema stagionale, ma un’occasione preziosa per allenare la capacità di osservare, di prendersi cura, di meravigliarsi.

Lasciamo che i bambini tocchino la terra, ascoltino il vento, scoprano la delicatezza di un fiore che sboccia. Nel silenzioso lavoro della natura c’è una lezione profonda di rispetto, pazienza e bellezza—una lezione che, se accolta, rimarrà con loro per sempre.

-La festa della Primavera degli antichi Egizi: lettura e attività per la comprensione e la rielaborazione

-Matematica tra natura e botanica

Dalla Terra alla tavola: legumi, cereali e didattica Montessori

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L’educazione è un processo naturale compiuto dal bambino e non acquisito con le parole, ma attraverso l’esperienza

maria Montessori

Legumi e cereali: un ponte tra natura e apprendimento

La conoscenza più viva nasce dall’incontro diretto con il mondo, dall’esperienza che coinvolge mente, mani e cuore. È nell’esplorazione e nella scoperta che il bambino costruisce il proprio sapere, lasciandosi guidare dalla curiosità e dalla meraviglia.

La natura, con i suoi ritmi e i suoi doni, offre infinite occasioni per conoscere e scoprire e anche i legumi e i cereali, fondamentali nella nostra alimentazione, possono diventare veri e propri strumenti didattici per stimolare la curiosità, favorire l’autonomia e offrire nuove e divertenti occasioni di esplorazione sensoriale. Attraverso percorsi di sperimentazione, questi alimenti non solo avvicinano i bambini alla natura e ai cicli della vita, ma contribuiscono anche alla riflessione su una sana alimentazione e sull’importanza di scelte consapevoli per il benessere.

Il metodo Montessori, con il suo approccio basato sull’esperienza diretta e sull’esplorazione multisensoriale, permette alla didattica di uscire dalle mura scolastiche e di intrecciarsi con la realtà, trasformando ogni scoperta in un’opportunità di apprendimento concreto e significativo.

Esperienze Concrete e Outdoor Education

L’outdoor education offre un contesto privilegiato per un apprendimento significativo, in cui l’esperienza diretta diventa il ponte tra teoria e realtà. Il contatto con la natura stimola nei bambini la curiosità, il senso di appartenenza all’ambiente e una comprensione più profonda dei fenomeni naturali.

Un’attività particolarmente efficace è la semina di legumi e cereali, che permette ai bambini di osservare da vicino il ciclo vitale delle piante. Piantare un seme, prendersene cura e attendere con pazienza la comparsa dei primi germogli li aiuta a sviluppare un senso di responsabilità e meraviglia verso la natura. Il tempo dell’attesa diventa esso stesso un’esperienza educativa: ogni giorno, i bambini osservano, annotano i cambiamenti e imparano a riconoscere le diverse fasi di crescita.

Accanto all’osservazione, la manipolazione gioca un ruolo chiave. Toccare, confrontare e descrivere semi di forme e consistenze diverse affina la motricità fine e la discriminazione sensoriale, aspetti fondamentali nello sviluppo delle abilità percettive e cognitive. Il confronto tra un seme appena piantato e uno maturo favorisce inoltre la comprensione dei cicli naturali e della trasformazione della materia.

Queste esperienze, apparentemente semplici, rappresentano occasioni preziose per connettere il sapere all’esperienza concreta, rendendo l’apprendimento più autentico e coinvolgente. L’outdoor education, infatti, non è solo un modo per stare all’aria aperta, ma una metodologia che valorizza il fare, l’osservare e il riflettere, trasformando ogni scoperta in conoscenza duratura.

Metodo Montessori e Attività Didattiche

Nel metodo Montessori, l’apprendimento passa attraverso l’esperienza diretta e l’uso di materiali concreti, che permettono al bambino di sviluppare autonomia e consapevolezza. Le attività sensoriali e manipolative giocano un ruolo chiave, favorendo la scoperta attraverso il tatto, la vista e l’azione.

Il cestino dei tesori; un’esperienza sensoriale

Un’esperienza particolarmente efficace è il cestino dei tesori sensoriale, utilizzabile in ogni contesto e con i materiali più diversi, anche con legumi e cereali! I bambini con il solo uso delle mani, li esplorano, ne osservano le differenze di forma e consistenza, li confrontano e iniziano a classificarli in modo spontaneo.

Un approccio per affinare non solo le percezioni tattili, ma anche per stimolare il linguaggio descrittivo e il pensiero logico.

Le carte illustrate: abbinamenti, associazioni e riflessioni

L’associazione tra oggetti reali e immagini è un altro passaggio fondamentale nel processo di apprendimento. Con l’uso di carte illustrate, i bambini possono abbinare ogni seme alla sua rappresentazione visiva, affinando così il riconoscimento, la categorizzazione e l’ampliamento del vocabolario.

Questo esercizio, apparentemente semplice, aiuta a costruire connessioni tra l’esperienza concreta e la rappresentazione astratta, facilitando lo sviluppo del pensiero simbolico.

Confronti e travasi; un’esperienza matematica

Anche la matematica può nascere dall’osservazione diretta: attraverso l’uso di bilance, cucchiai dosatori e contenitori trasparenti, i bambini possono pesare e confrontare i legumi, scoprendo in modo intuitivo concetti come peso, volume e quantità.

L’atto di versare, misurare e confrontare diventa un’occasione per interiorizzare le relazioni di grandezza e proporzione, con un apprendimento che parte dal concreto per arrivare all’astratto.

Cucina didattica

Il percorso di esplorazione tra cereali e legumi potrebbe concludersi, a casa o a scuola, con un’attività di cucina didattica, per sperimentare la trasformazione degli alimenti.

Preparare una semplice zuppa di legumi permette di comprendere il passaggio “dal chicco al piatto”, creando un collegamento diretto tra la materia prima e il prodotto finito.

L’esperienza non è solo pratica, ma anche simbolica: cucinare insieme rafforza il senso di collaborazione, stimola la curiosità e insegna il valore della pazienza e della cura.

In ogni fase, il bambino è protagonista del proprio apprendimento, esplorando e scoprendo attraverso il contatto diretto con la realtà.

Il metodo Montessori, con il suo approccio basato sull’esperienza concreta, rende ogni attività un’opportunità di crescita, trasformando il quotidiano in una continua occasione di scoperta.

Spirali e numeri: apprendere la matematica in natura

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La matematica è la poesia delle scienze – Albert Einstein

I bambini sono i primi e più sinceri esploratori del mondo.

La loro curiosità è alimentata dalle cose reali che li circondano; i loro tanti ‘perché’ li spingono costantemente verso nuove scoperte e nuove meraviglie.

La natura, con la sua perfezione e il suo ordine misterioso, è il luogo ideale per esplorare e comprendere i legami invisibili che uniscono tutte le cose. In questo straordinario mondo, le spirali, presenti nei fiori, nelle conchiglie, nei frutti e nelle forme più affascinanti, diventano un esempio perfetto di come la matematica si intrecci con la vita e le leggi naturali che ci circondano.

La sequenza di Fibonacci, con la sua apparente semplicità, si ripete costantemente in natura, dalla disposizione dei semi nei fiori all’architettura delle conchiglie.

Questo fenomeno diventa un ponte perfetto per collegare i concetti matematici con l’esperienza concreta del mondo naturale.

Anche per Maria Montessori, l’interconnessione l’elemento base da cui partire e la consapevolezza che tutto è interconnesso e che l’ordine cosmico si realizzi grazie a precise leggi diventa la chiave per comprendere il mondo.

E proprio da questa consapevolezza, nasce il suo approccio pedagogico e metodologico che invita i bambini ad esplorare il mondo, offrendo loro sempre nuove occasioni e opportunità di scoperta che li stimolano a osservare, scoprire e comprendere.

Guardando il mondo attraverso gli occhi dei bambini, ogni forma, ogni crescita e ogni disposizione degli elementi diventano occasioni per esplorare e cogliere le leggi che regolano l’universo; e la matematica, le scienze e la poesia stessa del cosmo, si fanno concrete e visibili dando vita ad un apprendimento autonomo, autentico, efficace e duraturo.

Attraverso il metodo Montessori, i bambini sono invitati a fare e a sperimentare in un circolo virtuoso che nasce dalla curiosità e genera sempre nuove curiosità generando una conoscenza autentica, autocostruita e duratura.


Dall’osservazione all’esplorazione, ogni attività proposta è pensata per aiutare i bambini a vivere la matematica in modo pratico e visivo, trasformando ogni scoperta in un viaggio di apprendimento autonomo.

Attività 1: Osservare la Spirale in Natura

Il primo passo per l’esplorazione è un’osservazione attenta .

Le spirali sono dappertutto: nei girasoli, nelle conchiglie, nelle pigne, e in molti altri elementi naturali. L’invito per i bambini è quello di cercare e osservare questi modelli, riconoscendo come la matematica governi l’organizzazione naturale.

Domande guida:

  • “Guarda il girasole: i semi sono disposti in modo particolare? Riesci a notare una spirale?”
  • “Come cresce la conchiglia? Vedi come la spirale si sviluppa?”
  • “Hai notato che la disposizione dei semi segue una forma precisa? Perché pensi che la natura scelga questa disposizione?”

Attività 2: Creare una Spirale con Fibonacci

Dopo aver osservato i modelli naturali, è il momento di riprodurre la spirale di Fibonacci. Con carta quadrettata e colori, i bambini disegnano quadrati sempre più grandi seguendo la sequenza (1, 1, 2, 3, 5, 8…) e uniscono i vertici per tracciare una spirale. Questo esercizio aiuta a visualizzare la crescita della spirale e a comprendere come la matematica possa essere espressa attraverso le forme.

  1. Disegnare la spirale: Sui quadrati, che seguono la sequenza di Fibonacci, unire i vertici per formare una spirale che cresce progressivamente.
  2. Colorare la spirale: Ogni quadrato può essere colorato per evidenziare i passaggi della spirale e far emergere la bellezza geometrica della crescita.

Attività 3: Creare una Spirale Naturale con elementi naturali

Raccogliendo materiali naturali, i bambini possono costruire una spirale tridimensionale. Utilizzando foglie, conchiglie, piccoli rami e pietre, possono ricreare la forma della spirale in un contesto naturale. Questa attività stimola non solo la loro creatività, ma anche il loro legame con l’ambiente, portando la matematica alla vita.

  1. Costruire la spirale: Inizia con un punto centrale e aggiungi elementi naturali (foglie, rami, fiori, sassi) seguendo una forma a spirale. Le spirali costruite possono essere fotografate e raccolte in un piccolo quaderno o cartellone per documentare il processo di scoperta e osservazione. Questo permette ai bambini di riflettere sul loro lavoro, confrontare le diverse spirali create e riconoscere come questa forma sia presente ovunque in natura. Inoltre, il quaderno può diventare uno strumento di esplorazione continua, arricchito da disegni, annotazioni e nuove osservazioni, favorendo un approccio attivo e consapevole alla matematica e alla natura.
  2. Riflessione finale: Chiedere ai bambini come la spirale cresce e si sviluppa. “Perché pensi che la natura segua questa forma?” “Come ti sembra che questa spirale possa aiutare le piante o gli animali?

Video dimostrazione di un’attività concreta da fare in classe:


Conclusione:

Attraverso il metodo Montessori, la matematica diventa un viaggio di esplorazione e scoperta nel mondo naturale. Le spirali di Fibonacci sono una delle chiavi per comprendere come la natura si organizzi con precisione, rivelando la connessione tra matematica, arte e vita. Ogni bambino, esplorando questi modelli, impara non solo a vedere la matematica, ma a vivere in armonia con essa, sperimentando il mondo che lo circonda con curiosità, autonomia e gioia

Giochiamo papà?

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Giocare è una cosa seria

Bruno Munari

Dagli antichi Egizi alla costruzione del gioco per la festa del papà

Le ricerche svolte in classe sugli Egizi hanno portato anche alla scoperta dei loro giochi più popolari.

Ne è nata l’idea di un laboratorio di costruzione dei giochi con la realizzazione dei tavolieri, delle pedine, dei libretti delle regole e di tutto quanto è necessario per accompagnare e presentare il gioco.

I GIOCO: Il Senet

Un po’ di storia

Il Senet nasce come gioco per pochi, d’élite: pare infatti che in origine (V-IV millennio a.C.), fosse un passatempo riservato ai soli faraoni

In molte tombe, anche tra le più famose, come quelle di  Tutankamon o Nefertar sono state ritrovate scacchiere e tavolieri, ma anche illustrazioni e indispensabili citazioni all’interno dei geroglifici per ricostruirne le modalità di gioco. 

La regina Nefertari gioca a Senet contro un avversario invisibile

Solo più tardi, intorno al 1500 a.C., una variante del gioco iniziò a diffondersi e a divenire popolarissima anche nel resto della popolazione, bambini compresi.

Senet letteralmente significa “passaggio” e non è difficile intuire perché alcuni studiosi abbiano potuto ipotizzare che nel complesso sistema di credenze egizie legate all’aldilà, si potesse ritenere che le sorti del defunto dopo la morte potessero essere legate anche al risultato di una partita di Senet, giocata contro un avversario invisibile.

SCOPO DEL GIOCO è portare in salvo nell’aldilà tutte le proprie pedine.

Elementi da costruire: tavoliere con 30 caselle, 10 pedine e 4 bastoncini

REGOLE: le pedine seguono un percorso bustrofedico, “a serpente” che parte dalla prima casella a sinistra e termina nell’ultima casella a destra.

Il gioco inizia con le pedine fuori dal tavoliere, il primo tiro con punteggio più alto stabilisce quale giocatore inizierà per primo il percorso.

Gli Egizi non usavano i dadi, ma dei bastoncini a due facce, una bianca e l’altra nera e, a seconda di come cadevano dopo il lancio, determinavano il punteggio:

1 bastoncino chiaro= 1 avanzamento e si ritira

2 bastoncini chiari = 2 avanzamenti

3 bastoncini chiari=3 avanzamenti

4 bastoncini chiari=4 avanzamenti e si può ritirare

4 bastoncini scuri= 5 avanzamenti e si ritira

Le pedine possono:

1) muoversi in una casella vuota avanzando;
2) muoversi in una casella vuota scavalcando le proprie pedine. Non c’è limite al numero di pedine proprie che si possono scavalcare;
3) si possono scavalcare anche le pedine avversarie, ma non più di due;
4) non si può terminare il movimento in uno spazio già occupato da una propria pedina;
5) si può terminare il movimento nello spazio occupato da una pedina avversaria se questa non è “protetta”, cioè non c’è un’altra pedina davanti a lei. In questo caso viene “attaccata” e “catturata” per mezzo di uno scambio di posto, collocandola nel punto da cui avevamo iniziato il nostro movimento;
6) Se un giocatore non può muovere avanti nessuna delle sue pedine, allora salta il turno.

Il gioco completo: tavola, carta speciali e bastoncini

MOVIMENTI SPECIALI E USCITA DAL TAVOLIERE: alcune caselle, segnate dai geroglifici corrispondenti, permettono di compiere dei movimenti speciali:

Casella 15 : Casa della Rinascita; casella in cui le pedine non possono essere attaccate ed è anche il punto in cui deve tornare chi cade nella casella 27;

Casella 26: Casa della Vita; casella in cui le pedine non possono essere attaccate e per uscire è necessario un tiro preciso da 5.

Casella 27 : Casa delle Acque; le pedine che finiscono qui cadono nelle acque e rinascono nella Casella 15. Se questa è occupata, ritornano alla I casella.

Casella 28: Casa delle 3 Verità; le pedine le pedine non possono essere attaccate, per uscire è necessario un tiro preciso da 3.

Casella 29: Casa di Iside; le pedine non possono essere attaccate, per uscire è necessario un tiro preciso da 2.

Casella 30: Casa di Horus; le pedine non possono essere attaccate, per uscire è necessario un tiro preciso da 1.

Dato che le caselle 26, 28, 29, 30 non possono essere attaccatate l’avversario non può prendere il loro posto e quindi deve passare il turno finché non si liberano.

II GIOCO: Il Mancala

Un po’ di storia:

 Il Mancala è uno dei giochi più antichi della storia, nato oltre 3.000 anni fa.

Le prime tracce sono state trovate in Africa, in Medio Oriente e in alcune zone dell’Asia. Le popolazioni antiche scavavano buche nel terreno o usavano tavole di legno con piccoli incavi per giocare, utilizzando semi, pietre o conchiglie come pedine.

I ritrovamenti fatti in tombe e palazzi reali, lasciano ipotizzare che i faraoni egizi fossero soliti giocare a Mancala sia come forma di intrattenimento che come pratica mentale per sviluppare competenze di pianificazione che abilità strategiche, competenze e abilità tanto apprezzate sia dai faraoni che dai sacerdoti o dalle classi alte.

L’abilità nel gioco veniva infatti vista come un riflesso di un’intelligenza acuta, essenziale per il buon governo e per la gestione delle risorse del regno.

 I giochi da tavolo come il Mancala, erano dunque anche strumenti educativi utili a sviluppare doti di pianificazione, pazienza e riflessione a lungo termine.

Il Mancala, con la sua semplicità e profondità strategica, potrebbe essere stato un mezzo per allenare la mente a confrontarsi con i cicli naturali e cosmici della vita.

Ogni partita rappresentava una metafora della vita: per ottenere un buon raccolto, bisognava seminare con saggezza e fare scelte ponderate.

SCOPO DEL GIOCO: Il Mancala è un gioco di strategia in cui i giocatori devono raccogliere e distribuire semi o pietre nelle buche del tavoliere per accumulare il maggior numero possibile nel proprio magazzino.

REGOLE BASE:

  • Il gioco si svolge su un tavoliere con due file di buche e due magazzini; sul tavoliere di carta le buche saranno sostituite da sei cerchi piccoli per le buche e due più grandi per i magazzini.
  • Ogni giocatore procede prelevando i semi da una delle sue buche a scelta e li distribuisce uno alla volta nelle buche successive.
  • Se l’ultimo seme cade in un magazzino o in una buca vuota propria, ci sono movimenti speciali che possono avvantaggiare il giocatore.
  • Il gioco termina quando tutte le buche di un lato sono vuote; vince chi ha più semi nel magazzino.

Questo gioco, proprio come il Senet, offre una combinazione di strategia e fortuna, rendendolo un’attività perfetta per il laboratorio della festa del papà.

Spunti editoriali e non solo

Egizi: 1un viaggio nel tempo alla scoperta degli Egizi: vita quotidiana, religione, arte… Le grandi civiltà del mondo antico Un grande volume illustrato per scoprire ed esplorare l’affascinante mondo delle antiche civiltà: Sumeri e Babilonesi, Egiziani, Greci, Etruschi, Romani, Maya, Aztechi e Inca, Cinesi, Anglosassoni e Vichinghi. Una panoramica sui grandi popoli che abitavano il nostro pianeta e dai quali discendiamo: cibo, indumenti, gioielli, abitazioni, mitologia, comunicazione, armi e guerra, leggi, strutture sociali, scrittura, educazione e molto altro. La grande enciclopedia della storiaViaggiare indietro nel tempo e prendere parte alla caccia al mammut, marciare insieme a un soldato romano e volare con i fratelli Wright sul primo aeroplano a motore. Scoprire come si svolgeva una tipica giornata medievale e il modo in cui l’invenzione della stampa ha cambiato il corso degli eventi. Esplorare i luoghi e gli avvenimenti del passato attraverso sorprendenti immagini ricostruite grazie a una computer grafica di ultima generazione.Vita dei bambini nell’antico Egitto. Usi, costumi e stranezze nella terra dei faraoni Un libro per scoprire le differenze tra la vita dei bambini di oggi e quella dei loro coetanei nell’antichità.L’antico Egitto. Viaggia, conosci, esplora. Ediz. a colori. Con puzzle Un piccolo libro per racconta l’antico Egitto, e un puzzle da 200 pezzi per ricercarne e ricostruirne tutti i dettagli.


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Il coraggio delle parole

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Le parole hanno un potere straordinario: possono ferire o guarire, unire o dividere, nascondere o rivelare la verità. 

Usare le parole con coraggio significa esprimere le proprie idee anche quando non è facile, difendere ciò in cui si crede e ascoltare chi la pensa diversamente. 

Oriana Fallaci è stata una delle figure più rappresentative del giornalismo e della letteratura contemporanea. 

La sua determinazione nel cercare la verità, anche quando scomoda, l’ha resa un esempio di coraggio intellettuale

Nelle sue interviste, nei suoi libri e nei suoi articoli. Oriana fallaci ha sempre affrontato con determinazione tematiche complesse ed espresso con fermezza le sue opinioni anche quando erano in forte contrasto con il pensiero dominante consapevole delle critiche o delle discussioni che avrebbero potuto generare.

Ancora oggi ricordiamo Oriana Fallaci per il coraggio delle sue parole, pronte a raccontare e scandagliare la realtà senza timore, spesso a rischio della sua stessa sicurezza, per portare alla luce la verità. 

La sua audacia, come quella di Martha Gellhorn e Anna Politkovskaja, ha aperto la strada a molte altre donne nel mondo del giornalismo e della comunicazione.

La sua eredità ci insegna che essere fedeli alle proprie idee è un valore da difendere, anche quando costa fatica.

Chi era Oriana Fallaci?

Oriana Fallaci era nata Firenze nel 1929 e fin da giovane mostrò una grande curiosità e voglia di capire il mondo. Durante la Seconda guerra mondiale, ancora adolescente, partecipò alla Resistenza italiana, dimostrando coraggio e determinazione. 

Questa esperienza segnò profondamente la sua vita e alimentò la sua sete di verità e giustizia.

Dopo la guerra, intraprese la carriera di giornalista e scrittrice.

Lavorò come inviata speciale per importanti testate, viaggiando in zone di conflitto come il Vietnam, il Medio Oriente e l’America Latina. Intervistò figure politiche e culturali di spicco – tra cui Henry Kissinger, Yasser Arafat e l’Ayatollah Khomeini – e non esitava a porre domande dirette e spesso scomode. Le sue interviste erano famose per la schiettezza e la profondità con cui affrontava anche i temi più delicati.

Fallaci era una donna appassionata e spesso controversa, capace di difendere le proprie idee anche quando queste andavano contro l’opinione pubblica. 

Oltre al giornalismo, scrisse libri che trattavano questioni personali e sociali. 

Tra le sue opere più note c’è Lettera a un bambino mai nato, un’intensa riflessione sul senso della vita, la maternità e la libertà di scelta. 

Per Oriana, usare le parole significava cercare la verità e non temere il confronto, anche a costo di critiche e incomprensioni. La sua eredità ci ricorda quanto sia importante avere il coraggio delle proprie idee e difendere ciò in cui si crede.

Il coraggio di dire la verità: un valore da coltivare a scuola 

Educare i bambini al coraggio delle parole significa aiutarli a esprimersi senza paura, a rispettare le opinioni degli altri e a difendere i propri pensieri con gentilezza. 

Non è sempre facile dire quello che si pensa, soprattutto quando si teme di essere presi in giro o non ascoltati. Ma saper usare le parole con rispetto e sincerità è un’abilità fondamentale per crescere cittadini consapevoli e responsabili.

Spunti didattici e giochi educativi sul coraggio delle idee

Per aiutare bambini e ragazzi a riflettere sul tema, ecco alcune attività semplici e coinvolgenti da proporre in classe o a casa.

🗨️ 1. Il gioco delle opinioni coraggiose

  • L’insegnante legge affermazioni semplici: es. “Mi piace la pioggia”, “È bello aiutare gli altri”. Chi è d’accordo si sposta a destra, chi non è d’accordo a sinistra, chi è indeciso rimane al centro.
  • Dopo ogni affermazione, i bambini dei vari gruppi spiegano le loro scelte. Un gioco per sperimentare la libertà di espressione e il rispetto delle idee.

✍️ 2. La scatola delle parole coraggiose

  • Ogni bambino scrive su un foglietto una frase o una parola che lo ha fatto sentire coraggioso o che vorrebbe dire a qualcuno. I foglietti vengono messi in una scatola.
  • A turno, se ne pesca uno e si prova a immaginare la storia dietro quella parola. Un’attività per stimolare empatia e creatività.

🦸 3. Il mio momento di coraggio

  • Chiedere ai bambini di disegnare o raccontare un episodio in cui hanno detto la verità anche se era difficile o in cui hanno espresso un’opinione diversa dagli altri.
  • Dopo aver condiviso le storie, si riflette su come ci si è sentiti prima e dopo aver parlato con coraggio.

🎭 4. il teatro delle parole

  • Dividere la classe in piccoli gruppi e assegnare loro una situazione in cui un personaggio deve scegliere tra dire ciò che pensa o rimanere in silenzio. Alcuni esempi possono essere:
    • Un bambino vede un amico trattato ingiustamente e deve decidere se intervenire.
    • Un personaggio ha un’idea originale, ma teme che gli altri lo prendano in giro.
    • Una persona assiste a un’ingiustizia e deve decidere se denunciare il fatto.
  • I gruppi scrivono e mettono in scena una breve scenetta che rappresenta il dilemma e la scelta finale del personaggio.
  • Dopo ogni rappresentazione, la classe discute su cosa ha aiutato o ostacolato il personaggio nel parlare.
  • Si riflette sulle emozioni provate dai protagonisti e dagli spettatori, sottolineando l’importanza di sostenere gli altri nel trovare il coraggio di esprimersi.

🗣 5. Il dibattito rispettoso

  • Dividete la classe in due squadre con opinioni opposte su un tema leggero (es. “Meglio la pizza o la pasta?”).
  • Ogni squadra deve preparare degli argomenti a favore della propria posizione e ascoltare con attenzione quelli della squadra avversaria.
  • Durante il dibattito, si stabilisce un moderatore (può essere l’insegnante o un alunno) che garantisce il rispetto del turno di parola e l’uso di un linguaggio appropriato.
  • Dopo il dibattito, ogni squadra riflette su ciò che ha imparato ascoltando gli altri e su come ha argomentato le proprie idee.
  • Per concludere, si chiede ai partecipanti se il dibattito ha cambiato il loro punto di vista o rafforzato la loro opinione, promuovendo così una riflessione sul valore dell’ascolto attivo e del confronto costruttivo.

Conclusione: essere coraggiosi ogni giorno

Il coraggio non è solo fare cose straordinarie, ma anche piccoli gesti quotidiani: chiedere scusa, difendere un amico, dire ciò che si pensa con gentilezza. 

Avere il coraggio di esprimere le proprie idee non significa imporsi sugli altri, ma trovare la propria voce nel rispetto reciproco.

Permettere ai bambini di sperimentare il valore del dialogo e dell’ascolto li aiuta a crescere come cittadini consapevoli e capaci di contribuire a un mondo più giusto.

Un viaggio attraverso la storia della misura; un libro che segue le tracce di un percorso lungo e straordinario: dalla coda di un camaleonte presa come unità di misura a Leonardo Da Vinci, passando per Egizi, Romani e Babilonesi per scoprire come l’uomo abbia da sempre cercato di dare un ordine alle dimensioni, ai pesi e al tempo. Leggende, curiosità, giochi e attività pratiche trasformano ogni pagina in un’esperienza per leggere, giocare e imparare. Un libro per tutti coloro che vogliono scoprire la misura con i propri occhi… e con le proprie mani! Per la didattica: Un supporto pratico e versatile, utilizzabile in modo strutturato o flessibile. I simboli nell’indice aiutano a individuare rapidamente le attività.

Storie che ispirano; Sophie Blanchard e il coraggio di andare oltre

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Quando il cielo sembrava irraggiungibile… lei lo abbracciò

Nel cuore della Parigi del 1800, tra le strade affollate e i limiti imposti, Sophie Blanchard scelse di guardare oltre. Non cercava la fama. Voleva volare.

E in un’epoca in cui alle donne era richiesto di restare con i piedi a terra, lei sollevava ostinatamente lo sguardo e, con coraggio, decise di sfidare il cielo; volò e volò ancora sfidando le convenzioni e superando i limiti imposti dal suo tempo.

Chi era Sophie?

Nata nel 1778 in Francia, Sophie sembrava destinata a una vita ordinaria, ma l’incontro con Jean-Pierre Blanchard cambio letteralmente la sua vita.

Immaginiamo…

Un giovane e determinato pioniere del volo, Jean-Pierre Blanchard, stava preparando una delle sue prime ascensioni in mongolfiera.

 La folla si accalcava, curiosa ma scettica. 

Tra di loro c’era Sophie, timida e curiosa.

Quando Blanchard le chiese di unirsi a lui per un volo, lei non esitò. 

In quel momento, Sophie non scelse solo di salire su un pallone aerostatico, ma di iniziare una nuova vita. Ogni volo da quel momento sarebbe stato per lei una danza tra il coraggio e il pericolo, un inno alla libertà.

Lo stesso Napoleone Bonaparte la scelse per animare le celebrazioni imperiali con spettacolari voli e fuochi d’artificio. Le folle si radunavano ovunque per ammirarla: piccola nella cesta della mongolfiera, immensa nel coraggio. 

Dietro l’incanto degli spettacoli, però, c’erano tempeste improvvise, discese pericolose e il costante rischio di non tornare a terra.

Ogni volo di Sophie era una danza tra sogno e pericolo, un dialogo tra coraggio e gravità.

Volare significava sfidare la sorte, ma anche trovare una forma di libertà in un mondo che offriva ben pochi spazi di emancipazione per le donne.

L’importanza di raccontare storie ispiratrici:

Storie come quella di Sophie Blanchard ci ricordano che il coraggio non è l’assenza di paura, ma la capacità di affrontarla e raccontarle aiuta a coltivare anche nei più piccoli il desiderio di esplorare e di sfidare se stessi; di pensare che non esistano limiti  e che tutti abbiamo sempre la possibilità di andare oltre.

La vita di Sophie Blanchard non rappresenta dunque solo la storia di un’impresa straordinaria, ma un invito a riflettere su valori senza tempo: coraggio, perseveranza e la forza di inseguire i propri sogni, anche quando tutto sembra dire il contrario. 

Le storie ispiratrici come la sua aiutano a formare il carattere, a stimolare la curiosità e a dare voce ai sogni di chiunque, giovane o adulto che sia.

Raccontare la sua storia a scuola può:
🔹 Offrire un esempio di determinazione e passione.
🔹 Stimolare la riflessione sui ruoli di genere, ieri e oggi.
🔹 Avvicinare alla scienza e alla storia attraverso un racconto coinvolgente.
🔹 Celebrare le donne che hanno aperto nuove strade con coraggio e visione.

L’ultimo volo

Il 6 luglio 1819, mentre stava eseguendo una delle sue spettacolari acrobazie aeree a Parigi, una scintilla dei suoi spettacolari fuochi d’artificio colpì la mongolfiera.

 Il pallone di Sophie prese fuoco.

Davanti agli occhi increduli della folla, la cesta si inclinò e Sophie precipitò dal cielo.

Morì come aveva vissuto: tra le nuvole, con il vento tra i capelli e il cuore libero.

Fu la prima donna a perdere la vita in un incidente aereo, ma il suo coraggio aprì la strada a tutte le donne che volevano spingersi oltre i limiti imposti dalla società.

Nel contesto della Giornata Internazionale della Donna, Sophie diventa simbolo di una libertà conquistata con audacia e di una voce che, pur sospesa tra le nuvole, parla ancora a chi ha sogni “troppo grandi” per restare a terra.

Perché ricordarla oggi?

Mentre celebriamo l’8 marzo, la figura di Sophie Blanchard emerge tra le storie che ispirano e spingono a non arrendersi. Non cercava di essere un’eroina. Voleva solo vivere il suo sogno. 

La sua storia diventa così un potente strumento per ricordare che l’emancipazione femminile passa anche attraverso i piccoli e grandi atti di chi, come lei, ha osato sognare in grande.

E in quel suo grande sogno, Sophie ha tracciato una strada per chiunque si sia sentito dire almeno una volta “non puoi”.

Una strada che  testimonia la forza di
-inseguire con audacia  ciò che ci appassiona                                                                                       -non fermarsi davanti ai “non puoi”.
-di guardare sempre un po’ più in alto.

perchè il cielo non è il limite. È solo l’inizio.

A misura di mondo; Un viaggio tra storia e scoperte, esperimenti e giochi

Un viaggio attraverso la storia della misura; un libro che segue le tracce di un percorso lungo e straordinario: dalla coda di un camaleonte presa come unità di misura a Leonardo Da Vinci, passando per Egizi, Romani e Babilonesi per scoprire come l’uomo abbia da sempre cercato di dare un ordine alle dimensioni, ai pesi e al tempo. Leggende, curiosità, giochi e attività pratiche trasformano ogni pagina in un’esperienza per leggere, giocare e imparare. Un libro per tutti coloro che vogliono scoprire la misura con i propri occhi… e con le proprie mani! Per la didattica: Un supporto pratico e versatile, utilizzabile in modo strutturato o flessibile. I simboli nell’indice aiutano a individuare rapidamente le attività.

Il ritmo delle stagioni: l’inverno e l’arte dell’attesa

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Noi non possiamo formare osservatori parlando con i bambini,  ma solo dando loro il potere e i mezzi per osservare, e questi mezzi sono forniti dall’educazione dei sensi.

M.Montessori, Il segreto dell’infanzia, 1936

In un mondo che corre veloce, insegnare ai bambini ad aspettare, ad ascoltare e a prendersi il tempo per osservare diventa un’abilità preziosa; irrinunciabile.

L’inverno è una stagione che spesso passa inosservata ai nostri occhi ormai troppo abituati alla frenesia e alla ricerca di stimoli immediati. Eppure è proprio l’inverno ad offrire un’opportunità straordinaria: sperimentare il valore della pazienza, dell’osservazione e della preparazione silenziosa.

I bambini, se solo viene data loro la possibilità di farlo, sviluppano in modo naturale la capacità di connettersi con ciò che li circonda. La natura, con i suoi ritmi e i suoi cambiamenti, li affascina spontaneamente e li spinge, attraverso l’innata curiosità, a scoprire e osservare il mondo con occhi sempre più attenti e meravigliati.

Il ruolo dell’inverno nell’educazione Montessori

Nel metodo Montessori, il concetto di ciclicità naturale è strettamente legato all’apprendimento. Le stagioni scandiscono il tempo e offrono ai bambini un’esperienza concreta della trasformazione. L’inverno è il momento dell’attesa e della preparazione, e proprio per questo può essere utilizzato per sviluppare :

  • La consapevolezza del tempo: le piante non crescono immediatamente, la neve si scioglie lentamente, la luce ritorna poco a poco; il tempo ha un suo ritmo naturale e non e quel ritmo deve essere rispettato.
  • La pazienza e la cura: prendersi cura di un seme che germoglia, aspettare il ritorno degli animali dal letargo o osservare un paesaggio che cambia, insegna ai bambini che il tempo è prezioso e che ogni fase ha il suo significato.
  • L’osservazione e la scoperta: il paesaggio invernale, apparentemente spoglio, nasconde dettagli affascinanti che possono essere esplorati attraverso esperienze sensoriali e attività pratiche.

Attività per accompagnare i bambini alla scoperta dell’inverno, rendendolo un momento di crescita e consapevolezza.


1. Pianta e aspetta: il germoglio d’inverno

Obiettivo:

Sperimentare la pazienza osservando un seme che germoglia nel tempo.

Materiale necessario:

  • Un barattolo di vetro trasparente
  • Cotone idrofilo o carta assorbente
  • Semi di fagiolo, lenticchia o pisello
  • Acqua
  • Diario di osservazione (facoltativo)

Svolgimento:

  1. Invitare i bambini a bagnare leggermente il cotone e a disporlo sul fondo del barattolo.
  2. Posizionare i semi sopra il cotone, in modo che restino visibili attraverso il vetro.
  3. Collocare il barattolo in un luogo luminoso ma non direttamente esposto al sole.
  4. Ogni giorno, osservare e documentare i cambiamenti: il seme che si gonfia, la prima radice, il germoglio che si allunga. Si può disegnare il processo o scattare foto.
  5. Quando la piantina diventa abbastanza robusta, si può trapiantare in un vasetto con la terra, spiegando che dovrà aspettare la primavera per crescere all’aperto.

Messaggio educativo:

Un’attività per insegnare il valore della pazienza e della cura: il seme ha bisogno di tempo per crescere, proprio come loro. È anche un ottimo esercizio di responsabilità, poiché ogni giorno devono prendersi cura del loro piccolo germoglio.

2.Il sonno della natura: alla scoperta del letargo

Obiettivo:

Comprendere il ritmo naturale degli animali in inverno e il valore del riposo.

Materiale necessario:

  • Immagini o sagome di animali che vanno in letargo (orso, riccio, scoiattolo, pipistrello, rana, ecc.)
  • Fogli e colori per disegnare o ritagliare gli animali
  • Una coperta o un telo marrone/verde
  • Un angolo della stanza da trasformare in “tana”

Svolgimento:

  1. Cosa fanno gli animali in inverno? Quali animali dormono per lunghi periodi?
  2. Mostrare le immagini e raccontare qualche curiosità: sapevi che il cuore della rana può smettere di battere durante il letargo e riprendere in primavera? sapevi che…
  3. Il gioco: dividere la classe in due gruppi-quello degli animali che vanno in letargo e quello della primavera. Creare un angolo-tana e invitare i bambini del primo gruppo a entrare in letargo, immaginando di essere orsi o ricci che dormono silenziosi fino a primavera.
  4. Dopo qualche minuto, il gruppo dei bambini che impersona la primavera, risvegliano gli animali in letargo con i suoni primaverili: i cinguettii, il vento leggero, il ronzio delle api, il ticchettio di una pioggia sottile, il battito d’ali di farfalla…
  5. “Al risveglio”, si chiede ai bambini che sono andati in letargo, cosa hanno provato e se è stato facile stare fermi e “dormire”.
  6. Il disegno di un animale in letargo, la scrittura dei cambiamenti del loro corpo o la scrittura dell’esperienza, completano il gioco.

Messaggio educativo:

Un’attività per insegnare ai bambini che il riposo è essenziale per la crescita e il benessere, proprio come per gli animali in letargo. Quella del letargo è anche una metafora per invitare al rispetto dei tempi e dei ritmi di ognuno.

3.L’albero dell’inverno: arte e pazienza

Obiettivo:

Esprimere la ciclicità della natura attraverso un’attività artistica lenta e stratificata.

Materiale necessario:

  • Cartoncino nero o blu scuro
  • Tempere bianche e marroni
  • Pennelli o spugne
  • Sale fino
  • Colla vinilica
  • Rametti secchi raccolti in natura (facoltativo)

Svolgimento:

  1. Osservazione di un albero spoglio; notare la forma dei rami, il colore della corteccia, l’assenza di foglie.
  2. Dipingere sul cartoncino un tronco d’albero con i rami, usando il colore marrone.
  3. Aggiungere la neve: con una spugna o un pennello, tamponare la tempera bianca lungo i rami e sul terreno.
  4. Prima che la pittura si asciughi, cospargere leggermente con il sale: questo creerà un effetto di neve ghiacciata, dando un tocco magico al disegno.
  5. Una volta asciutto, incollare piccoli rametti veri sul cartoncino per un effetto tridimensionale.

Messaggio educativo:

Questa attività insegna ai bambini a osservare i dettagli della natura e a esprimere la pazienza anche attraverso l’arte.

Conclusione

L’inverno come opportunità di crescita interiore

Attraverso proposte didattiche ed esperienze dirette, i bambini imparano che l’inverno non è solo la stagione fredda che porta alla primavera, ma un periodo ricco di insegnamenti e di scoperte che invitano ad osservare, ad ascoltare e ad aspettare con fiducia, sviluppando al contempo un profondo senso di connessione con il mondo naturale.


Matematica concreta; un percorso per costruire numeri e fatti numerici

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Tutti nasciamo con una particolare sensibilità al numero; fondamentali per lo sviluppo sono le opportunità che l’ambiente offre per il potenziamento delle abilità numeriche.

Esperienze concrete, apprendimento per scoperta ed emozioni positive sono sempre la via maestra.

Mano e mente sono indissolubili; l’una struttura l’altra.

La mano prende, manipola, modifica, toglie, unisce.

La mente rielabora, concettualizza, categorizza.

L’esercizio delle mani scolpisce il cervello. 

Grazie alla manipolazione e al contatto con elementi concreti il pensiero si struttura, prende forma e potenzia le funzioni cerebrali che aiutano ad espandere lo sviluppo cognitivo.

Si rafforzano così gli apprendimenti, si facilita l’acquisizione del linguaggio, la categorizzazione matematica e la conoscenza del mondo.

Dalle aste numeriche alle perle colorate, le esperienze concrete con il numero sono infinite.

Affiancare, unire; togliere, sottrarre.

A fianco delle tante attività con le perle e con i materiali, abbiamo aggiunto la scatola dei binomi affinché attraverso il ripetuto esercizio, le somme diventino fatti numerici e siano immediatamente reperibili senza necessità di conteggio e agile strumento per il calcolo mentale, ma molti altri sono i giochi e le attività possibili: percorsi a terra o in palestra per i binomi del 10, i conosciutissimi amici, e per i binomi fino al 10.

I percorso: i binomi del 10

Creare un percorso (o due percorsi paralleli) con 9 cerchi e nominarli da 1 a 9.

Dividere la classe in piccoli gruppi.

Ogni bambino, saltando su un numero, deve trovare il numero complementare per formare 10, raggiungerlo il prima possibile e dire alta alta voce il binomio trovato ( es. 4+6) ; riprende poi il suo posto in fondo alla fila e lascia il turno al compagno. Terminato il primo giro, si ricomincia entrando nel cerchio che riporta un numero diverso da quello scelto precedentemente.

II Percorso: i binomi 1-10: Costruire un percorso con numeri da 1 a 10, dividere la classe in gruppi e, se possibile, creare due percorsi paralleli. Ogni volta che un bambino salta su un numero, deve registrare su un foglio tutti i binomi che possono formarlo (esempio, se salta sul 7 registrerà 3+4, 5+2, 6+1…).

Il gioco può essere strutturato in modo libero, a tempo o come una sfida.

Conclusione

La matematica vissuta attraverso il gioco e la concretezza aiuta i bambini a costruire una base solida, rendendo più naturale il passaggio alla rappresentazione simbolica e astratta.

Quando i bambini manipolano i materiali, saltano su numeri o utilizzano colori per associare quantità, stanno costruendo una base visiva e motoria che permette loro di interiorizzare i concetti.

Questo approccio concreto ed esponenziale li aiuta a passare in modo naturale alla rappresentazione astratta dei numeri e delle operazioni in modo estremamente naturale.

A misura di mondo; Un viaggio affascinante attraverso la storia della misura; un libro che segue le tracce di un percorso lungo e straordinario: dalla coda di un camaleonte presa come unità di misura a Leonardo Da Vinci, passando per Egizi, Romani e Babilonesi per scoprire come l’uomo abbia da sempre cercato di dare un ordine alle dimensioni, ai pesi e al tempo. Leggende, curiosità, giochi e attività pratiche trasformano ogni pagina in un’esperienza per leggere, giocare e imparare. Un libro per tutti coloro che vogliono scoprire la misura con i propri occhi… e con le proprie mani!

L’arte della geometria: l’esagono arlecchino

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Lo studio della geometria non deve limitarsi alla teoria, ma deve condurre l’individuo a una conoscenza che gli permetta di vedere le forme del mondo con occhi nuovi.”
— Maria Montessori

Psicogeometria e Psicoaritmetica rappresentano un approccio rivoluzionario alla matematica e alla geometria, fondato sull’esperienza diretta e sul rigore scientifico. Attraverso incastri geometrici, costruzioni e traslazioni di figure, la mente si apre a nuovi scenari, ponendo le basi per intuizioni e ipotesi da sperimentare e verificare.

Le figure si combinano, si accostano, si sovrappongono e si specchiano, generando forme sempre nuove. È un gioco di esplorazione e scoperta che si trasforma in creazione decorativa. I bambini osservano come un cerchio di 10 cm di diametro possa essere inscritto in un quadrato della stessa misura, come un cerchio più piccolo entri perfettamente in un rettangolo, o come un semplice triangolo equilatero possa dare origine a una stella, che a sua volta cela un esagono più grande.

Le possibilità sono infinite e ogni esperienza concreta con il materiale offre nozioni intuitive, apprese direttamente attraverso l’osservazione e la manipolazione. Qui la definizione non precede la conoscenza, ma ne è il naturale risultato: il bambino scopre prima, definisce poi.

Maria Montessori sottolinea che questo percorso corrisponde a una tendenza naturale della mente: organizzare e affinare le conoscenze, portandole a livelli sempre più elevati. E il lavoro con il materiale non si esaurisce nella pura sperimentazione geometrica, ma si intreccia con la creatività e l’estetica.

Ogni bambino è chiamato a osservare dettagli, a cogliere combinazioni originali, a elaborare motivi geometrici unici. Riga, squadra, lapis e colori diventano strumenti di esplorazione, ma il percorso creativo può arricchirsi con acquerelli, inchiostri e pastelli, dando vita a composizioni decorative sempre più raffinate.

Sperimentazione, scoperta e creazione artistica personale si trasformano così in una memoria geometrica viva e significativa, che accompagna ogni bambino nel suo percorso di conoscenza.

I poligoni con più di cinque lati:

-sperimentazioni con il materiale concreto e scoperta empirica delle definizioni.

I bambini costruiscono poligoni incastrando tra di loro forme geometriche diverse e ne osservano le differenze.

Alcuni sono “regolari”, altri no.

Toccano i contorni delle figure alla scoperta di vertici e lati.

Dalla costruzione concreta con il materiale , passano al disegno e tracciano le diagonali.

Ogni diagonale un colore.

Durante l’attività scoprono in modo naturale che alcune diagonali sono ripetute e dimezzano così il numero totale ottenuto.

Fanno prove con poligoni diversi e dopo numerose sperimentazioni si presenta la formula per il calcolo del numero delle diagonali:

n・(n- 3) /2

Bambini e bambine, entusiasti, si sono messi al lavoro ed hanno scoperto che …applicando la formula il risultato era identico da quello ottenuto con il loro conteggio colorato.

Una vera gioia…

Come non aggiungere poi un tocco di creatività?

L’esagono suddiviso in tutte le sue diagonali nascondeva al suo interno altri numerosi poligoni; ognuno li ha colorati secondo la propria creatività ed è nato… l’esagono Arlecchino!

Fanno prove con poligoni diversi e dopo numerose sperimentazioni si presenta la formula per il calcolo del numero delle diagonali:

n・(n- 3) /2

Bambini e bambine, entusiasti, si sono messi al lavoro ed hanno scoperto che …applicando la formula il risultato era identico da quello ottenuto con il loro conteggio colorato.

Una vera gioia…

Come non aggiungere poi un tocco di creatività?

L’esagono suddiviso in tutte le sue diagonali nascondeva al suo interno altri numerosi poligoni; ognuno li ha colorati secondo la propria creatività ed è nato… l’esagono Arlecchino!

Problemi di un giorno di Carnevale; i problemi sono suddivisi uno ad uno; i bambini o i gruppi di bambini possono scambiarseli dopo la risoluzione, proprio come in un gioco…

A misura di mondo; Un viaggio tra storia e scoperte, esperimenti e giochi

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Per la didattica: Un supporto pratico e versatile, utilizzabile in modo strutturato o flessibile. I simboli nell’indice aiutano a individuare rapidamente le attività.

L’umanità ha bisogno della scienza e la scienza ha bisogno delle donne

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Giornata Internazionale delle Donne e delle Ragazze nelle Scienze

L’umanità è fatta di uomini e donne e deve essere rappresentata da entrambi i sessi. Le capacità mentali di uomo e donna sono le stesse: uguali possibilità e differente approccio

Rita Levi Montalcini

“L’umanità è fatta di uomini e donne e deve essere rappresentata da entrambi i sessi.” Con queste parole, Rita Levi Montalcini sottolineava una verità fondamentale: il progresso scientifico non può essere appannaggio di un solo genere.

Eppure, per secoli, le donne hanno dovuto lottare per trovare il proprio spazio nel mondo della ricerca e della conoscenza.

Anche oggi, nonostante i progressi compiuti, le barriere culturali e sociali continuano a ostacolare l’accesso delle ragazze ai percorsi STEM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica).

L’11 febbraio celebriamo la Giornata Mondiale delle Donne e delle Ragazze nella Scienza, istituita dall’ONU per ricordare quanto sia fondamentale promuovere la parità di genere nel mondo scientifico. Non si tratta solo di giustizia sociale, ma di garantire alla scienza la diversità di approcci, di intuizioni e di talenti che nascono dall’inclusione di tutte le menti brillanti, indipendentemente dal genere.

Scoprire la scienza attraverso il metodo Montessori

Maria Montessori, la prima donna italiana laureata in medicina, aveva intuito che la scienza non è solo una disciplina da studiare, ma un metodo di esplorazione del mondo.

L’educazione scientifica, secondo la sua visione, non si basa dunque sulla mera trasmissione di conoscenze o sulla memorizzazione, ma sull’osservazione, la sperimentazione e sulla scoperta attiva.

Proporre alle bambine e ai bambini un percorso scientifico basato sull’esperienza diretta e sulla manipolazione di materiali è la chiave per appassionarli alla conoscenza e abbattere gli stereotipi di genere.

L’inclusione di modelli femminili nella scienza è altrettanto cruciale: conoscere le storie di donne che hanno rivoluzionato il sapere, spesso sfidando convenzioni e pregiudizi, può essere fonte di ispirazione per le nuove generazioni.

Come possiamo, nella pratica, rendere la scienza un’avventura coinvolgente e inclusiva? Ecco alcune proposte:

  • Carte delle scienziate: creare un set di carte con biografie e scoperte di grandi scienziate per giocare e imparare.
  • Mappa concettuale delle scoperte: visualizzare connessioni tra scienziate, discipline e impatti delle loro ricerche.
  • Esperimenti scientifici ispirati alle scoperte di donne scienziate: osservare fenomeni e riprodurre esperimenti storici.
  • Quiz interattivi con autocorrezione: per testare la conoscenza e consolidare quanto appreso in modo giocoso.

Oltre a stimolare la curiosità scientifica, queste attività mirano a dare visibilità al ruolo fondamentale delle donne nella ricerca, affinando lo sguardo critico e la capacità di riconoscere e superare gli stereotipi.

Per una scienza davvero universale

Riconoscere e valorizzare il contributo delle donne nella scienza non è solo un atto di giustizia storica, ma un investimento per il futuro. Quando tutte le menti hanno pari opportunità di esprimersi, la conoscenza si arricchisce e il progresso accelera.

Celebrare la Giornata delle Donne e delle Ragazze nella Scienza significa dare spazio a nuove generazioni di scienziate, educare alla parità e costruire una cultura scientifica più inclusiva.

Perché la scienza ha bisogno di tutte e tutti.

Una versione breve delle donne nella scienza; tre donne, tre storie e tre aneddoti:

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Oltre la memoria: le tabelline

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Per insegnare bisogna emozionare. Molti però pensano ancora che se ti diverti non impari

Maria Montessori

La memorizzazione delle tabelline non è mai fine a se stessa, l’obiettivo sotteso è quello di far sì che i bambini comprendano il concetto di moltiplicazione in un processo che va dal materiale concreto all’astrazione per arrivare, in ultimo, alla memorizzazione.

I materiali montessoriani per l’apprendimento delle tabelline sono progettati per promuovere questo processo secondo i ritmi e i tempi di ciascuno.

I bambini procedono per esplorazioni successive e scoprendo in modo autonomo numerose relazioni matematiche.

Perle colorate, tavole del 100, tavole forate della moltiplicazione, il decanomio e i più svariati materiali ( sempre autocorrettivi) accompagnano i bambini nei loro personali percorsi di apprendimento rendendo ogni scoperta autentica e duratura.

la memorizzazione prende strada dopo la concettualizzazione, un po’ come la tappa finale di un percorso e allora ben vengano i giochi e le attività per facilitarla e renderla qualcosa di coinvolgente!

Attività in classe: Giocare con le Tabelline

💡 1. La Caccia al Numero
Distribuisci ai bambini delle carte con operazioni di moltiplicazione. Nascondi i risultati in classe sotto banchi, sedie e materiali.

I bambini devono risolvere l’operazione cercando il numero corretto. I cartellini possono essere scambiati per comporre la tabellina.

🎲 2. Domino delle Tabelline
Proporre ai bambini di costruire un super domino delle tabelline da sviluppare a terra.

La classe può essere suddivisa in gruppi: un gruppo scrive i cartellini con le operazioni ed uno quelli con i risultati.

A completamento delle costruzioni, i bambini possono giocare con i loro domino rinforzando e memorizzando le tabelline.

🎨 3. Arte e Matematica: Le Tabelline a Colori
Ogni bambino sceglie una tabellina e la rappresenta graficamente con disegni, schemi ripetuti o mandala numerici, creando un’opera d’arte matematica.

🔢 5. La Scala delle Tabelline
Con perle colorate, regoli ( concreti o di carta) i bambini dispongono fisicamente le sequenze delle tabelline, osservando schemi e relazioni numeriche emergere davanti ai loro occhi.

Conclusione

Attraverso attività concrete e interattive, i bambini sviluppano una consapevolezza più profonda della moltiplicazione, riconoscendo schemi, relazioni numeriche e collegamenti tra i concetti matematici.

Integrare materiali manipolativi, giochi e strategie visive aiuta non solo a consolidare le conoscenze, ma anche a rendere la matematica un’esperienza piacevole e motivante. Il vero obiettivo non è solo ricordare i risultati, ma acquisire sicurezza nel ragionamento matematico, competenza fondamentale per affrontare sfide sempre più complesse con curiosità e autonomia.


l domino non procedono mai per successione, ma richiedono uno sforzo riflessivo che lega richiesta e risultato, le due parti che compongono ogni tessera.

Ogni tessera è suddivisa in due parti, richiesta e risultato, cui si abbinano rispettivamente un altro risultato e un’altra richiesta appartenenti a tabelline lontane tra di loro.

I domino possono essere svolti da soli o in compagnia e verificati con la tavola pitagorica o con lo schema delle tabelline.

Presentazione video dell’attività


A misura di mondo; Un viaggio tra storia e scoperte, esperimenti e giochi

Un viaggio affascinante attraverso la storia della misura; un libro che segue le tracce di un percorso lungo e straordinario: dalla coda di un camaleonte presa come unità di misura a Leonardo Da Vinci, passando per Egizi, Romani e Babilonesi per scoprire come l’uomo abbia da sempre cercato di dare un ordine alle dimensioni, ai pesi e al tempo.

Leggende, curiosità, giochi e attività pratiche trasformano ogni pagina in un’esperienza per leggere, giocare e imparare. Un libro per tutti coloro che vogliono scoprire la misura con i propri occhi… e con le proprie mani!

Per la didattica

Un supporto pratico e versatile, utilizzabile in modo strutturato o flessibile. I simboli nell’indice aiutano a individuare rapidamente le attività.

Il filo della memoria e la storia

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La memoria è il ponte che collega il passato al futuro
— Maria Montessori

C’è un filo invisibile che lega passato e futuro. A volte è sottile, quasi impercettibile, ma se lo si spezza, rischiamo di perdere la strada.

La memoria è quel filo: ci tiene uniti alle nostre radici, ci aiuta a comprendere chi siamo e ci permette di costruire un domani migliore.

Ricordare non significa restare fermi nel passato, ma imparare a leggerlo con occhi nuovi, per riconoscere gli errori e non ripeterli. 

Educare i bambini al valore del ricordo non significa solo ripercorrere eventi lontani, ma stimolare una riflessione profonda sulle radici, sui cambiamenti e sull’importanza di non dimenticare.

L’approccio Montessori attraverso la costante educazione al fare e la centralità riconosciuta all’esperienza diretta, permette ai bambini di avvicinarsi al passato in un modo nuovo: non solo “leggendolo” per comprenderne eventi e causalità, ma per trasformarlo in una risorsa autentica e utilizzabile per la costruzione di un futuro diverso.

Il Valore del Ricordo secondo Maria Montessori:

Maria Montessori ha sempre sottolineato l’importanza di legarci a quel tutto cosmico, di creare quei legami che ci fanno sentire parte di un tutto molto più grande di noi stessi; un’educazione dunque che non si limita al presente, ma che affonda le radici nel passato e si proietta verso il futuro:

“L’infanzia è la base su cui costruire il nostro futuro, ma non possiamo dimenticare che ogni passo in avanti si poggia su quanto già conosciamo e abbiamo vissuto.” 

La memoria, in questo senso, non è solo un ricordo, ma un processo attivo di apprendimento, di riflessione e di consapevolezza.

Educare i bambini al valore della memoria significa aiutarli a fare propri questi insegnamenti, a ripensare alle esperienze vissute, e a comprendere l’importanza di preservare le tracce del passato.

L’Importanza di Educare alla Memoria:

La memoria collettiva e storica è una delle chiavi per costruire una società più consapevole e responsabile. Quando i bambini comprendono l’importanza delle radici, della storia e delle esperienze che ci hanno preceduto, sono liberi di costruire una visione più profonda e critica del presente e, di conseguenza, progettare un futuro migliore. Imparare a ricordare significa anche imparare a rispettare e a prendere consapevolezza dei propri errori, delle proprie conquiste e dei propri cambiamenti.

In una società che guarda al futuro, non possiamo permetterci di dimenticare il passato.

Spunti per attività::

  1. “Il Passato che Costruisce il Futuro”:
    • Descrizione: Ogni bambino sceglie un evento storico significativo, lo esplora e ne scrive una breve storia. Poi, con l’aiuto di disegni e racconti, presenta il suo lavoro alla classe, stimolando la riflessione sul legame tra passato e futuro.
    • Obiettivo: Comprendere come ogni evento del passato, anche doloroso, possa insegnare qualcosa per il futuro.
  2. Laboratorio di Memoria Storica:
    • Descrizione: Usare fotografie, lettere, o testimonianze storiche (come quelle legate al Giorno del Ricordo) per far riflettere i bambini sul significato della memoria collettiva.
    • Obiettivo: Approfondire la comprensione della storia attraverso oggetti e testimonianze reali, rendendo il ricordo un’esperienza tangibile.
  3. Il Diario della Memoria:
    • Descrizione: Ogni bambino tiene un diario in cui scrivere riflessioni personali su eventi storici, legandoli alla propria vita quotidiana e ai cambiamenti che ha osservato nel mondo intorno a lui.
    • Obiettivo: Stimolare la riflessione personale e il rispetto per la memoria storica, creando un legame tra il passato, il presente e il futuro.
  4. Giochi di Memoria Storica:
    • Descrizione: Creare giochi interattivi che sfidano i bambini a collegare eventi storici con date, luoghi e persone, come ad esempio il gioco delle carte o il gioco del “passato e futuro”.
    • Obiettivo: Stimolare l’apprendimento attivo e l’interazione tra i bambini, rendendo l’apprendimento della storia divertente e coinvolgente.

10 Febbraio- Giorno del ricordo- Le foibe

Quattro pagine di diario scritte da Luca, un ragazzino immaginario che racconta la storia con i suoi occhi.

Ogni pagina del diario è datata per aiutare la ricostruzione storica.

Conclusione:

Ricordare il passato è un atto di consapevolezza e di crescita. L’educazione al ricordo, che porta con sé l’importanza delle radici e della memoria, è fondamentale per costruire un futuro più rispettoso, riflessivo e attento. Attraverso l’approccio Montessori, i bambini imparano a esplorare il passato in modo concreto, riflessivo e creativo, sviluppando una consapevolezza profonda che li guiderà nella costruzione di un mondo migliore

Giocare alla gentilezza: un percorso per creare benessere

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Le parole gentili sono brevi e facili da dire, ma la loro eco è infinita – Madre Teresa di Calcutta

Come prevenire il bullismo con un approccio educativo positivo

Nel contesto educativo attuale, prevenire il bullismo non significa solo riconoscere e contrastare episodi negativi, ma soprattutto promuovere un clima di rispetto e collaborazione.

La gentilezza, intesa come atteggiamento quotidiano, è una chiave fondamentale per costruire relazioni positive e prevenire la nascita di dinamiche escludenti.

L’approccio Montessori e la visione cosmica dell’educazione ci ricordano che il bambino non è un individuo isolato, ma parte di un ecosistema sociale più ampio.

Offrire esperienze concrete di cooperazione e cura reciproca permette di radicare nei bambini il senso di appartenenza e la consapevolezza che ogni parola e gesto possono costruire o distruggere.

La scuola, in questa prospettiva, diventa una palestra di relazioni: un luogo dove sperimentare il rispetto e la diversità, imparando attraverso l’esperienza diretta che il benessere collettivo nasce dall’attenzione reciproca.

Gentilezza e bullismo: due facce della stessa medaglia

Il bullismo è spesso descritto come un fenomeno di prevaricazione e sofferenza, ma nella sua essenza è l’opposto della gentilezza: mentre il bullismo mina l’autostima e la sicurezza, la gentilezza rafforza i legami e genera un senso di appartenenza.

Per questo, invece di concentrarci solo sulle dinamiche negative, possiamo lavorare sulla creazione di un ambiente in cui il bullismo fatichi a svilupparsi. I bambini imparano meglio attraverso il fare: giochi, narrazioni e attività esperienziali possono trasformare l’educazione alla gentilezza in un percorso coinvolgente e concreto.


Ecco una serie di attività strutturate per aiutare i bambini a interiorizzare il valore della gentilezza, sviluppare empatia e imparare a costruire relazioni positive.


1. Il potere delle parole

📌 Obiettivo: riflettere sull’impatto che le parole hanno sugli altri.

👉 Come si gioca:

  • I bambini pescano a turno una parola da un sacchetto.
  • Leggono la parola ad alta voce e la inseriscono nel contenitore “Parole che fanno stare bene” o in quello “Parole che fanno male”.
  • Discussione: come ci si sente quando si ricevono parole gentili? E quando si sentono parole dure?

💡 Riflessione finale: Le parole sono strumenti potenti. Quali parole vogliamo usare ogni giorno?


2. Il teatro delle emozioni

📌 Obiettivo: sperimentare empatia e imparare a gestire situazioni di esclusione e supporto.

👉 Come si gioca:

  • Divisi in gruppi, i bambini ricevono un cartellino con una situazione. Esempi: Un bambino è rimasto solo in cortile; Un compagno viene preso in giro; Una bambina viene esclusa dal gioco…
  • Ogni gruppo rappresenta la scena così come descritta. Il gruppo riflette sui comportamenti e sulle emozioni emerse e successivamente prova a modificarla inserendo un comportamento gentile.
  • Dopo ogni rappresentazione, si discute su cosa si è provato nei diversi momenti e nei diversi ruoli.

💡 Riflessione finale: Come possiamo trasformare le situazioni difficili con la gentilezza?


3. Il filo della gentilezza

📌 Obiettivo: far emergere il legame tra gli alunni e la forza delle parole positive.

👉 Come si gioca:

  • Tutti seduti in cerchio. Il primo bambino tiene il gomitolo, dice una parola gentile a un compagno e gli passa il filo.
  • Si continua finché tutti non sono collegati da una grande rete.

💡 Riflessione finale: La gentilezza crea connessioni visibili e invisibili tra noi.


4. Il muro della gentilezza

📌 Obiettivo: costruire un impegno collettivo alla gentilezza.

👉 Come si gioca:

  • Ogni bambino scrive un gesto gentile su un cartoncino.
  • Si incollano tutti i cartoncini su un grande cartellone, formando un “Muro della Gentilezza”.

💡 Riflessione finale: La gentilezza è una costruzione collettiva. Come possiamo mantenerla forte?

Due giochi per sperimentare la gentilezza:

-Il potere delle parole

-La rete invisibile

-Problemi contestualizzati

-Compito di realtà per una matematica autentica: il questionario e l’indagine statistica


Conclusione: la gentilezza come antidoto al bullismo

Educare alla gentilezza significa costruire un ambiente in cui il bullismo ha meno spazio per svilupparsi. Attraverso il gioco, i bambini imparano che le parole e le azioni hanno un impatto sugli altri e che ognuno può contribuire al benessere collettivo.

Un’isola felice esiste solo se ci impegniamo ogni giorno a costruirla con gesti concreti: piccoli atti di gentilezza, attenzione e rispetto possono davvero fare la differenza.

Luce, cultura e tradizione: un viaggio di scoperta nel Capodanno cinese!

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“L’educazione è un processo naturale svolto dal bambino e non si acquisisce ascoltando parole, ma attraverso le esperienze nell’ambiente.”
— Maria Montessori

Introduzione

Il Capodanno Cinese è molto più di una semplice celebrazione: è un viaggio attraverso il tempo, la cultura e la tradizione di un popolo che da millenni osserva il ritmo della natura, segue il calendario lunare e dedica ogni anno a uno dei dodici animali dello zodiaco, simboli di caratteristiche uniche.

È una festa che parla di rinnovamento, luce e speranza e che invita i bambini a osservare il mondo nella sua interezza, esplorandone le connessioni profonde.

Una festa tra storia e simboli

La leggenda: Il Capodanno Cinese ha origini antichissime ed è legato a leggende e credenze popolari. Una delle storie più conosciute è quella della gara organizzata dall’Imperatore di Giada, che stabilì l’ordine degli animali nello zodiaco. Ogni creatura porta con sé qualità uniche che, secondo la tradizione, influenzano le persone nate nel loro anno.

Durante questa festività, il colore rosso, simbolo di fortuna, è ovunque: sulle porte delle case, nelle buste rosse con denaro regalate ai bambini, nei vestiti e nelle decorazioni e i fuochi d’artificio e i tamburi vengono usati per allontanare gli spiriti maligni e inaugurare un anno prospero e sereno.

La magia della Festa delle Lanterne

Il culmine del Capodanno avviene con la Festa delle Lanterne, che si celebra quindici giorni dopo il nuovo anno. In questa notte speciale, le strade si illuminano di lanterne colorate, alcune delle quali vengono fatte volare nel cielo o galleggiare sui corsi d’acqua, simbolo di speranza e luce per il nuovo anno! 

Le lanterne non sono solo decorative: in passato venivano utilizzate per trasmettere messaggi e raccontare storie attraverso enigmi scritti su di esse, un’attività che ancora oggi stimola la curiosità e il pensiero critico nei bambini.

1. Costruire la ruota dello zodiaco cinese

  • Obiettivo: scoprire il proprio animale zodiacale e riflettere sulle caratteristiche di ciascun segno.
  • Materiali: cartoncino, forbici, colla, immagini degli animali dello zodiaco, pennarelli.
  • Procedura: realizzare una ruota girevole con gli animali e gli anni corrispondenti, favorendo l’esplorazione autonoma del calendario cinese.

2. Creare una lanterna cinese con un focus geometrico

Obiettivo: Sviluppare motricità fine, creatività e conoscenza culturale.

Materiali:
✔️ Foglio di carta colorata (preferibilmente rosso o oro)
✔️ Forbici con punta arrotondata ✂️
✔️ Colla o nastro adesivo
✔️ Cucitrice (opzionale)
✔️ Pennarelli o adesivi per decorare

Passaggi:
1️⃣ Osservazione di immagini di lanterne cinesi e raccolta di informazioni sulla loro storia
2️⃣ Piegare il foglio a metà lungo l’asse di simmetria.
3️⃣ Tagliare delle strisce parallele alla piega, senza toccare il bordo.
4️⃣ Aprire il foglio e incollare i lati corti per creare un cilindro.
5️⃣ Aggiungere un manico realizzato con una striscia di carta.
6️⃣ Decorare con simboli cinesi, adesivi o disegni.
7️⃣ Illuminare, volendo può essere inserita all’interno una piccola luce a LED per creare un effetto magico.

✨ Estensione: scrivere desideri o pensieri felici su strisce di carta da attaccare alla lanterna!

3. Indovinelli delle lanterne

  • Obiettivo: potenziare il linguaggio e il pensiero logico attraverso la tradizione degli enigmi scritti sulle lanterne.
  • Procedura: proporre semplici indovinelli ai bambini e farli risolvere in gruppo, favorendo la collaborazione e il gioco educativo.

Conclusione: un viaggio oltre i confini

Attraverso la celebrazione del Capodanno Cinese, i bambini possono comprendere meglio l’interconnessione tra le culture e sviluppare una visione più ampia del mondo. Ogni tradizione è una finestra su una realtà affascinante, da esplorare con curiosità e meraviglia.

Gioca con lo zodiaco cinese: osserva disegna, cerca l’animale del tuo anno di nascita e scopri se le sue caratteristiche ti assomigliano!

La diversità che arricchisce

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Aiutiamoli a fare da soli, lasciando che ogni bambino esprima la propria personalità.”
Maria Montessori, Il Metodo della Pedagogia Scientifica Applicato all’Educazione Infantile, 1912

La Giornata dei Calzini Spaiati è un momento colorato e divertente per riflettere sull’importanza dell’unicità e dell’accoglienza.

Un giorno speciale, certo, ma il suo messaggio non deve fermarsi lì: celebrare la diversità, riconoscere la bellezza dell’essere unici e costruire ponti di comprensione sono valori da vivere ogni giorno.

Questa giornata ci invita a fare un piccolo gesto simbolico, come indossare calzini spaiati, per ricordarci che essere diversi non solo è normale, ma anche essenziale per rendere il mondo più ricco e variegato.

Celebrare la diversità tutto l’anno
Ecco alcune idee da proporre a scuola o in famiglia per continuare a vivere il messaggio della Giornata dei Calzini Spaiati:

1. Caccia al tesoro delle differenze

Organizzate una caccia al tesoro in cui i bambini devono trovare oggetti o segni distintivi che li rendano unici come il colore preferito, un hobby, un tratto caratteriale…

ognuno raccoglie in un cerchio o in un’area che riporta il suo nome quel racconto concreto di sé.

Al termine, ogni bambino condividerà con il gruppo ciò che lo rende speciale.

2. Il puzzle dell’unicità

Create un grande puzzle dove ogni pezzo rappresenti un bambino del gruppo. Su ogni pezzo, ciascuno può disegnare o scrivere qualcosa che lo caratterizza. Alla fine, unite i pezzi per formare un’immagine che rappresenta la classe o il gruppo: un mosaico unico fatto di diversità.

3. Chi sono io? Il gioco delle qualità

Scrivete su foglietti anonimi qualità o caratteristiche che descrivono ciascun bambino, ad esempio :

Sa ascoltare bene; ama ascoltare storie, adora disegnare fiori, è molto creativo, è un conoscitore degli animali….

Porre tutti i biglietti in un barattolo e con i bambini in cerchio giocare a leggere e indovinare: chi è che…

Un gioco per aiutare a riconoscere e valorizzare i punti di forza e le peculiarità di ognuno.

Il messaggio che continua
La Giornata dei Calzini Spaiati è solo una delle tante occasioni per riflettere, pensare e parlare di valori importanti, ma la vera sfida è portare avanti questi valori in modo vivo ogni giorno.

Che sia attraverso un gioco, una riflessione condivisa o un piccolo gesto di gentilezza, possiamo sempre insegnare ai bambini, e ricordare a noi stessi, che la diversità è un dono.

Materiali scaricabili