Che cosa rende un poligono riconoscibile?
E che cosa può scoprire un bambino osservando una successione di figure che, aumentando progressivamente il numero dei lati, si avvicinano sempre più alla forma del cerchio?

Quando si presenta la geometria, il rischio è talvolta quello di partire subito dai nomi e dalle definizioni.

Ma prima di sapere che una figura si chiama pentagono o ottagono, il bambino può essere accompagnato a guardarla, confrontarla e riconoscerne le caratteristiche.

È proprio dall’osservazione che può nascere il linguaggio geometrico.

Prima del nome, la forma

Un poligono è una figura piana delimitata da segmenti che si incontrano nei vertici.

Questa definizione può essere incontrata attraverso il lavoro concreto e l’osservazione, prima ancora di diventare una frase da ricordare.

Guardare una figura significa accorgersi che ha lati, vertici e angoli, ma anche imparare a distinguerla da ciò che poligono non è.

La nomenclatura arriva allora a dare un nome a qualcosa che il bambino ha già avuto modo di osservare.

Che cosa succede quando aumentano i lati?

Un modo particolarmente interessante per osservare i poligoni è presentarli inscritti nella stessa circonferenza.

Il triangolo, il quadrato, il pentagono, l’esagono e le figure successive possono così essere osservati mantenendo costante il riferimento alla circonferenza.

Passando da una figura alla successiva, aumenta il numero dei lati.

E qualcosa cambia anche nell’aspetto della figura.

Più aumentano i lati, più il poligono si avvicina alla forma della circonferenza.

La successione diventa così qualcosa da osservare, non soltanto da imparare.

Il bambino può accorgersi della progressione del numero dei lati e, contemporaneamente, osservare la trasformazione della forma.

Dal triangolo al pentadecagono

La successione può essere proposta gradualmente:

triangolo → quadrilatero → pentagono → esagono → … → pentadecagono

Ogni figura porta con sé un nome e un numero di lati preciso.

Disporle in ordine permette però di vedere una relazione che una singola figura non può mostrare: il passaggio da una forma alla successiva.

È possibile fermarsi, osservare e lasciare che sia il bambino a formulare le proprie scoperte:

Che cosa cambia?
Che cosa rimane?
Quale figura viene dopo?
Che cosa succede alla forma aumentando i lati?

Non è necessario fornire subito tutte le risposte. L’osservazione può precedere la spiegazione.

La nomenclatura: dare un nome a ciò che si osserva

Quando le figure sono state esplorate, la nomenclatura in tre tempi permette di associare progressivamente ogni forma al proprio nome.

Il procedimento Montessori accompagna il bambino dall’associazione al riconoscimento e infine alla denominazione.

Accanto a questa presentazione, una nomenclatura più ricca permette di tornare sulle singole figure, osservarle e confrontarle, consolidando il linguaggio geometrico.

In questo modo il nome non rimane isolato: è legato a una forma, alle sue caratteristiche e alla posizione che occupa nella successione.

Una piccola attività: ricostruire la successione

La successione può diventare anche un’attività concreta.

Si possono preparare i poligoni, disporli in ordine sparso e invitare il bambino a ricostruire la sequenza dal triangolo al pentadecagono.

Una volta completato il lavoro, una striscia già ordinata può essere utilizzata come tavola di controllo.

Il controllo non arriva quindi dall’adulto, ma può essere incorporato nel materiale stesso.

Il bambino può osservare, confrontare e correggere il proprio lavoro.

È un passaggio semplice, ma importante: l’attività non consiste soltanto nel trovare l’ordine corretto, ma nel costruire progressivamente la capacità di controllare ciò che si è fatto.

Per sperimentare questa modalità di osservazione, ho preparato una piccola attività gratuita dedicata alla successione dei poligoni.

“Osserviamo la successione” propone di ritagliare e ordinare i poligoni dal triangolo al pentadecagono, osservando come cambia la forma man mano che aumenta il numero dei lati.

La striscia della successione, da comporre insieme alle figure, riporta per ciascun poligono il numero dei lati e il nome, offrendo un riferimento per accompagnare l’osservazione e familiarizzare con la nomenclatura.

Un’attività semplice da proporre individualmente o in piccolo gruppo, per costruire attraverso l’osservazione una prima idea di successione geometrica.

[SCARICA GRATUITAMENTE “OSSERVIAMO LA SUCCESSIONE”]

Il percorso completo sui poligoni

Per chi desidera accompagnare il bambino in un percorso più ampio, nello shop è disponibile il pack  “Che cos’è un poligono”.

Il pack comprende le presentazioni dedicate al poligono, al poligono regolare e al poligono inscritto in una circonferenza, la nomenclatura in tre tempi dal triangolo al pentadecagono, una nomenclatura classificata e arricchita con 13 carte, la carta “Osserviamo la successione”, la striscia della successione e i poligoni da ritagliare.

Un percorso pensato per unire osservazione, linguaggio geometrico, classificazione, successione e autonomia.

La geometria può cominciare da una domanda molto semplice.

Guardare una forma con attenzione è già un modo per cominciare a conoscerla.

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