Didattica

Misurare il mondo

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…Ma la cosa più semplice e naturale e’ l’origine delle cose: come dico sempre, il bambino deve avere l’origine delle cose perché l’origine è più chiara e naturale per la sua mente.

Maria Montessori

MontessorianamenteLibri

“Misurare il mondo-un percorso nel tempo e nello spazio alla scoperta della misura”

Il libro presenta il concetto di misura partendo dalle origini, da quella sempre impellente necessità che ha spinto l’uomo di ogni tempo a cercare un sistema di misura efficace per misurare le cose.

Il libro inizia con la narrazione di un’antica fiaba africana.

Un cinghiale e un camaleonte si sfidano ad una gara di corsa.

Tra le risate generali la gara inizia; il presuntuoso cinghiale e il furbo camaleonte gareggiano con spirito diverso: il cinghiale sicuro della sua superiorità e della sua vittoria e il camaleonte sicuro della sua furbizia.

Vietato dire chi vince, ma importante dire che le misure vengono prese proprio con la coda del piccolo camaleonte utilizzata come unità di misura!

Il viaggio riprende il suo percorso di realtà e ci conduce in tempi e luoghi anche molto distanti tra di loro; cosa li accomuna?

La medesima necessità.

Egizi, Romani e Babilonesi; il re d’Inghilterra, Leonardo Da Vinci e la moneta da un euro…
Troppe cose o troppo diverse per essere messe tutte insieme?


A scoprirlo saranno le piccole lettrici e i piccoli lettori che, pagina dopo pagina, tra letture, giochi, proposte e attività concrete di costruzione e sperimentazione, arriveranno a scoprire il sistema internazionale di misura che utilizziamo ogni giorno.
Un libro, come nella tradizione di MontessorianamenteLibri per leggere e per fare.


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Il silenzio parlante, risorsa educativa preziosa

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Il silenzio acuisce le nostre sensibilità. Stando in silenzio non solo possiamo ascoltare con maggiore attenzione la parola dell’altro, e quindi “incontrarlo”, ma riusciamo a cogliere profondamente la realtà che ci circonda. E’ importante allora permettere al bambino di vivere anche questa dimensione, preservando sempre nei suoi confronti una relazione di accoglienza e supporto.

Maria Montessori

Nella società contemporanea il silenzio è divenuto un elemento raro prezioso. 

Viviamo in un’epoca in cui ogni istante sembra dover essere riempito di rumore, di attività e di stimoli. 

Quasi che oggi il silenzio faccia paura. 

Paura perché andiamo contro corrente, contro quella pressione sociale che ci spinge ad essere sempre attivi e produttivi..

Paura perché ci mette a disagio con noi stessi e con i nostri pensieri più profondi, a volte scomodi. 

Paura perché è vuoto e assenza; assenza di quei suoni, immagini, informazioni e stimoli tanto radicati e naturali, che il silenzio diventa qualcosa di strano e innaturale da cui rifuggire.

Il silenzio, invece, offre uno spazio di riflessione, di introspezione e di connessione con noi stessi che quasi abbiamo dimenticato.

Il silenzio non è un vuoto da riempire, ma un seme prezioso di cui prendersi cura.

Il silenzio non è un vuoto, ma il suo esatto contrario; è un tempo pieno di energia e attenzione. 

Il silenzio è sapiente e oppone all’abituale rumore un momento di vuoto apparente capace di generare nuova ricchezza.

Il silenzio mostra la potenza della relazione evidenziando consapevolezza delle azioni, delle parole e delle emozioni; è uno spazio di ben-essere individuale e sociale.

Il silenzio è educativo perché sa accogliere e ascoltare al di là e al di sopra del flusso delle parole: nel silenzio la propria individualità è presente e percepita, ma viene quasi posta in una condizione di sospensione per fare posto all’altro, all’alterità.

Un po’ come accade con l’eco: c’è un vuoto, una concavità, uno spazio che accoglie, ascolta, cattura e poi ri-genera e restituisce qualcosa di più grande che arriva, tocca, stupisce e meraviglia.

Il silenzio è occasione di ascolto e incontro.

Saper stare nel silenzio, dimostrare di so-stare consapevolmente nel silenzio senza sentire l’impellente necessità di popolare ogni spazio di parole anche quando non c’è effettivamente niente di significativo da comunicare, è una competenza sempre più rara.  

Il silenzio parlante trova nell’ossimoro tutta la sua potenza.

In campo educativo il silenzio parlante si rivela uno dei mezzi e strumenti di comunicazione più efficaci e profondi; è un silenzio che parla attraverso l’attenzione, la presenza e la comprensione; è un silenzio che trasmette rispetto, empatia e sostegno.

Il silenzio parlante genera benessere e autenticità: la capacità di ascoltare e accogliere tutto ciò che non viene detto, ma che è comunque comunicato in modo potente e significativo, rende la relazione maggiormente significativa e carica di valore.

Imparare a utilizzare il silenzio in modo efficace arricchisce l’esperienza educativa e favorisce la creazione di un ambiente di apprendimento positivo e stimolante anche per la crescita intellettuale ed emotiva.

Maria Montessori riconosce e ricerca il silenzio come  occasione e risorsa imprescindibile non solo per imparare ad imparare, ma per imparare a rapportarsi con gli altri.

Non c’è ascolto senza silenzio e non c’è sintonia senza l’ascolto.

I metodo montessoriano prevede proprio, fin dalla più tenera età,  le “lezioni del silenzio” perché i bambini, attraverso l’esperienza concreta del silenzio vissuto possano scoprire il piacere dell’ascolto.

Le lezioni del silenzio non impongono il silenzio, ma lo valorizzano mostrandone il profondo significato.

E i significati che i bambini scoprono sono avvero tanti…

Attraverso il silenzio i bambini sperimentano la concentrazione e il piacere di dedicare mente e corpo alla scoperta o allo studio di qualcosa che li incuriosisce e che li stimola; imparano a riflettere e a pensare, imparano ad ascoltarsi e ad ascoltare; imparano ad osservare e a dare cura; imparano la calma e la pazienza;  imparano il piacere di sentirsi in sintonia con gli altri…

La lista potrebbe ancora allungarsi, ma l’inizio, lo spunto di riflessione che nasce già con la prima lezione del silenzio è la percezione immediata che lo contrappone al rumore e a quella velocità e assembramento di stimoli che lasciano solo una profonda superficialità…

La meraviglia del silenzio. Ascolta-Respira-Assapora-Accarezza

Sss, il silenzio! Ediz. a colori Copertina rigida

Le parole gentili. Ediz. a colori Cartonato

Ascolta. Ediz. a colori Copertina rigida 

Un posto silenzioso. Ediz. illustrata

Libri per la grammatica, per le prime letture, per scoprire la storia della misura e per viaggiare con Lily, la piccola rana esploratrice; libri per leggere e per fare perfetti anche per le attività estive.

Il mio primo piccolo libro-Il bosco: Leggere con il metodo Montessori

Il mio secondo piccolo libro: Il mare 

Lily, piccola rana esploratrice: Leggere, fare e scoprire

Misurare il mondo- un percorso nel tempo e nello spazio alla scoperta della misura


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I tesori nascosti dell’apprendere; l’emozione di una caccia al tesoro

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“L’apprendimento per scoperta è il modo più efficace per sviluppare la curiosità, l’autonomia e l’amore per l’apprendimento.” 

Maria Montessori

Una caccia al tesoro? L’estate è il periodo ideale per organizzarla e far vivere avventure emozionanti all’aria aperta. 

Il periodo estivo offre gli scenari più disparati per organizzare indimenticabili cacce del tesoro: parchi, giardini, spiagge e foreste con i loro ampi spazi possono facilmente nascondere indizi e tesori. 

Ma l’estate offre anche incredibili risorse naturali perfette per essere utilizzate in una caccia al tesoro. 

Conchiglie, sassi, fiori, piante e molto altro ancora, a seconda dell’ambiente in cui ci troviamo, possono entrare a pieno di solo nel gioco e diventare protagonisti di indizi o tesori nascosti.

Giocare alla caccia al tesoro rappresenta per i bambini un’opportunità unica per esplorare, imparare e divertirsi.

Durante il gioco, i bambini non dovranno solo seguire indizi, decifrare enigmi e superare prove, ma dovranno farlo insieme, tappa dopo tappa, fino al ritrovamento dell’agognato tesoro.

Il gioco si fa occasione unica per fare squadra e lavorare insieme, per collaborare e condividere le idee. 

La comune tensione verso la tappa finale induce i bambini ad ascoltarsi con maggior attenzione e a mettere in comune idee e intuizioni per trovare soluzioni creative ai problemi che possono emergere lungo il percorso; l’obiettivo è uno per tutti !

Molti sono i buoni motivi per organizzare una caccia al tesoro; organizzarla significa:

  • offrire occasioni per favorire un apprendimento attivo stimolando curiosità e desiderio di scoprire;
  • favorire strategie di problem solving per risolvere indizi, enigmi e rompicapi;
  • creare connessioni tra le informazioni e le strategie di ragionamento;
  • sviluppare competenze cognitive necessarie a diventare più abili nel risolvere problemi complessi;
  • fare gruppo e incoraggiare la comunicazione, la condivisione delle idee e lo sviluppo delle abilità sociali, come l’ascolto e il rispetto reciproco;
  • fornire occasioni per favorire l’orientamento spaziale, la comprensione delle direzioni e la mappatura cognitiva dell’ambiente circostante;
  • favorire un apprendimento esperienziale in cui i bambini imparano attraverso l’esperienza diretta e l’interazione con l’ambiente circostante toccando, osservando e sperimentando oggetti e luoghi reali, rendendo l’apprendimento significativo e coinvolgente.

Giocare e divertirsi in un contesto di scoperta e apprendimento aumenta considerevolmente la motivazione intrinseca per continuare ad apprendere e a scoprire nuove cose.

Perché non farlo?

Organizzare una caccia al tesoro significa in primis connettersi personalmente con l’ambiente entrandovi in sintonia, osservandone le caratteristiche, ascoltandone la voce, recuperandone le risorse disponibili. 

Organizzare una caccia al tesoro può essere un’esperienza avvincente per organizzatori e partecipanti e indubbiamente, per i bambini, un’esperienza altamente formativa. 

Ogni ambiente è perfetto per una caccia al tesori, sta alla creatività degli organizzatori renderla indimenticabile.

Quella che propongo è un esempio per una caccia al tesoro in montagna; organizzare una caccia al tesoro significa anche aver ben presenti alcuni punti fondamentali:

  1. Sicurezza: prima di tutto, bisogna assicurarsi che la zona scelta per la caccia al tesoro sia sicura per i bambini. Valutare attentamente i percorsi, le condizioni del terreno e le possibili sfide che potrebbero presentarsi lungo il percorso;
  2. Tema legato alla natura: scegliere un tema che sia in sintonia con l’ambiente montano, la flora e la fauna locali o la geologia della regione; ciò permetterà ai bambini di scoprire e apprezzare la bellezza del luogo e la diversità della natura circostante;
  3. Indizi e tappe interessanti: creare indizi e tappe che coinvolgano i bambini nel comprendere l’ambiente montano. Potrebbero essere inclusi indizi che richiedono di identificare piante o animali, riconoscere formazioni geologiche o scoprire particolari punti di riferimento nella zona. Stimolare la curiosità e incoraggiare l’esplorazione dell’ambiente circostante è l’obiettivo principale;
  4. Elementi di orientamento: includere elementi di orientamento per sviluppare le abilità di navigazione. Ad esempio, potrebbe essere fornita una mappa della zona con i punti di riferimento che devono essere raggiunti; in questo modo non solo bambini fanno esperienze importanti per l’orientamento spaziale, ma sviluppano anche la capacità di leggere e interpretare le mappe;
  5. Coinvolgimento sensoriale: sfruttare l’ambiente montano per coinvolgere i sensi; incorporare elementi tattili, come la ricerca di pietre o conchiglie particolari, l’odore delle piante o il suono dei torrenti rende l’esperienza ancora più coinvolgente e sensorialmente indimenticabile;
  6. Apprendimento sull’ambiente naturale: utilizzare la caccia al tesoro come opportunità per insegnare ai bambini l’importanza della conservazione dell’ambiente naturale e la necessità di rispettare la fauna e la flora locali. Incoraggiarli a raccogliere rifiuti lungo il percorso o a condividere informazioni sulla biodiversità della zona può essere un ulteriore arricchimento.
  7. Promozione della collaborazione: organizzare la caccia al tesoro in modo che i bambini possano lavorare in squadra assegnando compiti diversi a ciascun membro della squadra e incoraggiarli a lavorare insieme per raggiungere il tesoro.

Mai dimenticare però che l’obiettivo principale di una caccia al tesoro in montagna non è tanto trovare il tesoro, ma offrire un’esperienza  educativa e divertente in un ambiente naturale sviluppando curiosità e amore per la natura.

Caccia al tesoro dei mostri in scatola per casa o giardino o casa/giardino 5-7 anni 

Caccia al tesoro in scatola – scegli tu gli indovinelli – 5-12 anni 

Caccia al tesoro in scatola in giardino – in spiaggia o casa/giardino 7-12 anni 

Purple Cow- Caccia al Tesoro Magnetica Gioco

Caccia al tesoro delle meraviglie: Un Libro di Attività Pieno di Giochi, Puzzle e Indovinelli per Bambini Curiosi!

Libri per la grammatica, per le prime letture, per scoprire la storia della misura e per viaggiare con Lily, la piccola rana esploratrice; libri per leggere e per fare perfetti anche per le attività estive.

La grammatica? Una favola!Il paese delle parti del discorso Maria Montessori

Il mio primo piccolo libro-Il bosco: Leggere con il metodo Montessori

Il mio secondo piccolo libro: Il mare 

Lily, piccola rana esploratrice: Leggere, fare e scoprire

Misurare il mondo- un percorso nel tempo e nello spazio alla scoperta della misura

Sincerità educativa-una favola sulla sincerità e la gentilezza

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Promuovere comportamenti sinceri e autentici all’interno della quotidianità favorisce nei bambini la costruzione di un atteggiamento empatico, non solo base essenziale per relazioni più forti e autentiche, ma necessario per la creazione di uno stato di ben-essere emotivo personale e sociale.

In sintesi potremmo dire promuovere la riflessione e la “pratica” della sincerità significa anche:

  1. Promuovere l’empatia: parlare di sincerità incoraggia i bambini a considerare i sentimenti e le prospettive degli altri e prendere consapevolezza che le parole e le azioni possono avere un impatto significativo sulle emozioni altrui.
  2. Migliorare le relazioni interpersonali: la sincerità è alla base di relazioni autentiche e profonde. I bambini che dimostrano il “coraggio” della sincerità, tendono a formare legami più forti e genuini condividendo anche pensieri ed emozioni legati alla propria sfera personale.
  3. Sviluppare autenticità: essere sinceri permette ai bambini di essere autentici e di riconoscersi per quello che realmente sono e sentono contribuendo alla formazione di un senso di autostima e fiducia in sé stessi.
  4. Favorire una comunicazione efficace: la sincerità facilita una comunicazione aperta e trasparente; esprimere i propri pensieri e sentimenti in modo chiaro e onesto, influisce positivamente anche sulla capacità di risolvere conflitti e malintesi.
  5. Ridurre i conflitti: un atteggiamento sincero, riconosciuto anche all’interno di una relazione conflittuale, genera fiducia e propensione alla collaborazione per la ricerca di una soluzione che possa portare beneficio ad entrambe le parti.
  6. Crescere emotivamente: parlare di sincerità e praticarla aiuta i bambini a riconoscere e gestire le proprie emozioni rendendoli più consapevoli delle loro reazioni emotive e delle conseguenze delle loro azioni.
  7. Sviluppare empatia reciproca: sincerità chiama sincerità; vedere sincerità in chi ci è vicino induce ad essere sinceri a nostra volta e questo reciproco scambio di sincerità e comprensione rafforza le connessioni emotive e lo stato di benessere emotivo.
  8. Favorire lo sviluppo etico e morale: parlare e vivere la sincerità implica anche parlare di etica e moralità, di giusto e ingiusto, di democratico e non democratico favorendo la costruzione di comportamenti conformi ai valori umani e sociali.

Quella de ” I due ladri e il cuoco” non è tra le favole più conosciute di Esopo, ma è sicuramente una favola molto apprezzata dai bambini per il tema affrontato.

La favola narra di due ragazzi che credono di poterla fare franca rubando un pezzo di carne ad un cuoco.

Il cuoco, più furbo di quanto i ragazzi avessero creduto, si accorge subito del furto e chiede indietro il maltolto.

Nel breve e divertente dialogo che segue, Esopo, quasi anticipando il tema della morale, sposta l’accento sul tema della verità.

Alle domande del cuoco, i due ragazzi rispondono dicendo entrambi una parziale verità perché indubbiamente il furto è stato commesso.

Il cuoco, furbo e intelligente, non si arrabbia, non grida, non maltratta, ma fa leva sui buoni sentimenti che animano lo spirito dei due ragazzi: ” Con le vostre parole potete ingannare gli uomini, ma di certo non la vostra coscienza”.

I ragazzi se ne vanno con la carne nella sacca, ma poco dopo rientrano e timidamente la restituiscono al cuoco.

La morale è un elogio alla sincerità: a che serve mentire?

Nel nostro intimo sapremo sempre ciò che è veramente accaduto e non potremo mai sfuggire al nostro stesso senso di giustizia; un solo gesto o una parola gentile possono però cambiare le cose…

Scusa, per favore, grazie; un sorriso, un abbraccio o un’ammissione sono sempre la cosa migliore per stare bene con sé stessi e con gli altri.

La favola scaricabile è arricchita di domande per la comprensione del testo e di attività per il rinforzo ortografico.

Le più belle favole di Esopo. Ediz. a colori

Favole di Esopo per i piccini. Ediz. illustrata

Enciclopedia della favola. Fiabe di tutto il mondo per 365 giorni

Libri per la grammatica, per le prime letture, per scoprire la storia della misura e per viaggiare con Lily, la piccola rana esploratrice; libri per leggere e per fare perfetti anche per le attività estive.

La grammatica? Una favola!Il paese delle parti del discorso Maria Montessori

Il mio primo piccolo libro-Il bosco: Leggere con il metodo Montessori

Il mio secondo piccolo libro: Il mare 

Lily, piccola rana esploratrice: Leggere, fare e scoprire

Misurare il mondo- un percorso nel tempo e nello spazio alla scoperta della misura


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Misurare il mondo-Un viaggio nel tempo e nello spazio alla scoperta della misura

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Un nuovo libro per parlare della misura e del percorso che l’uomo ha fatto nel corso dei millenni per arrivare alle misure di oggi.

Il libro inizia con la narrazione di un’antica fiaba africana per avvicinare gradualmente il lettore al concetto di misura.

Un cinghiale e un camaleonte, tra lo stupore generale, si sfidano ad una gara di corsa.

Vietato dire chi vince, ma importante dire che le misure vengono prese proprio con la coda del piccolo camaleonte come unità di misura!

I secoli passano, ma l’esigenza di misurare rimane impellente ovunque.

E così anche tra popoli molto distanti tra di loro nel tempo e nello spazio prosegue la continua ricerca di un sistema di misurazione soddisfacente.

Le parti del corpo, un po’ come la coda del camaleonte, diventano le unità di misura più comuni; che si tratti del piede come per i Romani, o del cubito per gli Egizi, il corpo è al primo posto: sempre immediatamente disponibile e accessibile a tutti.

Il viaggio però prosegue; il corpo non può bastare…piede corto-piede lungo, cubito piccolo-cubito grande…i problemi con unità di misura così soggettive sono infiniti.

I secoli passano e la ricerca dell’uomo continua…

Il re d’Inghilterra, Leonardo Da Vinci, Napoleone Bonaparte e la moneta da un euro…
Troppe cose o troppo diverse per essere messe tutte insieme?
Alla piccola lettrice o al piccolo lettore scoprirlo, pagina dopo pagina tra letture, giochi e attività.

E le proposte sono moltissime: giochi di misura non convenzionali, confronti, guida per la costruzione di un metro, di un decametro e di una bilancia, esercitazioni con le unità di misura convenzionali e la verifica concreta delle misure dell’uomo vitruviano, dalla moneta di 1 euro al proprio corpo…
Un libro per leggere e per fare ricco di attività e spunti didattici, consigliato anche per una piacevole, divertente e sempre costruttiva attività estiva.

Misurare il mondo- un percorso nel tempo e nello spazio alla scoperta della misura

La grammatica? Una favola!Il paese delle parti del discorso Maria Montessori

Il mio primo piccolo libro-Il bosco: Leggere con il metodo Montessori

Il mio secondo piccolo libro: Il mare 

Lily, piccola rana esploratrice: Leggere, fare e scoprire


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Parole che trasformano; laboratori di scrittura creativa

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Chiedo scusa alla favola antica se non mi piace l’avara formica,
Io sto dalla parte della cicala che il più bel canto non vende, regala

“Alla formica”, Gianni Rodari

Quella di Rodari è una rivoluzione mite e silenziosa, ma non per questo inefficace.

Sicuramente è una rivoluzione che non fa rumore, ma possibile.

É una rivoluzione che nasce dalla forza dell’immaginazione, della parola e dalla fiducia nell’altro.

É una rivoluzione che trova la sua forza nella creatività.

Una creatività generatrice e come tale in grado di generare cambiamento.

Cambiare è sempre possibile, ma solo se possiamo trovare la spinta creativa e la visione immaginativa che ne scaturiscono.

E cosa, e come immaginare se non uscendo dal consueto, dal già noto e dal già fatto?

Uscire, uscire dallo stereotipo, uscire dal solito modo di vedere le cose per ribaltare finalmente la situazione.

Solo così la cicala non sarà più una perditempo nullafacente, ma un’altruista e generosa che dà senza che niente le venga chiesto e solo così, la formica, ancora prudente e saggia ma solo per puro egoismo, emergerà come colei che niente dà all’altro se non un lagnoso vittimismo…

E allora…inventiamo storie.

Inventiamo storie in grado di ribaltare le situazioni e chissà se questo uomo resterà sempre formica o se compirà quella rivoluzione mite e silenziosa fatta finalmente solo di sorrisi, altruismo, solidarietà e pace.

Scrivere è fantasia, creatività, divertimento.
Scrivere è avere occasioni.
Occasioni per parlare di sé, per immaginare, per uscire o entrare in situazioni tratte dal proprio vissuto quotidiano.
Scrivere è immaginifico o salvifico.
Scrivere è immaginifico perché permette di costruire mondi fantastici, di dare vita a personaggi straordinari e di esplorare universi che esistono solo nella mente. Scrivere è viaggiare senza limiti, creare storie che incantano e trasformano la realtà quotidiana in qualcosa di magico e sorprendente.
È un atto di pura creazione, dove l’immaginazione diventa tangibile e le idee prendono forma.
Scrivere è salvifico perché offre spesso una via di fuga dalla quotidianità, un rifugio sicuro dove riflettere ed elaborare emozioni e trovare conforto. Scrivere è un processo che rende creatori e testimoni, un processo tanto forte da permettere l’esplorazione della mente e del cuore, dando significato e trovando equilibrio tra il mondo dentro e il mondo fuori.
Perché non promuovere occasioni di scrittura creativa?

Quello che si propone è un progetto per un laboratorio di scrittura creativa da fare a casa durante le vacanze o a scuola.

La proposta si articola in tre diversi laboratori:

-Il binomio fantastico

-Storie con finale a sorpresa

-Il gioco dei se

Lily, piccola rana esploratrice: Leggere, fare e scoprire

Lily è una piccolissima rana, con lo spirito della grande esploratrice.Un giorno decide di uscire dal suo stagno e, con un salto, inizia il suo primo viaggio. Un viaggio entusiasmante che la porterà a esplorare l’inesplorato e a scoprire l’esistenza di alcune delle meravigliose creature che si prendono cura del pianeta che le ospita: api, farfalle, chiocciole e formiche.

Un libro per leggere e per fare perfetto per le vacanze estive

La grammatica? Una favola!Il paese delle parti del discorso- Maria Montessori 

Con M.Montessori anche la grammatica acquista un sapore diverso. Inizia con una favola che si svolge in un paese fantastico: quello delle parti del discorso: lì i bambini incontrano un principe con i suoi aiutanti, un sole rosso che fa splendere tutte le cose ed una luna color arancio che lo fa risaltare ancor di più; incontrano anche strani segnali verdi che indicano direzioni e treni dai vagoni speciali in grado di connettere ogni cosa. Personaggi dalle forme geometriche e colori. Ogni parola, una forma e un colore. Un libro per fare i primi passi nel mondo della grammatica ricco di attività e spunti didattici.


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Travasare l’invisibile? è possibile!!

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“La mente intuitiva è un dono sacro e la mente razionale è un servo fedele. 
Abbiamo creato una società che onora il servo e ha dimenticato il dono“
A. Einstein

Cosa è che spinge ogni bambino a progredire nel proprio sviluppo? Cosa è che spinge a provare, a chiedersi, a fare e scoprire’

Cosa spinge a conoscere e ad apprendere?

L’apprendimento ha origine dall’interno o dall’esterno?

M.Montessori, già all’inizio del secolo scorso, sosteneva che il processo di apprendimento si origina per spinte interne e che dentro ogni bambino c’è una forza innata che lo spinge a conoscere e ad esplorare il mondo che lo circonda.

La forza di questa spinta motivazionale ha origine proprio dal sentimento di stupore e di meraviglia che nasce dallo sguardo che il bambino posa sul mondo e sulle cose.

La chimica e gli esperimenti rappresentano una fonte inesauribile di stupore e meraviglia e da quello stesso stupore e da quella stessa meraviglia nascono idee, riflessioni e ipotesi.

Condurre esperimenti, a casa o a scuola, è un modo per generare stupore e per far scattare la scintilla delle curiosità.

Perchè non farlo?

Un esperimento di facile conduzione, ma di inesauribile meraviglia è quello tramite il quale i bambini osservano la produzione di anidride carbonica partendo da due semplici elementi che, separatamente, ben conoscono.

La produzione di anidride carbonica con la rumorosa effervescenza genera meraviglia e ne genera ancora quando si scopre che è in gradi di spengere la fiamma di una candela.

E che dire quando osservano che l’anidride carbonica, invisibile all’occhio, può essere trasferita come per magia da un contenitore all’altro ed essere sempre in grado di spengere la candela?

Un esperimento consigliassimo da fare, a casa o a scuola.

Scheda completa per la conduzione dell’esperimento

Un libro per spingere ad esplorare  il mondo e per scoprire il valore della curiosità.

Un libro ricco di attività e spunti didattici per nuove esplorazioni nel mondo delle scienze, della  matematica, della grammatica e della lingua inglese. 

Il libro è disponibile si Amazon in stampato maiuscolo e in corsivo.

Lily, piccola rana, Grande esploratrice

Libri per cominciare a leggere e a scrivere con il metodo Montessori, in corsivo o stampato maiuscolo

Il mio primo piccolo libro: il bosco

La grammatica? Una favola! Il paese delle parti del discorso Maria Montessori


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Come gli animali ebbero le code- un’antica leggenda africana

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In tempi antichissimi, quando tutto era diverso da come lo conosciamo ora, gli animali non avevano la coda.

Il re della foresta, decise che era il momento di cambiare e organizzò una giornata speciale per distribuire code a tutti.

Le code erano tante e tutte diverse.

Ognuno scelse la sua e non a caso; qualcuno fu subito felice e contento, qualcun altro invece si mise a litigare…

Una leggenda divertente con arricchimenti e attività multidisciplinari per le vacanze estive o per il back to school.

Tutti i libri di Montessorianamente Libri sono pensati non solo per essere letti, ma per incuriosire e per fare; presentano attività e giochi perfetti da fare a casa, a scuola, al mare o seduti in un prato…

Tutti i libri sono disponibili su Amazon in due versioni, stampato maiuscolo o corsivo

La grammatica? una favola! per scoprire la grammatica attraverso la favola di Maria Montessori

Lily, piccola rana, grande esploratrice Un libro che racconta di le esplorazioni al di fuori e dentro lo stagno (ecosostenibilità/metamorfosi/ cura del pianeta)

Leggere con il Metodo Montessori:

Il mio primo piccolo libro: Il bosco

Il mio piccolo secondo libro: Il mare


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Estate? Tempo di fiabe

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 «Io credo che le fiabe, quelle vecchie e quelle nuove, possano contribuire a educare la mente. La fiaba è il luogo di tutte le ipotesi: essa ci può dare delle chiavi per entrare nella realtà per strade nuove, può aiutare il bambino a conoscere il mondo» Gianni Rodari 

Ogni fiaba ha il magico potere di condurre il lettore alla scoperta di tesori sempre nuovi.

Che sia un piccolo o grande lettore, poco importa; il viaggio e la scoperta sono garantiti.

Bruno Bettelheim (1903 – 1990) nel suo saggio Il mondo incantato. Uso, importanza e significati psicoanalitici delle fiabe, fa un’analisi estremamente interessante della fiaba:

«La fiaba, mentre intrattiene il bambino, gli permette di conoscersi, e favorisce lo sviluppo della sua personalità. Essa offre significato a livelli così diversi, e arricchisce l’esistenza del bambino in tanti modi diversi, che non basta un solo libro a rendere giustizia della quantità e della varietà dei contributi apportati da queste storie alla vita del bambino»

Secondo lo studioso, infatti, la fiaba rappresenta una risorsa importantissima per permettere al bambino  di elaborare, affrontare e riflettere sulle proprie reali difficoltà senza sentirsene investito in prima persona e offre la possibilità agli educatori di tramettere valori e messaggi positivi attraverso l’immedesimazione empatia con i personaggi.

Ma non non si tratta solo di immedesimazione empatia; la fiaba comunica con il solito linguaggio del bambino, quello della fantasia; ne cattura l’attenzione, lo diverte, lo sorprende, ne suscita emozioni, interesse e curiosità… ogni messaggio così trasmesso diventa efficace sia perché vissuto emozionalmente sia perché perfettamente in sintonia con la mente del bambino. il loro interesse e stimolano la loro attenzione: è questo dunque il migliore mezzo che hanno gli educatori per comunicare con i bambini, per trasmettere loro dei messaggi positivi. e utilizzando il solito linguaggio del bambino, quello della fantasia, sembra avere una via comunicativa Non solo ne utilizza il suo solito linguaggio, quello della fantasia, ma essendo al di fuori del tempo e dello spazio, gli consente. la fiaba si fa anche veicolo di riflessione per i grandi temi che riguardano l’intera umanità il potere di permettere consentire l’elaborazione tramite l’identificazione con i personaggi e la partecipazione emotiva, di affrontare ed elaborare le reali difficoltà della propria e della comune esistenza.

Tre fiabe per entrare in nuove e diverse dimensioni:

Quello della fiaba è un viaggio che non si fa mai da soli: i suoi personaggi , fantastici e non, ci accompagnano verso il nuovo.

Asia, Oceania e Africa.

Ad ognuno la sua.

Asia-Il fiore delle sincerità

Oceania-Il canguro Bohra

Africa-Come gli animali ebbero le code


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Lily, piccola rana grande esploratrice

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Un libro per leggere e per fare da proporre anche durante le vacanze estive.

Il libro racconta la storia di Lily, una piccola rana con l’animo della grande esploratrice.

E proprio con un salto inizia il suo viaggio che la porterà ad esplorare tutto l’esplorabile.

Salto dopo salto Lily si allontanerà dal suo stagno e conoscerà alcune delle meravigliose creature che si rendono cura del pianeta, ognuno per la sua parte: api, farfalle, chiocciole e lumache.

Lily è entusiasta, non pesava che fuori dal suo stagno la vita fosse così ricca e diversa!

Felice delle sue scoperte, torna allo stagno decisa a raccontare a tutti le meraviglie del mondo, ma anche lo stagno ha qualcosa di diverso: uova e girini popolano l’acqua.

Lily scopre così quella straordinaria metamorfosi che l’ha resa quella piccola grande rana esploratrice che oggi è.

Un libro ricco di attività e spunti didattici per nuove esplorazioni nel mondo delle scienze, della matematica, della grammatica e della lingua inglese.

Il libro è disponibile si Amazon in stampato maiuscolo e in corsivo.

Lily, piccola rana, Grande esploratrice

Perché fornisce ai bambini un’esperienza di apprendimento significativa in un ambiente stimolante e piacevole.

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La grammatica? Una favola!

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Psicogrammatica-Maria Montessori

Un manoscritto rimasto inedito per molto tempo; una risorsa preziosa per chi voglia introdurre i bambini nel mondo della grammatica in modo accattivante e divertente.

Una grammatica mai imposta e mai trasmessa, ma capace di portare alla luce in modo naturale quella grammatica che il bambino già possiede in modo implicito.

Dalla favola del paese delle parti del discorso, ai giochi linguistici fino alle scatole grammaticali; un percorso di scoperta e di continua meraviglia in cui  il bambino è vero costruttore del proprio sapere e del proprio percorso di apprendimento.

La grammatica? Una favola! Il paese delle parti del discorso Maria Montessori

Un libro per approcciarsi in modo divertente alla grammatica, a scuola o casa, utile per una prima presentazione, per rinforzare, allenare o anche solo per ripensare al percorso fatto…

Il libro presenta la grammatica attraverso la favola di Maria Montessori.

Con la narrazione della favola, la grammatica acquista immediatamente un sapore diverso…

La favola ci porta in un paese fantastico, quello delle parti del discorso dove i bambini incontrano un principe con i suoi aiutanti, un sole rosso che fa splendere tutte le cose ed una luna color arancio che lo fa risaltare ancor di più; incontrano anche strani ponti verdi che indicano tutte le direzioni possibili e treni dai vagoni speciali in grado di connettere ogni cosa.

Personaggi dalle forme geometriche e colori.

Ogni personaggio una parte del discorso; nove i personaggi e nove le parti del discorso.

La seconda parte del libro presenta un’ampia sezione dedicata all’attività individuale.

Le attività giocose e divertenti permettono una graduale e sempre più approfondita riflessione sulle parti del discorso.

Il libro offre anche la possibilità di ritagliare i nove simboli grammaticali perché possano essere utilizzati durante le esercitazioni di riconoscimento e analisi delle varie parti del discorso.

Un libro per leggere e per fare.

Montessorianemente libri; libri per leggere e per fare disponibili in corsivo e stampato maiuscolo.

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E se la matematica si facesse sotto l’ombrellone?

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E se la matematica fosse solo un gioco?

Potremmo giocare ovunque: al mare, in montagna, in campagna o in città…

Sotto l’ombrellone o in riva al mare molte sono le occasioni per sperimentare la matematica giocando.

Il gioco è un’attività intrinsecamente divertente e i giochi matematici che si possono fare anche in spiaggia offrono ai bambini la preziosa opportunità di imparare attraverso un’esperienza positiva che lega necessariamente il gioco al mondo dei numeri e delle forme.

L’ obiettivo principale è dunque quello di invitare i bambini a scoprire la matematica divertendosi .

Inutile dilungarsi sugli scopi educativi e sui benefici.

In generale, i giochi matematici combinano l’apprendimento con il divertimento, stimolando l’interesse per la matematica e promuovendo lo sviluppo delle competenze matematiche.

Ecco qualche esempio:

Costruire forme geometriche

Si parte alla ricerca/ raccolta di bastoncini o rametti presenti sulla spiaggia.

Più se ne trovano e maggiori saranno le possibilità per costruire un numero più grande di forme geometriche: triangoli, quadrati, trapezi, rettangoli…

Le figure possono poi essere esplorate per andare alla scoperta di proprietà e caratteristiche; possono essere misurate intatte le loro parti, angoli e lati; possono essere osservate e confrontate alla ricerca di somiglianze e differenze.

Associare forme geometriche

Osservare gli oggetti intorno- ombrelloni, asciugamani o secchielli- e confrontare le forme.

A quali figure geometriche possono essere associate ?

Un ombrellone potrebbe essere associato ad un cerchio e un secchiello a un cono.

Raccogliere e classificare conchiglie

Raccogliere conchiglie di diverse forme e dimensioni per poi classificarle in base alle caratteristiche comuni: colore, forma o dimensioni.

Contare e raggruppare le conchiglie in mucchietti sa due, tre, quattro…

Misurare e fare stime

Utilizzare il piede, la mano o altri oggetti come unità di misura e fare stime sulle dimensioni degli oggetti. Si può misurare la lunghezza dell’ombra di un ombrellone o la larghezza di un castello di sabbia…

Le stime fatte possono poi essere verificate con misurazioni di precisione.

Inventare problemi sulla distanza

Misurare la distanza tra due punti più o meno vicini, due ombrelloni o due segnalini posti appositamente sulla spiaggia.

Si possono inventare problemi di confronto tra distanze e organizzare piccole sfide per risolverli: se l’ombrellone A si trova a 10 metri dalla linea dell’acqua e l’ombrellone B si trova a 15 metri, qual è la differenza di distanza tra i due ombrelloni?

Ipotesi e sperimentazioni, ovviamente con metro alla mano!

Giocare al gioco de “Il numero del giorno”

Scegliere il numero della data del giorno o uno a scelta e organizzare sfide per creare tante operazioni matematiche diverse che per risultato diano solo quel numero.

Se il numero del giorno è 6, l’espressione potrebbe essere

2 + 2 + 2 = 6

3 x 2 = 6

(12 ÷ 4) x2 = 6

Fare misurazioni

Misurare gli oggetti sulla spiaggia con metro e righello: un castello di sabbia, un secchiello, un frisbee paletta e formine….

Le misurazioni ottenute possono essere confrontate per ordinare gli oggetti in base alla loro lunghezza o altezza o per creare problemi di confronto.

Creare e risolvere sudoku

Disegnare una griglia sulla sabbia per creare e risolvere Sudoku in modo che ogni riga e ogni colonna contengano tutti i numeri da 1 a 9 senza ripetizioni.

Matematica sotto l’ombrellone perché…

Perché la spiaggia offre un ambiente concreto in cui i bambini possono sperimentare e applicare molti concetti matematici,

Perché permette ai bambini di toccare, misurare, confrontare e manipolare oggetti -conchiglie, secchielli, sabbia, acqua- consentendo loro di utilizzare i concetti matematici con l’esperienza reale,

Perché offre un coinvolgimento multisensoriale che lascia tracce profonde,

Perché i giochi matematici in spiaggia si prestano a essere giocati in gruppo, incoraggiando la collaborazione, la socializzazione e la comunicazione,

Perché permettono ai bambini di connettersi con la natura esplorando anche la connessione tra i concetti matematici e l’ambiente naturale,

Perché fornisce ai bambini un’esperienza di apprendimento significativa in un ambiente stimolante e piacevole.

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Spunti editoriali

200 Giochi Matematici per Bambini 6-9 Anni: Giochi e Passatempi di Matematica e Logica 

Problemi senza problemi. Attività di problem solving matematico nella Scuola primaria

La grammatica? Una favola!: Il paese delle parti del discorso Maria Montessori

Disfaproblemi

Lily, piccola rana, grande esploratrice: Leggere per fare e per scoprire

ALLEOVS Mathemeister Plus+ Matematica Summer Scuola elementare Gioco di Reazione (2-4 Giocatori)


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Matilde e la ricotta; dallo stereotipo al cambiamento

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La favola di Matilde e della sua ricotta è nata molto tempo fa dalla penna di Giuseppe Pitrè (1841 – 1916 )  e ha dato seguito a numerose versioni legate anche alle specificità culturali delle diverse regionali d’Italia.

La favola può essere analizzata anche su un piano diverso rispetto a quello della semplice narrazione e può essere da stimolo per parlare di differenze di genere e di stereotipi femminili.

Già da una prima analisi emerge chiaramente che la favola si rivolge principalmente ad un pubblico femminile e in particolare, proprio per il linguaggio favolistico utilizzato, alle bambine.

All’interno della favola si possono facilmente riconoscere tre piani narrativi: quello del presente, del sogno/progetto e quello della realtà.

Il presente: Matilde è una ragazzina che vive in una società rurale; e come ogni ragazzina della sua età, sogna. Il suo non è un sogno irrealizzabile, ma un preciso progetto imprenditoriale che Matilde mette a punto passo dopo passo con la sua ricotta in testa.

Il progetto: il progetto è particolareggiato ; Matilde non lascia indietro niente e si dimostra capace di intraprendere un percorso imprenditoriale: capitale da investire, attività in previsione , produzione, piano di realizzazione.

Matilde però è comunque succube dello stesso stereotipo che la imprigiona e, se da un parte va oltre con il suo sogno/progetto, il suo punto di arrivo, la realizzazione è ancora quella stereotipata: la bella casa, prestigio economico e sociale.

Una sorta di riscatto e prigione allo stesso tempo…

La realtà: al colmo del suo sogno, Matilde compie il gesto dell’inchino che, con la caduta della ricotta, porta inesorabilmente alla distruzione di tutti i sogni e di tutti i progetti.

Riflessione: domande-stimolo

Perché per le donne, ieri ancor più di oggi, farsi donne lavoratrici e imprenditrici era tanto irrealizzabile?

Qual era il loro ruolo nella società?

Il sogno di Matilde reclama il diritto ad una vita libera di realizzarsi secondo i propri sogni e desideri o è semplicemente un sogno?

La ricotta cade e con lei i sogni e i progetti fatti; il messaggio può essere interpretato in due modi, uno positivo ed uno negativo, bloccante; quali possono essere?

Quali le conclusioni?

Per parlare di parità di genere è assolutamente necessario rompere gli stereotipi che ingabbiano uomini e donne in “luoghi” diversi e spesso opposti.

Forse la parità di genere può avvenire solo con l’abbattimento di queste gabbie, in un processo di sintesi tra uomo e donna; un punto di incontro fra la razionalità maschile e la capacità immaginifica femminile, proprio come quella di Matilde.

Una terza strada dunque, quella della sintesi, che si può imboccare anche da punti di partenza diversi e che uomini e donne possano liberamente percorrere facendo propri gli strumenti in grado di renderla realizzabile e percorribile .

L’attività proposta per la ricostruzione della storia si compone delle stesse immagini utilizzate nel video e di cartellini di testo .

Leggendo i cartellini con il testo i bambini dovranno procedono con gli abbinamenti.

Immagini e testo presentano i bordi del medesimo colore a scopo autocorrettivo.

Terminati gli abbinamenti, i bambini avranno a disposizione l’intera storia da rileggere e, perché no, drammatizzare nei piccoli gruppi.

Lily, piccola rana, grande esploratrice: Leggere per fare e per scoprire

Lily, piccolissima rana, un giorno decide di uscire dal suo stagno e, con un salto, di iniziare il suo primo viaggio. Il suo sarà un viaggio entusiasmante che la porterà a a scoprire l’esistenza di alcune delle meravigliose creature che si prendono cura del pianeta che le ospita, ognuno per la sua parte: api, farfalle, chiocciole e formiche. Ma anche lo stagno le riserva delle sorprese: uova e girini popolano l’acqua.Lily scopre così la straordinaria metamorfosi della rana, quella stessa metamorfosi che l’ha portata ad essere quella grande esploratrice che oggi è…

La scatola

Nel bosco succede qualcosa di strano. Qualcuno o qualcosa ha lasciato una scatola con due fessure. Da dentro qualcuno o qualcosa guarda attento gli animali. Chi sarà mai? Da dove è venuta? Cosa ci fa nella foresta? Nessuno si sa rispondere. Una cosa è certa: quel qualcuno o qualcosa non vuole uscire da li dentro. Un libro sul potere della gentilezza, dell’amore e dell’amicizia che fa schiudere.

La piccola gentilezza

La storia è una parabola moderna. Protagonista: una gentilezza alquanto bistrattata da tutti. Ma proprio quando sembra scoraggiarsi al punto di credere che il mondo non abbia più bisogno di lei, accadono felici incontri. Piccolo raggio di sole gli farà incontrare l’amico sorriso, il sig. Buongiorno, la parolina Grazie e Piccolo aiuto: tutti insieme le dimostreranno che sono proprio le cose piccole e gentili a cambiare il mondo. La storia è un invito per ogni lettore a lasciarsi coinvolgere. L’edizione illustrata è particolarmente adatta per essere regalata ai bambini. 


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La rivoluzione del sorriso-Daniela Lucangeli

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Le nozioni si fissano nel cervello insieme alle emozioni. Se imparo con curiosità e gioia, la lezione si incide nella memoria con curiosità e gioia
DANIELA LUCANGELI

Daniela Lucangeli propone una vera e propria rivoluzione per cambiare scuola e didattica: quella del sorriso.

Una rivoluzione che, se apparentemente silenziosa, può davvero cambiare il modo con cui bambini e bambine si approcciano alla conoscenza.

Una didattica che affonda le proprie radici nella parte emotiva del cervello, una didattica che non chiede apprendimenti formali, ma che attiva percorsi e chiede di agire con naturalezza, senza ansia e senza paure: con il sorriso, appunto.

Insegnanti e discenti coinvolti in un unico percorso che non è quello del

io insegno-tu apprendi-io verifico

ma quello di

tracciare strade e fornire strumenti

per il viaggio più bello e entusiasmante: quello della scoperta e della costruzione della conoscenza.

Attività in classe: domino matematici

L’attività comprende tre serie con tipologie di calcoli diversi

le tre serie

Si sviluppa con l’utilizzo del materiale per il calcolo e la verifica: perle, quadrati del cento e tavola pitagorica

i materiali

Il domino si sviluppa a terra, una serie dopo l’altra.

Sviluppo della prima serie

Spunti editoriali

Cinque lezioni leggere sull’emozione di apprendere

Il corpo è docente. Sguardo, ascolto, contatto: la comunicazione non verbale a scuola

L’intelligenza numerica. Abilità cognitive e metacognitive nella costruzione della conoscenza numerica dai 3 ai 6 anni

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