Didattica

I numeri decimali; dalla tavola gialla all’attività autonoma

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L’educazione è un processo naturale che si svolge spontaneamente nell’individuo, e si acquisisce non ascoltando le parole degli altri, ma mediante l’esperienza del mondo circostante.
Maria Montessori

Con l’utilizzo della tavola gialla per la rappresentazione concreta dei numeri decimali i bambini raggiungono in modo estremamente naturale quella sicurezza operativa che li porta gradualmente, ognuno secondo i propri tempi, ad abbandonare il materiale concreto e a procedere in modo sicuro e autonomo nel calcolo con i numeri decimali.

Con la tavola si eseguono facilmente addizioni e sottrazioni posizionando le perle corrispondenti ad ogni cifra nella rispettive colonne secondo il diverso valore posizionale. La tavola gialla si presta anche ad eseguire in modo concreto moltiplicazioni per 10, 100 e 1000 sia con i numeri interi che con i numeri decimali.

Lo stesso materiale risulta estremamente indicato anche per presentare le equivalenze, operando in modo concreto tra multipli e sottomultipli.Basta sostituire il posto delle unità con le unità di misura che si vogliono considerare, metro, grammo e litro e il resto verrà da sé…Attività individuale in autonomiaLa tavola gialla può essere trovata in commercio o costruita con materiale facilmente reperibile.L’utilizzo della tavola è estremamente semplice come si può facilmente dedurre dal breve video realizzato.

Attività di calcolo con i numeri decimali: moltiplicare e dividere per 10, 100 e 1000.L’attività si svolge in assoluta autonomia grazie alle tavole di controllo che permettono l’autocorrezione dell’errore e la verifica del risultato.Attività stampabile e video di utilizzo

Ritagliare le tessere e ricomporre la linea dei numeri decimali crescente e decrescente.

L’attività si completa con la verifica sulla tavola di controllo

Spunti editoriali ed altro ancora

Montessori-Store Numero per le fratture decimale

Montessori-Store – Perline per damiera (20 unità ciascuno)

Frazioni e numeri decimali in pratica. Schede e attività per la disabilità intellettiva

Le frazioni. Quaderno amico. Dal problema alla regola

Acqua, motore della storia

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Le prime comunità degli uomini vivevano nella savana africana.

Si nutrivano di ciò che raccoglievano o degli animali che cacciavano.

Quando l’uomo capì che le piante potevano essere coltivate e gli animali addomesticati, la sua vita cambiò e l’acqua diventò il vero motore del cambiamento.

Ci voleva acqua per coltivare e ci voleva acqua per gli animali; difficile, lungo e faticoso raccoglierla con pelli o contenitori di vario tipo…

Così l’uomo, circa 10000 anni fa, cominciò a fare ipotesi, a studiare soluzioni, a sperimentare, a scoprire, a progettare: doveva trasportare l’acqua.

E certo non poteva essere il compito di un uomo solo; era necessario organizzarsi, mettere in gioco le idee di tutti, riflettere e pensare; era necessario dividersi i compiti.

Gli Egizi addomesticarono così le acque del Nilo e i Sumeri quelle del Tigri e dell’Eufrate; insieme riuscirono a “catturare” l’acqua durante i periodi di piena per conservarla quando mancava.

Insieme progettarono canalizzazioni e costruirono paratoie che si aprivano e chiudevano per far scorrere l’acqua da un campo all’altro; fecero sbarramenti, crearono pozzi e punti di raccolta; e infine crearono e costruirono acquedotti…

Costruire un acquedotto in classe è un’attività estremamente divertente sia con i bambini più piccoli, partendo magari da una passeggiata per l’osservazione di uno dei tanti antichi acquedotti che si trovano in numerose città, che per i più grandi che si cimentano con lo studio dei Romani e con le loro grandi progettazioni architettoniche.

materiale scaricabile

L’acqua e il suo ciclo naturale

Questo materiale fa parte di una serie di attività più completa progettata per condurre ad una scoperta autonoma del ciclo dell’acqua attraverso schede di lettura, nomenclature arricchite, attività pratiche di rielaborazione.

Laboratorio minimo con l’acqua

Un “laboratorio minimo” attrezzato con materiali semplici e di uso comune, i bambini allenano la loro innata capacità di ragionare investigando la realtà che li circonda in modo giocoso

Il mio pianeta. Acqua. Osserva, sperimenta, crea!

Da dove viene l’acqua? Come si formano le nuvole? E l’arcobaleno? Questo libro risponde alle curiosità dei bambini e li invita a provare semplici esperimenti sull’acqua che rendono l’apprendimento attivo e divertente.

C’era una volta una goccia. Ediz. a colori

Di rima in rima, tra mille sfumature di blu, il libro racconta la storia e il ciclo dell’acqua: da pioggia a grandine, da neve a nuvola, da fiume a lago, mare e di nuovo cielo. Ricco di spunti per disegnare l’acqua, è ideale per laboratori artistici.

La grammatica? Una favola!: Il paese delle parti del discorso Maria Montessori

Con Maria Montessori anche la grammatica acquista un sapore diverso. Inizia con una favola che si svolge in un paese fantastico: quello delle parti del discorso: lì i bambini incontrano un principe con i suoi aiutanti, un sole rosso che fa splendere tutte le cose ed una luna color arancio che lo fa risaltare ancor di più; incontrano anche strani segnali verdi che indicano direzioni e treni dai vagoni speciali in grado di connettere ogni cosa.

Arte a scuola: educare allo stupore

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Bambine e bambini di ogni età sono sempre attratti dal disegno e dalle immagini, sia come fruitori che come produttori.

Matite, pennarelli, tempere, pastelli e acquerelli sono sempre una festa.

Disegnare è esprimere, è sondare il proprio sentire, è modificare il proprio modo di guardare.

É imparare ad osservare.

Ma ciò che spesso si sottovaluta è lo stupore che i bambini esprimono davanti ad un’opera d’arte.

Se solo li abituassimo a farlo, ci stupiremmo di quanto i bambini siano abili nell’osservarne i più piccoli particolari di un’opera, nel fare le loro ipotesi interpretative e nell’individuare e nominare le emozioni e le suggestioni che ne nascono.

Si tratta di una vera e propria alfabetizzazione artistica che non si limita alla sola parte produttiva, ma si apre anche a quella esplorativa e conoscitiva.

Favorire un’alfabetizzazione artistica completa vuol dire mettere bambine e bambini nella condizione di esprimersi anche attraverso l’intelligenza visuo-spaziale, ovviamente strettamente connessa alle arti visive.

Favorire occasioni di espressione attraverso l’attenzione a tutte le intelligenze multiple, vuol dire garantire a tutti la possibilità di esprimersi secondo la propria individualità e la propria particolare diversità.

Educare all’arte vuol dire anche educare a quella diversità di stile e di sentire che da sempre la caratterizzano:

Ma non solo, aprire le porte all’arte classica e contemporanea, permettere ai bambini di incontrare, attraverso le opere d’arte, classiche e contemporanee, non solo la storia e la cultura del proprio Paese, ma anche di quelli più lontani nel tempo e nello spazio.

L’arte diventa quindi un altro modo e un altro strumento per parlare di diversità storica e culturale attraverso un canale che non sia solo narrativo e verbale, ma che sia capace di abbracciare anche ciò che si vede e ciò che si sente.

Incontrare Picasso e Botero.

osservare e sperimentare.

Attraverso il susseguirsi delle carte relative ai due artisti , i bambini possono seguire un percorso di scoperta autonoma degli artisti e di ciò che maggiormente li caratterizza .

Le carte si prestano a rielaborazioni individuali sotto forma di narrazione per capitolati o di mappe.

Alle carte esplorative segue una carta con spunti operativi per mettersi all’opera secondo lo stile dell’artista scoperto.

Pablo Picasso in 10 carte (estratto: vita e spunti creativi)

Fernando Botero in 10 carte…più una ( estratto: stile e spunti creativi)

 

La storia dell’arte raccontata ai bambini

NATIONAL GEOGRAPHIC KIDS – Libro di Frida Kahlo per Bambini

NATIONAL GEOGRAPHIC KIDS – Vincent van Gogh: Edizione Illustrata a Colori 

L’arte spiegata ai bambini della scuola primaria 

14/3 – 3/14 Pi Greco Day

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3,14159 26535 89793 23846 26433 83279 50288 41971 69399 37510 58209 74944 59230 78164 06286 20899 86280 34825 34211 7067…

Il 14 marzo è il Pi Greco Day.

Perché?

Nella notazione anglosassone il mese di marzo, indicato con 3, precede il giorno, 14: si forma così il numero 3,14 il valore approssimato alla seconda cifra decimale, della famosa costante chiamata Pi greco.

Quella del pi greco è davvero una lunga storia che parte dai Babilonesi, passa per l’Egitto e la Grecia fino ad arrivare ai più moderni calcolatori che riescono a darci miliardi di cifre decimali sfruttando il metodo ideato da Archimede.

Una lunga storia che, oggi come ieri, è ricca di prospettive future e futuribili, a patto che ognuno di noi sia disposto a cercarle e a fare in modo che la matematica, Archimede, l’infinità dei numeri, la perfezione del cerchio e la certezza della sua costante entusiasmino i più piccoli e i più grandi…

14 marzo: una data speciale

Potremmo dire che il 14 marzo è una data davvero speciale: nello stesso giorno in cui oggi ricordiamo il pi greco day, esattamente 144 anni fa, il 14 marzo del 1879 nasceva Albert Einstein e solo 6 anni fa, il 14 marzo del 2018 moriva Stephen Hawking.

Quella che propongo nel video è un’attività concreta per scoprire la costante di Archimede e il rapporto tra diametro e circonferenza.

Ci vorranno davvero poche cose, ma quella della costante è sempre e comunque una scoperta in grado di stupire.

Materiale necessario:

Oggetti rotoli di cui tracciare il perimetro, la circonferenza

Forbici per ritagliare i cerchi ottenuti, spago e righello per misurare e confrontare.

Con pochi semplici passi i bambini scopriranno in modo autonomo la costante di Archimede e il rapporto che lega diametro e circonferenza indipendentemente dalla grandezza del cerchio.

Scopriranno che la misura della circonferenza del cerchio piccolo è 3 volte e un pezzettino rispetto al suo diametro e, con sorpresa, che anche quella cel cerchio più grande è sempre tre volte e un pezzettino rispetto al suo diametro!

Video realizzazione dell’esperienza

Spunti editoriali

Tutto insieme con il Pi Greco

Per scoprire fascino e l’utilità della matematica e la sua costante presenza nella vita quotidiana.

I magnifici dieci. L’avventura di un bambino nella matematica

Perché le cifre sono 10? Quanti conigli aveva Fibonacci? Perché è proibito dividere per zero? Davvero conchiglie e fiori seguono leggi matematiche? E Pitagora, come spartiva con gli amici le sue tavolette di cioccolata? Una avvincente narrazione intorno alla matematica, raccontata con le parole di un ragazzo, vicina alla realtà di tutti i giorni, per suscitare e stimolare la curiosità e la creatività 

Tutti in cerchio. La geometria diventa facile

Punti, angoli, figure geometriche e perimetri; la geometria si fa appassionante come il migliore dei romanzi.

La geometria del faraone

Antico Egitto: piramidi, confini degli orti, misure e calcoli…la geometria prende vita.

Una fiaba per raccontare la nascita della geometria, mostrandone i primi strumenti e i primi concetti.

Pi greco day: Didone, la corda, la circonferenza e il cerchio

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by montessorianamente

Sperimentare la geometria e le caratteristiche delle figure isoperimetriche attraverso una didattica che procede per scoperte.

Un’attività concreta che parte da molto lontano; dall’astuzia e dalle incredibili capacità matematiche della bellissima principessa Didone alla fondazione di Cartagine.

La narrazione della leggenda di Didone e della fondazione di Cartagine ( disponibile anche in video) può essere da spunto per la verifica sperimentale : figure isoperimetriche e aree.

Si ritagliano quattro strisce di carta e si preparano perle colorate per i riempimenti.

Con le quattro strisce di carta si realizzano quattro figure isoperimetriche: un triangolo, un quadrato, un esagono e una circonferenza.

Si procede misurando empiricamente l’area del triangolo, riempiendone la superficie di perle colorate dello stesso colore.

Trasferendo le perle utilizzate per riempire la superficie del triangolo nel quadrato si scopre che non sono sufficienti. Si aggiungono così le perle necessarie a riempirlo, utilizzando, se possibile, perle di un colore diverso per dare maggiore evidenza alla scoperta.

Sempre per trasferimento si riempiranno e si aggiungeranno perle prima nell’esagono e poi nel cerchio.

Bambini e bambine scopriranno in modo naturale che figure isoperimetriche hanno aree diverse e che tra tutte le figure isoperimetriche, il cerchio è quello con l’area massima.

Realizzazione video dell’esperienza: Didone e la fondazione di Cartagine

Tutti insieme con il Pi Greco 

Per scoprire fascino e l’utilità della matematica e la sua costante presenza nella vita quotidiana.

Archimede e le sue macchine da guerra 

Archimede di Siracusa è stato un grande matematico e fisico dell’antica Grecia. Le sue leggi e i suoi teoremi sono ancora basilari per la scienza odierna. La sua genialità è nota da sempre per l’esclamamzione “Eureka!”. In questo libro Archimede ci racconta delle sue riflessioni, delle sue ricerche delle terribili macchine da guerra, realizzate suo malgrado

Fai spazio alla geometria. Pazzi per la matematica. Con adesivi 

Forme geometriche, figure e formule, attraverso una giochi, quiz e attività proposti secondo un grado di difficoltà progressiva

Pi greco giorno spirale 3,14 Pi greco numero matematica Maglietta

Maped 191690 – Compasso scolastico Kid’Z, per principianti

con punta di sicurezza e anello adattatore

Maria Montessori, la storia e l’eroe senza volto

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La cosa più semplice e chiara è l’ origine delle cose: il bambino deve avere
l’ origine delle cose perché l’ origine e più chiara e più naturale per la sua mente.
Noi dobbiamo semplicemente trovare un materiale per rendere l’origine accessibile.

Maria Montessori

 Andare all’origine delle cose, raccontare il mondo semplicemente attraverso la narrazione degli eventi che, da soli, hanno il potere di condurre i bambini in modo spontaneo verso l’origine delle cose, liberandolo di fatto da un atteggiamento passivo e rendendolo costruttore attivo non solo del proprio percorso di apprendimento, ma anche del proprio pensiero e dei propri sogni.

In riferimento alla storia, quello scelto da Maria Montessori, non è un percorso fatto di eroi , ma un percorso fatto insieme da donne, uomini e bambini; l’eroe di ogni periodo storico non sono mai un solo uomo o una sola una donna, ma l’umanità stessa.

Il vero eroe è l’uomo comune, che rimane nascosto e senza volto: quell’uomo o quella donna in cui ognuno in ogni epoca si può facilmente ritrovare.

L’umanità è l’eroe senza volto perché fatto di milioni di volti:è lei l’autentica e vera protagonista della storia.

La storia delle conquiste umane è qualche cosa di reale, una testimonianza viva della grandezza dell’uomo; è facile portare i bambini a commuoversi all’idea che milioni di persone come loro lottano fisicamente e moralmente per risolvere i problemi della vita e che tutti danno il loro contributo, anche se può capitare che la soluzione sia trovata da un solo uomo.

Maria Montessori

L’esercito di terracotta e il primo imperatore cinese.

Un materiale per conoscere, scoprire e generare curiosità da soddisfare anche in percorsi creativi e individuale.

Quello che si propone è una materiale composito che attraverso la narrazione racconta del primo imperatore della Cina, della progettazione del suo mausoleo e dell’esercito di terracotta che avrebbe dovuto proteggere lui e il suo impero nell’aldilà; ma racconta anche della realizzazione delle statue e delle loro incredibili particolarità, del loro straordinario ritrovamento e molto altro ancora.

Il percorso si arricchisce anche di una laboratorio di scrittura creativa che può anche essere fatto a stazioni: quattro sono le consegne creative e quattro i gruppi.

Ogni gruppo ha una un compito di scrittura creativo da compiere.

A turno ogni compito compie l’intero viaggio di scrittura creativa.

Il prodotto finale comprenderà 16 racconti che ogni gruppo potrà leggere e condividere con i compagni.

La leggenda dell’esercito di terracotta con laboratorio di scrittura creativa

Giochiamo papà?

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Giocare è una cosa seria

Bruno munari

Dagli antichi Egizi alla costruzione del gioco per la festa del papà

Le ricerche svolte in classe sugli Egizi hanno portato anche alla scoperta dei loro giochi più popolari.

Ne è nata l’idea di un laboratorio di costruzione del gioco con la realizzazione del tavoliere, delle pedine, dei bastoncini e del libretto delle regole.

Un po’ di storia

Il Senet nasce come gioco per pochi, d’élite: pare infatti che in origine (V-IV millennio a.C.), fosse un passatempo riservato ai soli faraoni

In molte tombe, anche tra le più famose, come quelle di  Tutankamon o Nefertar sono state ritrovate scacchiere e tavolieri, ma anche illustrazioni e indispensabili citazioni all’interno dei geroglifici per ricostruirne le modalità di gioco. 

La regina Nefertari gioca a Senet contro un avversario invisibile

Solo più tardi, intorno al 1500 a.C., una variante del gioco iniziò a diffondersi e a divenire popolarissima anche nel resto della popolazione, bambini compresi.

Senet letteralmente significa “passaggio” e non è difficile intuire perché alcuni studiosi abbiano potuto ipotizzare che nel complesso sistema di credenze egizie legate all’aldilà, si potesse ritenere che le sorti del defunto dopo la morte potessero essere legate anche al risultato di una partita di Senet, giocata contro un avversario invisibile.

SCOPO DEL GIOCO è portare in salvo nell’aldilà tutte le proprie pedine.

Elementi da costruire: tavoliere con 30 caselle, 10 pedine e 4 bastoncini

REGOLE: le pedine seguono un percorso bustrofedico, “a serpente” che parte dalla prima casella a sinistra e termina nell’ultima casella a destra.

Il gioco inizia con le pedine fuori dal tavoliere, il primo tiro con punteggio più alto stabilisce quale giocatore inizierà per primo il percorso.

Gli Egizi non usavano i dadi, ma dei bastoncini a due facce, una bianca e l’altra nera e, a seconda di come cadevano dopo il lancio, determinavano il punteggio:

1 bastoncino chiaro= 1 avanzamento e si ritira

2 bastoncini chiari = 2 avanzamenti

3 bastoncini chiari=3 avanzamenti

4 bastoncini chiari=4 avanzamenti e si può ritirare

4 bastoncini scuri= 5 avanzamenti e si ritira

Le pedine possono:

1) muoversi in una casella vuota avanzando;
2) muoversi in una casella vuota scavalcando le proprie pedine. Non c’è limite al numero di pedine proprie che si possono scavalcare;
3) si possono scavalcare anche le pedine avversarie, ma non più di due;
4) non si può terminare il movimento in uno spazio già occupato da una propria pedina;
5) si può terminare il movimento nello spazio occupato da una pedina avversaria se questa non è “protetta”, cioè non c’è un’altra pedina davanti a lei. In questo caso viene “attaccata” e “catturata” per mezzo di uno scambio di posto, collocandola nel punto da cui avevamo iniziato il nostro movimento;
6) Se un giocatore non può muovere avanti nessuna delle sue pedine, allora salta il turno.

Il gioco completo: tavola, carta speciali e bastoncini

MOVIMENTI SPECIALI E USCITA DAL TAVOLIERE: alcune caselle, segnate dai geroglifici corrispondenti, permettono di compiere dei movimenti speciali:

Casella 15 : Casa della Rinascita; casella in cui le pedine non possono essere attaccate ed è anche il punto in cui deve tornare chi cade nella casella 27;

Casella 26: Casa della Vita; casella in cui le pedine non possono essere attaccate e per uscire è necessario un tiro preciso da 5.

Casella 27 : Casa delle Acque; le pedine che finiscono qui cadono nelle acque e rinascono nella Casella 15. Se questa è occupata, ritornano alla I casella.

Casella 28: Casa delle 3 Verità; le pedine le pedine non possono essere attaccate, per uscire è necessario un tiro preciso da 3.

Casella 29: Casa di Iside; le pedine non possono essere attaccate, per uscire è necessario un tiro preciso da 2.

Casella 30: Casa di Horus; le pedine non possono essere attaccate, per uscire è necessario un tiro preciso da 1.

Dato che le caselle 26, 28, 29, 30 non possono essere attaccate l’avversario non può prendere il loro posto e quindi deve passare il turno finché non si liberano.

Tavoliere pronto per la stampa per la costruzione del gioco

Egizi: 1

un viaggio nel tempo alla scoperta degli Egizi: vita quotidiana, religione, arte…

Le grandi civiltà del mondo antico 

Un grande volume illustrato per scoprire ed esplorare l’affascinante mondo delle antiche civiltà: Sumeri e Babilonesi, Egiziani, Greci, Etruschi, Romani, Maya, Aztechi e Inca, Cinesi, Anglosassoni e Vichinghi. Una panoramica sui grandi popoli che abitavano il nostro pianeta e dai quali discendiamo: cibo, indumenti, gioielli, abitazioni, mitologia, comunicazione, armi e guerra, leggi, strutture sociali, scrittura, educazione e molto altro.

La grande enciclopedia della storia

Viaggiare indietro nel tempo e prendere parte alla caccia al mammut, marciare insieme a un soldato romano e volare con i fratelli Wright sul primo aeroplano a motore. Scoprire come si svolgeva una tipica giornata medievale e il modo in cui l’invenzione della stampa ha cambiato il corso degli eventi. Esplorare i luoghi e gli avvenimenti del passato attraverso sorprendenti immagini ricostruite grazie a una computer grafica di ultima generazione.

Vita dei bambini nell’antico Egitto. Usi, costumi e stranezze nella terra dei faraoni 

Un libro per scoprire le differenze tra la vita dei bambini di oggi e quella dei loro coetanei nell’antichità.

L’antico Egitto. Viaggia, conosci, esplora. Ediz. a colori. Con puzzle 

Un piccolo libro per racconta l’antico Egitto, e un puzzle da 200 pezzi per ricercarne e ricostruirne tutti i dettagli.

Vorrei che tu fossi una donna-Oriana Fallaci

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Lettera a un bambino mai nato Oriana Fallaci

Un libro dedicato da una donna a tutte le donne per tenere vivo un dialogo che non deve interrompersi mai.

Vorrei che tu fossi una donna.

Una donna e il suo bambino, quello che deve ancora nascere, quello che sogna, che immagina e che inventa.

Sarai un uomo o una donna?

Vorrei che tu fossi una donna. Vorrei che tu provassi un giorno ciò che provo io: non sono affatto d’accordo con la mia mamma la quale pensa che nascere donna sia una disgrazia. La mia mamma, quando è molto infelice, sospira: Ah, se fossi nata uomo! Lo so: il nostro è un mondo fabbricato dagli uomini per gli uomini, la loro dittatura è così antica che si estende perfino al linguaggio. Si dice uomo per dire uomo e donna, si dice bambino per dire bambino e bambina, si dice figlio per dire figlio e figlia, si dice omicidio per indicar l’assassinio di un uomo e di una donna. Nelle leggende che i maschi hanno inventato per spiegare la vita, la prima creatura non è una donna: è un uomo chiamato Adamo. Eva arriva dopo, per divertirlo e combinare guai.
Nei dipinti che adornano le loro chiese, Dio è un vecchio con la barba: mai una vecchia coi capelli bianchi. E tutti i loro eroi sono maschi: da quel Prometeo che scoprì il fuoco a quell’Icaro che tentò di volare, su fino a quel Gesù che dichiarano figlio del Padre e dello Spirito Santo: quasi che la donna da cui fu partorito fosse un’incubatrice o una balia. Eppure, o proprio per questo, essere donna è così affascinante. E un’avventura che richiede un tale coraggio, una sfida che non annoia mai.
Avrai tante cose da intraprendere se nascerai donna.

Vorrei che tu fossi una donna a fare tutta la differenza, ma se nascerai uomo io sarò contenta lo stesso e affiderò a te un compito importante: combattere a fianco di tutte le donne perché finalmente siano libere.

Oriana Fallaci

Attività in classe

In un percorso dedicato all’educazione civica leggere il brano scritto da Oriana Fallaci stimola la riflessione sulle differenze di genere.

Il materiale scaricabile presenta anche un percorso di riflessione individuale sul pensiero dell’autrice e sulla nostra società.

Lettera ad un bambino mai nato

Le più belle storie di donne coraggiose

Racconti di ragazze coraggiose dai miti greci. Storie di ragazze coraggiose

Storie della buonanotte per bambine ribelli 

Le nomenclature e la fame di parole

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La sete di parole nei bambini è insaziabile e la possibilità di impararne inesauribile

Maria Montessori – La mente del bambino

Nella primissima infanzia Maria Montessori individua una fame di parole che contraddistingue indifferentemente tutti i bambini.

Questa fame di parole può essere definita come una particolare sensibilità verso le parole nuove .

Le parole “assorbite” nella prima infanzia sono davvero tantissime; attraverso le parole i bambini classificano il mondo che li circonda attraverso le corrispondenze tra ciò che si osserva e ciò che lo identifica.

Data l’ efficacia dimostrata dal loro utilizzo, le nomenclature sono state ampliate comprendendo le categorie più disparate.

Le nomenclature sono sempre organizzate per appaiamento in modo da rispondere proprio a quella particolare esigenza del bambino di mettere ordine e di dare nomi: immagine e parola.

Le nomenclature possono essere preparate per arricchire il lessico riguardo a ciò che ci circonda-animali, i giochi, fiori, ambienti, cose calde o cose fredde, animali che nuotano o che strisciano- e adatte anche ai bambini piccolissimi che, attraverso l’associazione di immagine e parola, si avviano in modo spontaneo alla lettoscrittura.

Le nomenclature si arricchiscono poi di classificazioni sempre più differenziate che portano all’acquisizione del linguaggio specifico e scientifico: pesci, anfibi, rettili, uccelli, mammiferi; parti delle piante, dei fiori e del suolo.

Le nomenclature possono essere preparate per la matematica e la geometria: frazioni, figure piane, solidi…; ma anche per le difficoltà e le particolarità ortografiche e per la grammatica: le parole con -cu, -cq, sci, che…o con i simboli grammaticali per il nome, l’articolo…

E più la capacità di lettura aumenta e più le nomenclature si arricchiscono di parti aggiuntive che specificano funzioni e caratteristiche di ciò che le parole identificano.

Le nomenclature sono vere e proprie carte, belle, colorate, attrattive.

Una nomenclatura è suddivisa in tre parti: la carta parlata con l’immagine e la parola; la carta muta, con la sola immagine e il cartiglio con la sola parola.

Usando le nomenclature, il bambino non solo impara i nomi delle cose, ma viene stimolato a elaborare connessioni mentali e anche se, all’inizio, le connessioni saranno semplici e talvolta inconsce, predispongono i bambini alla ricerca di ulteriori informazioni e arricchimenti.

Quello che può sembrare un gioco è in realtà una vera formazione che permette di organizzare la mente, creando categorie e operando classificazioni.

I favi, le api e il conteggio; miniserie

Il materiale, adatto ad una classe I/II,  presenta un’attività divertente pensata per contare, ma anche per leggere e scrivere.

Ci schede propongono 10 problemi per le addizioni entro il 20.

Il risultato, una volta individuato e verificato con il materiale a disposizione, può essere indicato a lato con una pinza e poi trascritto sul quaderno.

L’attività presenta anche una scheda da leggere per conoscere e scoprire le caratteristiche del favo.

Sperimentare la geometria

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Le attività con i triangoli costruttori permettono ai bambini una visuale diversa delle figure piane.

Non più semplicemente triangolo, quadrato, rettangolo e trapezio, ma un triangolo isoscele fatto da due triangoli rettangoli, un quadrato formato da due triangoli, un rettangolo formato da due quadrati o da quattro triangoli e un trapezio formato da un quadrato e un triangolo o molto molto altro ancora.

Le figure piane acquisiscono una loro posizione all’interno dello spazio; una posizione che si origina da rotazioni, traslazioni e composizioni.

Una figura non è mai solo se stessa, ma può essere vista come una composizione di figure.

L’osservazione di una figura si arricchisce di una visione più propriamente geometrica che va oltre la prima percezione facendo spazio a ipotesi e nuove creazioni.

I poligoni regolari si compongono e si scompongono dando origine a ipotesi deduttive di notevole rilevanza cognitiva.

Dopo le sperimentazioni con il materiale concreto, si può passare ad un livello che si avvicina maggiormente all’astrazione.

Quella proposta per il calcolo dell’area dei poligoni regolari è un’attività che ancora una volta parte dalla sperimentazione concreta, ma per condurre verso l’autonomia operativa.

Dalla figura al calcolo dell’area

I primo passo è quello della squadratura del foglio con squadra e compasso.

Dal punto di incontro delle diagonali si traccia una circonferenza e si procede con la costruzione tecnica dell’esagono.

L’esagono risulta visibilmente suddivisibile in sei triangoli che vengono colorati diversamente.

I triangoli, colorati e ritagliati, possono essere messi in fila rendendo spontanea la deduzione:

area di 6 triangoli= area esagono 6x(bxh):2= area esagono

L’altezza del triangolo è uguale alla misura dell’apotema dell’esagono (distanza dal centro al lato) e la sua base è uguale al lato dell’esagono; in modo altrettanto spontaneo, osservando i triangoli colorati, i bambini deducono che:

6 volte la misura del lato= alla misura del perimetro

l’area dell’esagono sarà dunque facilmente calcolabile utilizzando la formula naturalmente dedotta

A = P x apotema

Le carte per l’attività autonoma

Una serie di carte numerate propone un percorso di analisi e riflessione sui poligoni regolari:

definizione, principali poligono regolari, apotema, numeri fissi, tabella dei numeri fissi, formule inverse e modalità di ricavo e tabella delle formule inverse.

Chiude il percorso di studio una serie di 6 problemi con i poligoni regolari tutti rigorosamente con tavola di controllo.

Due schede di lavoro che partendo dalle caratteristiche dei poligoni regolari, definiscono e chiariscono il concetto di apotema e guidano alla deduzione dell’area dei poligono regolari.

La scheda propone un esagono già suddiviso in triangoli pronto per l’attività autonoma di deduzione per l’area secondo le modalità sopra indicate.

Pi greco day

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L’intelligenza delle mani 

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Per una matematica inclusiva ed accessibile: Maria Montessori ed Emma Castelnuovo

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Alla scoperta dell’angolo

…perché la mente è meno democratica delle mani Emma Castelnuovo

La geometria è vedere con gli occhi della mente.

É vedere i mutamenti e le trasformazioni, è percezione di movimento, non di staticità.

Ma poiché, come amava dire Emma Castelnuovo, la mente è meno democratica delle mani, per dare la possibilità a tutti di fare scoperte è necessario utilizzare strumenti che permettano di vedere la dinamicità delle forme e le trasformazioni delle figure individuandone in modo intuitivo le regole e le proprietà sottese.

Emma Castelnuovo si è dedicata tutta vita alla didattica della matematica elaborando materiali e strategie per renderla visibile, democratica e accessibile; lo fece con materiali semplici e alla portata di tutti, ma estremamente efficaci per incuriosire, sperimentare e scoprire.

Emma Castelnuovo, esattamente come M. Montessori, parte dalla concretezza, dalla mano che opera, muove e sposta ripetutamente fino a che l’apprendimento non emerge con tutta la sua forza attiva, creativa e costruttiva.

Semplici spaghi, elastici e barrette di ferro, plastica o cartone offrono infatti infinite possibilità per sperimentare anche i concetti più difficili che, solo in un secondo momento, giungono al grado della concettualizzazione e dell’astrazione.

Per guidare i bambini alla scoperta dell’angolo ho realizzato una tavoletta usando chiodi e spaghi come soleva fare Emma Castelnuovo e utilizzato i materiali montessoriani per le frazioni.

Muovendo i due elastici si rendono evidenti lati, vertici e ampiezze.

Con il materiale delle frazioni si rendono evidenti i rapporti; un angolo giro, un angolo retto e un angolo piatto; un intero, 1/4, 1/2…

Materiale scaricabile

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Strumenti

Quadrilatero per L’Insegnamento della Scuola Angoli Geometria Kit Dimostratore in Aula Esplora Matematica Giochi di Giunzione Triangolare 

Per un apprendimento concreto e intuitivo alla scoperta di quadrilateri e triancgli e della giunzione triangolare

Goniometro da 360 gradi Toyvian con braccio girevole per studenti della scuola primaria Goniometri rotanti in plastica trasparente a cerchio pieno

Il braccio oscillante fornisce una guida a bordo diritto per disegnare gli angoli.

Fityle Kids Childhood Montessori Sviluppo

Cerchi di frazioni magnetici in schiuma morbida 

Spunti editoriali

Didattica della matematica

Emma Castelnuovo è stata una grande praticante riflessiva della didattica della matematica, molto nota a livello internazionale. Il libro “Didattica della matematica” è articolato in diversi capitoli che consentono di ricostruire la storia dell’educazione matematica e dei programmi di matematica

Psicogeometria. Dattiloscritto inedito

Il libro riporta in modo maturo e sintetico i punti salienti del Metodo Montessori e mostra come l’apprendimento della geometria sia un modo molto efficace di sviluppare le potenzialità della mente matematica; propone numerose attività concrete estremamente interessanti per l’analisi e lo studio geometria.

Sono quello che voglio essere

by

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso , di razza, di lingua , di religione, di opinioni politiche , di condizioni personali e sociali.

E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

art. 3 Costituzione italiana

L’articolo 3 della nostra Costituzione stabilisce uno dei compiti prioritari e principali della nostra Repubblica: rimuovere gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona.

Un compito difficile fatto di costanti sfide giornaliere.

E parlare di dignità sociale e di ostacoli è uno degli argomenti da affrontare anche in occasione della Giornata Internazionale della donna, perché non sia solo un giorno come tanti anche se colorato di giallo, profumato di cioccolata e carico di slogan, ma un giorno da cui ripartire per iniziare un cammino diverso.

Posso essere quello che voglio solo se

-non ci sono ostacoli ad impedirlo

-si hanno avute le possibilità di crescere e formarsi secondo i propri talenti e le proprie inclinazioni

Dietro a “Posso essere quello che voglio essere” c’è un percorso di consapevolezza e di valorizzazione della ricchezza del capitale umano di un intero Paese che, oggi più che mai, sembra procedere claudicante verso un incerto domani.

Dietro a “Posso essere quello che voglio essere” c’è un percorso di strade parallele che garantiscono davvero le pari opportunità, la vera uguaglianza e una sana crescita per tutte e tutti in ogni contesto e in ogni luogo.

Dietro a “Posso essere quello che voglio essere” c’è una scuola che lotta e che educa, consapevole di possedere quell’unico e prezioso antidoto capace di annientare gli stereotipi strutturati e quelli nuovi e nascenti, quelli stereotipi che condizionano i rapporti sociali e impediscono la libera realizzazione dei sogni e della personalità di ognuno in campo familiare, scolastico e sociale.

Quando una donna, una ragazza o una bambina rinunciano a un sogno, a un’ambizione o anche solo a un interesse, per la scuola, la società e il Paese intero è una sconfitta; tutti hanno perso in ugual misura uno straordinario potenziale.

Forse il vero messaggio da dare alla bambine dovrebbe essere proprio un messaggio di coraggio e fiducia : non c’è niente che tu non possa fare. Solo l’impegno può fare la differenza.

Posso essere quello che voglio https://www.unicef.it/diritti-bambini-italia/pari-opportunita/

Una scheda di lettura, adatta ad un percorso di italiano o di educazione civica, sull’origine della festa Internazionale della donna e per riflettere sui cambiamenti storici, sociali e politici che l’hanno determinata, ma anche ricca di attività per riflettere sugli stereotipi di ieri e di oggi e iniziare a pensare ad un cammino diverso.

Una miniserie di problemi al profumo di mimosa che richiedono competenze diverse. La tavola di controllo permette la verifica autonoma dell’attività.

Perché la grammatica non è un libro…

by

Presentare la grammatica attraverso giochi ed esperimenti; il piacere della scoperta fa tutto il resto…

 Nella Psicogrammaticadocumento rimasto inedito per decenni, M.Montessori presenta in modo compiuto la sua prospettiva glottodidattica.

M.Montessori individua un periodo sensitivo del linguaggio all’interno del quale il bambino piccolo, per semplice esposizione, attraverso la mente assorbente, ripete proprio ciò che percepisce dall’esterno..

L’apprendimento consiste dunque nel portare a livello di coscienza quanto recepito in modo spontaneo e naturale, dando ordine a parole e frasi, in modo riconducibile all’esperienza diretta dei bambini.

Nei primi due anni della scuola primaria l’approccio alla riflessione linguistica avviene principalmente mediante esperienze senso-motorie e giocose: la differenza tra azioni diverse, quali ad esempio bagnare e asciugare, avviene in modo diretto con l’utilizzo di acqua e straccio o attraverso i “comandi”- apri la finestra; chiudi la finestra-; il piano dell’astrazione viene introdotto in un secondo momento attraverso il ricchissimo materiale proposto nelle scatole grammaticali secondo un processo inverso rispetto a quello iniziale e socializzante. 

Quello delineato nella Psicogrammatica, è un percorso di riflessione e analisi che porta i bambini all’individuazione dei nove simboli che rappresentano le nove parti del discorso operando, così come diceva M.Montessori un’analisi simbolica.

I simboli sono raggruppati in tre gruppi:

famiglia del nome (sostantivi, articoli, aggettivi e pronomi)

famiglia del verbo (verbi e avverbi)

aiutanti (congiunzioni, preposizioni, interiezioni)

Analisi grammaticale con i simboli

La stella dell’analisi logica di M.Montessori si rivela uno strumento estremamente efficace per riflettere sulla funzione delle parole all’interno della frase .

Predicato e soggetto sono sulla stessa linea del complemento oggetto perchè direttamente collegati.

Intorno a loro la stella si arricchisce dei complementi indiretti.

La frase da analizzare viene riscritta in autonomia e ritagliata nei sintagmi che la compongono.

Partendo dal riconoscimento del predicato, con il supporto del materiale, mano a mano, tutti i sintagmi vengono collegati ai rispettivi complementi.

L’attività può poi proseguire con il supporto della striscia grammaticale e della stella dell’analisi logica.

presentazione video del materiale:

una guida operativa completa su come usare il metodo Montessori in classe. Coprono tutti gli aspetti dello sviluppo del bambino e sono validati dalla Fondazione Montessori Italia. Questo album è dedicato alle attività di lettura e grammatica per i primi anni della scuola primaria.

La grammatica? Una favola! Il paese delle parti del discorso Maria Montessori

Con Maria Montessori anche la grammatica acquista un sapore diverso. Inizia con una favola che si svolge in un paese fantastico: quello delle parti del discorso dove i bambini incontreranno tutti i personaggi delle parti del discorso…

GUMEI Montessori Language Toy Legno Grammatica Simboli Esercizi linguistici Giocattoli

Per una grammatica concreta; ogni parte del discorso un simbolo: nomi, pronomi, verbi, aggettivi, avverbi, articoli, preposizioni, congiunzioni, interiezioni.

Montessori Grammatica Simboli – I cuore Montessori Maglietta

Una lunga e bella storia: gli Egizi e le api

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Il dio Ra pianse, le lacrime scese dai suoi occhi caddero a terra e si trasformarono in api. 

Le api rivestono un ruolo importantissimo per l’ambiente e la loro stretta interdipendenza era già palese al tempo degli antichi Egizi.

Gli Egizi svilupparono infatti un forte legame con le api nella piena consapevolezza di quanto fossero fondamentali per il mantenimento dell’equilibrio ambientale e per il benessere della loro società; testimonianze di questo forte e sacro legame si ritrovano in raffigurazioni, simboli di scrittura e miti.

Il mito più famoso è quello che narra di come le api furono create dalle lacrime del dio del sole, Ra.

Forse proprio per questo il miele era chiamato la “rugiada del sole” ed era considerato un alimento sacro, destinato solo a pochi: divinità, re e sacerdoti.

Ma non solo, gli Egizi erano affascinati anche dall’ incredibile vita comunitaria di questi straordinari insetti e vedevano nella loro perfetta organizzazione la rappresentazione di una comunità ideale, in cui ciascuno collabora per il bene comune. 

Attività in classe

In occasione delle giornata mondiale delle api, quando tutti ci impegniamo a celebrarle coralmente e accendiamo insieme i nostri fari su questi fantastici insetti scoprendone meraviglie e segreti, promettiamo di prendercene cura nel tempo.

Il tempo diventa un parola dai mille significati: ieri, oggi, domani…

Perché oggi questa cura e questa promessa si rendono particolarmente necessarI?

Il fascino verso le api e l’attenzione e la cura a loro dedicata nascono solo in tempi moderni?

E se facessimo un salto indietro, un salto lungo quasi 4000 anni, fino ai tempi degli antichi Egizi, cosa potremmo scoprire?

Ricerche, attività e curiosità possono offrire importanti spunti di riflessione sull’uomo di oggi e di ieri, sulle rispettive società e sulle diverse condizioni di vita e magari spingerci a immaginare qualcosa di diverso per la società di domani…

Montessorianamente Libri

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Spunti editoriali e non solo…

Mitologia Egizia: Divinità, Faraoni, e Mostri dell’Antico Egitto: Storie Affascinanti e Leggendari Racconti dei Miti Egizi 

Mitologia Egizia per bambini: Storie Leggendarie di Faraoni e Divinità dell’Antico Egitto 

L’antico Egitto. Viaggia, conosci, esplora. Ediz. a colori. Con puzzle

Vita dei bambini nell’antico Egitto. Usi, costumi e stranezze nella terra dei faraoni

Gioca con una giornata nell’antico Egitto. Museo egizio. Ediz. illustrata 

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Ecologia. Il mio pianeta. Osserva, sperimenta, crea! 

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L’ecologia spiegata ai bambini. Ediz. a colori

Educare al consenso

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Tuttora si considera normale baciare i bambini, scompigliare loro i capelli, dare pacche sul sedere, pizzicotti sulle guance, giusto per simpatia. Cercai di far capire che il bambino ha la stessa dignità e gli stessi sentimenti di un adulto. La differenza è che gli adulti hanno maggiore potere e questo fa credere che certi modi di fare verso i bambini siano più leciti.
Maria Montessori

Educare al consenso sin dalla primissima infanzia, addirittura ancor prima dei due anni, prima che l’esplosione del linguaggio permetta un’espressione verbale di ciò che si desidera, prima ancora che un sì o un no possano fare da chiarificatori.

Molti sono i segnali: il pianto, un divincolarsi, una serie di sbadigli o una particolare tensione del corpo,ma anche un allontanamento fisico che può manifestarsi semplicemente con il girare la testa, gattonare e camminare altrove o ancora più banalmente mostrando disinteresse verso ciò che è intorno o ciò che viene mostrato.

Maria Montessori in tempi ancora molto lontani dallo shareting e dal cyberbullismo, prima ancora che il rispetto dell’altro, della sua dignità e della sua diversità andasse così lontano dai normali confini relazionali della vita quotidiana, sottolineava l’importanza del rispetto della volontà del bambino, che sin da piccolissimo mostra piena capacità di esprimere la propria volontà accettando o rifiutando il contatto con l’adulto e con i pari; volontà da rispettare e fortificare in virtù della sacralità della dignità personale che non hai limiti di età, di genere e di tempo.

Un’educazione che si basa sul consenso è un’educazione che mette al centro il bambino con tutte le sue emozioni, i suoi confini e i suoi desideri , i suoi sì e i suoi no.

L’educazione al consenso educa principalmente al rispetto, al riconoscimento e alla valorizzazione delle differenze; è un’educazione che avviene in-contesto, all’interno delle relazioni e della quotidianità.

Educare al consenso comporta necessariamente un’educazione alle emozioni e al sentimento perché tutti possano imparare a conoscersi e ri-conoscersi e allo stesso tempo imparare a riconoscere in un medesimo contesto il medesimo comune sentire.

Educare al consenso dunque per sviluppare attenzione verso sé e verso l’altro; per sviluppare empatia e capacità di analizzare e riflettere sui sentimenti; per rinforzare l’ascolto e l’espressione libera da stereotipi e pregiudizi.; per innescare un percorso virtuoso che, partendo dal riconoscimento delle emozioni, porti allo sviluppo della coscienza di un sentire emotivo che ci accomuna, ma anche la chiara prospettiva dei diversi punti vista.

Un’alfabetizzazione emotiva che rende capaci di comprendere le proprie emozioni e di riconoscere e decodificare quelle altrui; educare al consenso, dunque, per favorire lo sviluppo di una società diversa in cui vivere relazioni sane e rispettose di sé e degli altri e in cui ognuno possa trovare piene e libera realizzazione di sé in sintonia con con una moltitudine di altrettante individualità ugualmente libere.

l futuro del mondo è nelle mani dei bambini e il modo in cui li educhiamo oggi determinerà il tipo di società in cui vivranno domani.

maria Montessori

Sophie; una storia per educare al consenso e al riconoscimento delle emozioni nel rispetto delle differenze e dei diversi punti di vista

Dai un bacio a chi vuoi tu! Impara il rispetto dei confini personali, tuoi e degli altri 

Il buco. Ediz. illustrata 

Il tuo corpo è tuo 

I confini personali mi rendono più forte: Libro illustrato per bambini sulla sicurezza personale e fisica, sullo spazio personale, sulle parti intime e sul consenso