Imparare le regole attraverso le parole, le emozioni e la narrazione
Ci sono parole che sembrano avere qualcosa da raccontare.
Parole che nascondono una lettera, un suono, una piccola difficoltà. Parole che, se le osserviamo con attenzione, ci invitano a fermarci e a chiederci: perché si scrive proprio così?
Forse è da qui che può cominciare anche l’ortografia.
Non da una regola da imparare, ma da una storia da ascoltare.
Non da una lista di parole da memorizzare, ma da parole da incontrare, cercare, osservare e scoprire.
Perché quando una parola entra in una storia, non è più soltanto una parola.
Può diventare una piccola avventura.

E se l’ortografia cominciasse da una storia?
Siamo abituati a presentare l’ortografia attraverso regole, esercizi e liste di parole.
È necessario esercitarsi, naturalmente. Ma prima dell’esercizio può esserci qualcosa di altrettanto importante: l’incontro con la parola.
Una storia può creare proprio questo spazio.
Il bambino ascolta, segue una vicenda, incontra personaggi e situazioni. Poi comincia a riconoscere alcune parole, a notare un suono che ritorna, una lettera che compare più volte, una particolarità che lo incuriosisce.
E può nascere una domanda:
Perché questa parola si scrive proprio così?
È da una domanda come questa che può cominciare una vera esplorazione della lingua.
La storia crea il contesto.
La parola attira l’attenzione.
La curiosità apre la strada alla scoperta.
Dalla storia alla scoperta della regola
Raccontare una storia non significa sostituire il lavoro ortografico.
Significa trovare un punto di partenza diverso.
Dopo la lettura possiamo tornare sulle parole incontrate, cercarle nel testo, confrontarle, raggrupparle, manipolarle, scriverne di nuove.
Possiamo osservare che alcune si comportano nello stesso modo.
Possiamo formulare ipotesi.
Possiamo cercare altre parole che nascondono lo stesso “segreto”.
E solo allora arrivare alla regola.
La regola non è più qualcosa che arriva dall’esterno e che bisogna semplicemente ricordare.
Diventa la risposta a una scoperta.
Un percorso che può procedere così:
ascoltare → osservare → confrontare → scoprire → comprendere → esercitarsi.
È questo il modo in cui ho pensato di affrontare l’ortografia nel percorso I segreti delle parole.
I segreti delle parole
I segreti delle parole è un percorso completo di ortografia pensato per accompagnare i bambini della classe seconda e della classe terza della scuola primaria.
Il cuore del percorso è un libro stampabile di 148 pagine, pensato per essere utilizzato a scuola o a casa.
Le difficoltà ortografiche vengono affrontate attraverso storie, parole, emozioni e attività, in un percorso graduale che accompagna il bambino dall’ascolto e dall’osservazione alla riflessione e all’esercizio.
Le storie non sono quindi un semplice elemento decorativo.
Sono il punto di partenza per incontrare le parole e per creare le condizioni perché il bambino possa notare, porsi domande, fare collegamenti e costruire progressivamente la propria consapevolezza ortografica.
Le parole raccontano anche le emozioni
Nel percorso l’ortografia si intreccia con la dimensione emotiva.
Perché le parole che impariamo non sono mai completamente separate da ciò che viviamo.
Una storia può parlare di coraggio, gioia, stupore, vergogna; può offrire una parola nuova e, nello stesso tempo, creare l’occasione per parlarne, ascoltare gli altri, raccontare un’esperienza, scrivere.
Così il lavoro sulla lingua si amplia.
Si legge per comprendere.
Si ascolta per immaginare.
Si osservano le parole per scoprirne i meccanismi.
Si scrive per comunicare.
E l’ortografia diventa parte di un’esperienza linguistica più ampia e significativa.
Un percorso da vivere, non soltanto da svolgere
Il libro è pensato per poter essere utilizzato in modi diversi.
Può accompagnare il lavoro quotidiano in classe, diventare una proposta per un piccolo gruppo, offrire attività individuali oppure essere utilizzato a casa per consolidare e approfondire ciò che è stato scoperto.
L’obiettivo non è semplicemente fare più esercizi.
È aiutare il bambino a sviluppare uno sguardo sempre più attento sulle parole.
Perché quando comincia a riconoscere un meccanismo, a collegare parole diverse e a spiegare ciò che ha scoperto, non sta soltanto imparando una regola: sta imparando a riflettere sulla lingua.
Vuoi entrare nel percorso? Comincia da una storia
Per permettere di sperimentare concretamente questo approccio, è possibile scaricare gratuitamente una delle storie contenute nel percorso.
Può essere letta in classe oppure a casa.
E, dopo la lettura, può diventare l’occasione per andare alla ricerca delle parole, osservare ciò che hanno in comune, scoprire il loro piccolo segreto ortografico e continuare l’esplorazione con le attività proposte.
Non serve necessariamente fare tutto.
Si può semplicemente leggere la storia e ascoltare le domande che nasceranno.
Perché spesso è proprio da una domanda che comincia una scoperta.
🎁
Un piccolo assaggio di I segreti delle parole e di un modo di lavorare sull’ortografia che parte dalla narrazione per arrivare, passo dopo passo, alla scoperta della lingua.
Dall’ortografia alla grammatica: una stessa idea
I segreti delle parole nasce all’interno di una ricerca più ampia che riguarda il modo di accompagnare i bambini alla scoperta della lingua attraverso storie, immagini, personaggi e narrazione.
È la stessa direzione che sta alla base di La grammatica? Una favola!, il primo albo illustrato dedicato alla Favola grammaticale di Maria Montessori.
In quel percorso sono i personaggi della favola a condurre il bambino alla scoperta delle parti del discorso.
Qui sono le storie a guidarlo dentro le parole e i loro segreti ortografici.
Due percorsi diversi, dunque, ma un filo comune:
la lingua può essere scoperta prima ancora di essere spiegata.
Può essere ascoltata, osservata, esplorata.
E può diventare qualcosa di vivo, che suscita curiosità e desiderio di capire.
Una parola alla volta
Forse è questo che possono fare le storie quando entrano nell’insegnamento della lingua.
Non rendere semplicemente una regola più divertente.
Ma creare il desiderio di scoprirla.
Una parola incuriosisce.
Una storia fa nascere una domanda.
La domanda porta alla ricerca.
La ricerca conduce alla scoperta.
E la scoperta, quando diventa consapevolezza, può trasformarsi in apprendimento.
Perché imparare l’ortografia non significa soltanto ricordare dove mettere una lettera.
Significa imparare a guardare le parole con attenzione.
E quando cominciamo a guardarle davvero, scopriamo che, in fondo, hanno moltissime cose da raccontare.
Una storia alla volta.
Una parola alla volta.
Una scoperta alla volta.






























