Gianni Rodari

Quante cose fa la mamma! Forse troppe-G.Rodari

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Dal libro dei perché all’albo illustrato; Gianni Rodari

Erano gli anni cinquanta quando Rodari rispondeva nella sua rubrica su “L’Unità” ad un bambino che gli chiedeva perché la sua mamma dovesse andare sempre a lavorare.

La sua risposta sorprende e cambia, in poche battute, il volto della donna, disegnandone uno completamente nuovo, andando sicuramente controcorrente rispetto al suo tempo.

Ne esce un profilo di donna tutto nuovo; una donna forte e dignitosa, creativa e proattiva.

Donna, prima ancora che mamma.

Donna; donna che si muove da sempre in una società che spesso non accetta e non approva; una società che impedisce e che limita…

La risposta di Rodari sorprende per la leggerezza del modo e per la grandezza del messaggio.

Con quella stessa leggerezza con cui abbatte stereotipi e combatte pregiudizi, immagina un nuovo futuro tra madri e figli, tra donna famiglia e società.

Forse, ancora oggi, a settant’anni di distanza, abbiamo ancora bisogno di immaginarlo quel futuro…

Buona festa delle mamma a tutte le mamme

“Il perché la mamma deve andare a lavorare” è diventato un albo, genialmente illustrato da una delle migliori illustratrici italiane di rilievo internazionale,  Chiara Carrer.

Perché la mia mamma deve andare a lavorare tutti i giorni, invece di restare a casa come piacerebbe a me e ai miei fratellini?

Ho un po’ idea che ti piacerebbe tanto se la mamma restasse sempre a casa a fare la domestica a te e ai tuoi fratellini, a lucidare le vostre scarpine, a lavare i vostri fazzolettini, e tanti altri eccetera, ecceterini. Non so che lavoro faccia la tua mamma ma sarà certo un lavoro utile: utile a voi (per i soldi che può guadagnare) e utile a tutta la società. E voi dovreste ammirarla ancora di piú, non soltanto perché è la vostra mamma, ma perché è una donna che lavora: una donna importante, e brava. Le scarpe le potete lucidare da soli, i fazzoletti li potete dare alla lavandaia, poi vi potete mettere alla finestra ad aspettare che la mamma torni per domandarle: «Che cos’hai fatto oggi? Parlaci del tuo lavoro e insegnaci a diventare bravi come te».

Il libro dei perché. Ediz. illustrata 

Un percorso per andare al di là della semplice celebrazione e per arricchire la festa di un significato più profondo.

Un percorso per ritrovare origini e radici.

Il materiale propone un percorso a ritroso per scoprire le origini della festa della mamma, dagli antichi Greci ai Romani, passando per il movimento pacifista degli Stati Uniti del primo Novecento fino ad oggi.

Il materiale completo disponibile nello shop comprende:

-Greci; feste legate alle divinità femminili e miti

-Romani; feste, divinità femminili e festa della mamma più propriamente detta 

-Stati Uniti; dal movimento pacifista alla festa della mamma come giorno di pace

-Ufficializzazione della festa 

-La festa della mamma nel mondo

-la festa della mamma in Italia; dalla prima celebrazione ad oggi

Arricchiscono il materiale numerose attività di rielaborazione 

La storia della festa in Italia, dalla prima celebrazione ad oggi.

Il materiale comprende esercitazioni di vario tipo.

Lily, piccola rana, grande esploratrice

Lily è una piccolissima rana, ma il suo spirito è quello della grande esploratrice. Con un salto, inizia il suo primo viaggio; un viaggio entusiasmante che la porterà a esplorare l’inesplorato e a scoprire l’esistenza di alcune delle meravigliose creature che si prendono cura del pianeta che le ospita, ognuno per la sua parte: api, farfalle, chiocciole e formiche. Ma anche lo stagno le riserva delle sorprese: uova e girini popolano l’acqua. Lily scopre così la straordinaria metamorfosi della rana. Un libro, come nella tradizione di Montessorianamente Libri, per leggere e per fare, ricco di attività e spunti didattici per nuove esplorazioni nel mondo delle scienze, della grammatica, della matematica e della lingua inglese.


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Il più gentile dei paesi? Quello senza punta di Gianni Rodari

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Chi non ha letto le favole al telefono?

Quelle che il ragionier Bianchi, spesso in trasferta per lavoro, ogni sera raccontava alla figlia al telefono per la durata di un gettone.

Oggi il telefono a gettoni nessuno lo conosce più, ma il fascino di quelle storie, brevi e divertenti, educative  ma mai  pedanti, rimane sempre intatto.

Una morale che non cade mai dall’alto, ma che arriva dritta dove deve forse proprio perché sempre accompagnata dalla risata o dalla forza del paradosso.

Come non leggere, raccontare o ascoltare in questa giornata in cui tutti parlano di gentilezza, la favola de “Il paese senza punta?”

Spunti editoriali

Le più belle storie di Natale di Gianni Rodari. Ediz. a colori 

Favole al telefono -Goanni Rodari

Favole al telefono. Pocket. Ediz. illustrata

 I viaggi di Giovannino Perdigiorno. Ediz. a colori 

Fiabe lunghe un sorriso


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Accoglienza: cura, dono e fantasia

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Sperimentare il dono per fare gruppo e creare benessere.

Donare è spesso più gratificante che ricevere; rinforza i legami, crea reciprocità e riempie di senso anche i più semplici gesti.

Si dona poco, spesso, tanto; si dona in infiniti modi diversi.

Si dona tempo e si dona ascolto; si donano amore, cure e attenzioni.

Si donano parole.

L’idea per il primo giorno di scuola è proprio quella di donare parole per costruire binomi fantastici e dare vita a innumerevoli storie.

Scrivere una storia non è questione di logica; per Gianni Rodari, scrivere una storia è questione di Fantastica.

E la Fantastica altro non è che quella straordinaria facoltà che rende simultaneamente fruibili immagini, ricordi, parole, ed emozioni che, combinate insieme, danno vita a qualcosa di assolutamente nuovo, inimitabile e personale.

L’idea per l’accoglienza è quella di creare storie grazie alle parole donate dai compagni.

Può essere donata la prima parola che viene in mente o una parola che riporta anche inconsapevolmente ad un’ emozione o ad un ricordo estivo.

Le parole, casualmente accostate, risulteranno tanto insolite da “costringere” l’immaginazione ad attivarsi in modo creativo per costruire relazioni nuove e originali che saranno la base per una nuova storia.

La parola singola agisce solo quando ne incontra una seconda che la provoca, la costringe a uscire dai binari dell’abitudine, a scoprirsi nuove capacità di significare.Non c’è vita, dove non c’è lotta

G.Rodari

Attività in classe

Leggiamo ai bambini una delle tante storie di Gianni Rodari nate proprio dall’accostamento di parole legate a campi semantici diversi, una tra tante “La strada di cioccolato” nata proprio dall’accostamento di due parole appartenenti a campi semantici totalmente diversi: strada e cioccolato.

Le parole vengono solitamente unite da preposizioni per creare in modo immediato una relazione.

Possiamo invitare i bambini a immaginare le possibili relazioni e le storie probabili.

Ogni relazione ne suggerisce una, e non necessariamente logica, anzi, il nonsenso può restare tale e dare origine a divertimento e a nuove curiosità tutte da sperimentare . 

Con le parole strada e cioccolato, ad esempio, avrebbero potuto nascere storie diverse nate da legami diversi: la strada per il cioccolato, la strada nella cioccolata, la strada della cioccolata, la strada con il cioccolato, la strada sul cioccolato…

Ogni relazione genera una scintilla creativa che suggerisce l’idea della storia.

A questo punto può essere proposta l’attività.

Consegniamo ai bambini due cartellini e chiediamo loro di scrivere una parola su ognuno.

Possono essere nomi di animali, di luoghi o di cose.

Non ci sono limiti.

I biglietti, accuratamente piegati, vengono donati a due compagni diversi.

Le idee e le suggestioni si mischiano e le storie prendono forma.

Le storie, immaginate, narrate e poi scritte, possono trovare spazio in una piccola raccolta, che segnerà l’inizio di un un nuovo anno scolastico.

Un nuovo anno iniziato con il dono di una suggestione tutta chiusa dentro una parola.

La raccolta di storie, può poi passare di mano in mano e diventare non solo lettura e condivisione, ma farsi ricordo di momenti dolci e divertenti, di sorrisi, volti e gesti…

Spunti editoriali

Grammatica della fantasia. Introduzione all’arte di inventare storie

Lezioni di Fantastica: Storia di Gianni Rodari 

Lezioni di Fantastica ricostruisce la vita di G.Rodari, dalla politica, al giornalismo, alla passione educativa, alla scrittura e alla letteratura sottraendolo allo stereotipo dello scrittore ‘facile’. Un uomo il cui gioco di invenzioni e parole, come ha scritto lui stesso, «pur restando un gioco, può coinvolgere il mondo».

Favole al telefono 

 I paesi visitati da Giovannino Perdigiorno, la minuscola Alice Cascherina, i personaggi anticonformisti e gli eventi imprevisti, le strade di cioccolato e i palazzi di gelato… per divertirsi, riflettere e inventare.

Fiabe lunghe un sorriso

Sulla via della creatività ie seguendo il piacere della lettura, Gianni Rodari sa sapientemente indicare le strade della tolleranza e le vie dell’amicizia, della giustizia e della condivisione


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I tanti perché di Gianni Rodari

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Prima ancora di imparare a parlare, l’uomo doveva avere nella testa un gran punto interrogativo   (Gianni Rodari )

Il libro dei perché

Il libro nasce dalla fortunatissima rubrica curata da Gianni Rodari negli anni 50 su “L’Unità”.
Nella rubrica, dedicata ai piccoli lettori, Rodari rispondeva ai quesiti dei bambini.

Le risposte erano in prosa, ma Rodari non si limitava semplicemente a questo: nella sua mente, quesito e risposta, diventavano scintille creative per una nuova poesia in grado di portare il lettore ben oltre il quesito originario. 

Attraverso le risposte date ai tanti perché, Rodari apre dunque nuovi e fantastici scenari in grado di trasformarsi a loro volta in qualcosa di diverso innescando meccanismi virtuosi generatori di costante cambiamento.

Perché dopo perché, la narrazione fantastica di Gianni Rodari ispira nuove, infinite possibili narrazioni.

Leggendo le sue risposte, si ha dapprima la sensazione di percorrere una strada sconosciuta, ma simile a tante altre belle strade percorse, poi, andando avanti, la piccola strada, con una forza dirompente, apre grandi brecce e rompe schemi e barriere.

Razionalità, fantasia e poesia diventano gli elementi portanti di una nuova chiave di lettura rispetto a ciò che ci circonda; una nuova visione del mondo, vivace e ironico in grado di far riflettere e ammaliare piccoli e grandi lettori.

Le risposte di Rodari non sono né scientifiche e né fantastiche.

Sono semplicemente “altro” ; altro rispetto a qualsiasi risposta immaginabile o immaginata.

Attività in classe

Alla scoperta di Gianni Rodari attraverso la lettura di poesie, letture e costruzione di binomi fantastici…

Spunti editoriali ed altro ancora

Grammatica della fantasia. Introduzione all’arte di inventare storie

Lezioni di Fantastica: Storia di Gianni Rodari 

Lezioni di Fantastica ricostruisce la vita di G.Rodari, dalla politica, al giornalismo, alla passione educativa, alla scrittura e alla letteratura sottraendolo allo stereotipo dello scrittore ‘facile’. Un uomo il cui gioco di invenzioni e parole, come ha scritto lui stesso, «pur restando un gioco, può coinvolgere il mondo».

IL CARTASTORIE: Mille storie matte da inventare e disegnare

Un libro per divertirsi usando l’immaginazione e la creatività: un libro che guida alla costruzione autonoma dei giochi…

Dixit Board Game | Storytelling Game for Kids and Adults | Fun Family Board Game | Creative Kids Game


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Pi greco day; giochiamo con le parole

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Su quel pianeta hanno inventato un gioco
che si chiama «duello di parole».
A impararlo ci vuoI poco.
Uno dice una parola,
per esempio «pianta».
Il secondo ne dice un’altra,
per esempio «gatti».
Il terzo le mette insieme
e inventa la «pianta dei gatti».
Roba da matti.

Ah, ma non è finita:
aspettate che i gatti maturino,
che saltino giù…

Gianni Rodari,Quando le parole son matte

Inventare storie, anagrammi, tautogrammi, indovinelli.

Risolvere rebus, creare anagrammi…

I giochi linguistici potrebbero non finire mai e Rodari ne ha dato infiniti esempi ne “La grammatica della fantasia”.

L’utilizzo ludico e ironico del linguaggio poetico, le possibilità generative dell’errore, la creazione di metafore e paradossi, i nonsense e i ribaltamenti di senso…

Sperimentare e giocare sono le due parole che meglio si associano alle attività linguistico- creative; un apprendimento divertente il risultato.

Attività in classe

In occasione del pi Greco day ho pensato di far giocare bambini e bambine con le parole.

Sì, perché in quei numeri decimali, nella perfezione del cerchio tutto può essere incluso e contenuto…

Ognuno ha associato alle diverse cifre decimali una lettera dell’alfabeto.

Dieci cifre, dieci lettere.

Ognuno ha scritto le lettere associate sui cartellini ed ha cominciato a sperimentare.

Idee, parole e frasi si sono susseguite.

Ogni frase completata, una scoperta e un grido di esultanza;

Spunti editoriali e…altro ancora

Grammatica della fantasia. Introduzione all’arte di inventare storie

Rodari non consegna un ricettario per costruire storie, ma offre materia prima, idee, occasioni e riflessioni utiIissime per superare la muraglia della routine scolastica e per riconoscere il ruolo fondamentale della creatività all’interno del processo educativo.

Quaderno di Scrittura Creativa con Tracce per Storie e Racconti Brevi

Tracce per storie e racconti per stimolare l’Immaginazione e coltivare l’abitudine allo storytelling

Laboratorio di Scrittura Creativa

Un libro creativo carico di consigli e spunti per creare personaggi poliedrici, piani perfetti, dialoghi divertenti o seri, ambientazioni fantastiche e reali…

Ludic – Narratore! – Gioco di Società per Tutta la Famiglia

Perché raccontare è prima di tutto un gioco: una serie di carte per creare storie insieme e far interagire i personaggi

Headu- Flashcards Storytelling, MU23745

Un gioco adatto anche ai più piccoli per inventare storie secondo lil metodo di Propp

Dixit Gioco da Tavolo, Edizione in italiano

Un gioco da tavolo per sviluppare creatività e fantasia con nuove carte illustrate e la possibilità di giocare a squadre 


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Mi metterò una maschera per….

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Giocare è una cosa seria!

I bambini di oggi sono gli adulti di domani

aiutiamoli a crescere liberi da stereotipi

aiutiamoli a sviluppare tutti i sensi

aiutiamoli a diventare più sensibili.

Un bambino creativo è un bambino felice!

Bruno Munari

Bruno Munari

Poesia, parole, musica e fantasia in una giornata dedicata ad un ricco laboratorio creativo, per mettersi in gioco e dare forma a pensieri, parole e sogni; un’occasione in più per sperimentare, sviluppare, fruire e rielaborare i diversi linguaggi e modi di comunicare.

Libri di Munari da non perdere:

Alfabetiere, Fantasia ,Disegnare un albero

Disegnare un albero
Alfabetiere
Fantasia

Carnevale,
ogni scherzo vale.

Mi metterò una maschera
da Pulcinella
e dirò che ho inventato
la mozzarella.

Mi metterò una maschera
da Pantalone,
dirò che ogni mio sternuto
vale un milione.

Mi metterò una maschera
da pagliaccio,
per far credere a tutti
che il sole è di ghiaccio.

Mi metterò una maschera
da imperatore,
avrò un impero
per un paio d’ore:

per volere mio dovranno
levarsi la maschera
quelli che la portano
ogni giorno dell’anno…

E sarà il Carnevale
più divertente
vedrer la faccia vera
di tanta gente.

Gianni Rodari

Attività in classe

Lettura e analisi della poesia e realizzazione della maschera con materiale di recupero e tanta fantasia.


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Si può parlare di uomini anche parlando di gatti-la filosofia della fantasia di G.Rodari

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Nel 1970, Gianni Rodari ricevette il premio Andersen.

Nell’occasione Rodari si fece autore di uno splendido messaggio che racchiude tutta la filosofia del suo pensiero in modo davvero magistrale

Si può parlare degli uomini anche parlando di gatti e si può parlare di cose serie e importanti anche raccontando fiabe allegre. Facciamo il caso del signor Isacco Newton. Ora una volta, se è vero quello che raccontano, stava seduto sotto un albero di mele e gli cadde una mela in testa. Un altro al suo posto, avrebbe detto quattro parole poco gentili e si sarebbe cercato un altro albero per stare all’ombra. Invece il signor Newton comincia a domandarsi: e perché quella mela è caduta all’ingiù? Come mai non è volata all’insù? Come mai non è caduta a destra o a sinistra, ma proprio in basso? Quale forza misteriosa l’attira in basso? Occorre una grande fantasia, una forte immaginazione per essere un vero scienziato, per immaginare cose che non esistono ancora e scoprirle, per immaginare un mondo migliore di quello in cui viviamo e mettersi a lavorare per costruirlo”.

E allora parole, parole e parole.

Parole per giocare, inventare e divertirsi.

Parole per immaginare quello che non c’ è.

Ma anche parole per riflettere sui grandi temi importanti in un modo diverso, senza patetismi o giri di parole; un modo schietto, semplice, naturale.

Un modo che sa arrivare con la stessa efficacia a grandi e piccini raccontano sì la realtà di tutti i giorni fatta di persone e di mestieri- pompieri, portinaie, stagnini, bidelli, ferrovieri, vigili urbani- ma anche di figure assolutamente fantastiche in uno scorrere infinito, dall’omino di neve al cappello senza testa, dal paese degli uomini di burro, all’omino della pioggia e a quello dei sogni …

Tutti lì, tutti insieme per dare parola a silenziose denunce e taciute ingiustizie non solo con sorridente umorismo, ma con uno sguardo capace di andare oltre e immaginare un mondo migliore…

La lettura de “La grammatica della fantasia” è sicuramente il punto di partenza per una scrittura fantastica, immaginifica e personale.

Allo stesso modo, irrinunciabile è la lettura delle Favole al telefono che scatena sorrisi proprio per quella straordinaria capacità di parlare di mondi fantastici riferendosi a quello reale…

Attività in classe

In questi giorni di Carnevale come rinunciare a parlare di libertà grazie alla storia di Pulcinella in fuga?


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Perché il futuro dipende solo da noi…

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Ancora una filastrocca di Gianni Rodari per riflettere e pensare.

Pensare al passato, al presente e al futuro.

Pensare semplicemente per riconoscere che il futuro di pende da noi, da come lo disegniamo e con quale spirito lo affrontiamo.

Non ci sono indovini da interrogare se non noi stessi.

Fino in fondo.

Accanto alle certezze, allo scorrere dei giorni, dei mesi e delle feste, non esiste altro per augurarci un futuro migliore se non il positivo volere più intimo di ogni uomo…

L’anno Nuovo

Indovinami, indovino
tu che leggi nel destino:
l’anno nuovo come sarà?
Bello, brutto, o metà e metà?

“Trovo stampato nei miei libroni
che avrà di certo quattro stagioni,
dodici mesi, ciascuno al suo posto,
un carnevale e un ferragosto,
e il giorno dopo del lunedì
avrà sempre un martedì.

Di più per ora scritto non trovo
nel destino dell’anno nuovo:
per il resto anche quest’anno
sarà come gli uomini lo faranno”.

Gianni Rodari

Lo zampognaro Non ho che auguri da regalare

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Lo zampognaro di Gianni Rodari è una delle Filastrocche in cielo e in terra, pubblicato nel 1960 da Einaudi.

Insieme allo zampognaro c’è il Mago di Natale, la filastrocca di Capodanno, Il pellirossa nel presepe, Neve, L’uomo di neve.

Tutte filastrocche scritte negli anni Cinquanta rivolte ad un’Italia povera, con la guerra ancora sulle spalle, un’Italia dove un regalo era un sogno e trovarne uno sotto l’albero un vero miracolo…

S’io fossi il mago di Natale

farei spuntare un albero di Natale
in ogni casa, in ogni appartamento
dalle piastrelle del pavimento,
ma non l’alberello finto,
di plastica, dipinto
che vendono adesso all’Upim:
un vero abete, un pino di montagna,
con un po’ di vento vero
impigliato tra i rami,
che mandi profumo di resina
in tutte le camere,
e sui rami i magici frutti: regali per tutti.
Poi con la mia bacchetta me ne andrei
a fare magie
per tutte le vie.

In via Nazionale
farei crescere un albero di Natale
carico di bambole
d’ogni qualità,
che chiudono gli occhi
e chiamano papà,
camminano da sole,
ballano il rock an’roll
e fanno le capriole.
Chi le vuole, le prende:
gratis, s’intende.

In piazza San Cosimato
faccio crescere l’albero
del cioccolato;
in via del Tritone
l’albero del panettone
in viale Buozzi
l’albero dei maritozzi,
e in largo di Santa Susanna
quello dei maritozzi con la panna.

Continuiamo la passeggiata?
La magia è appena cominciata:
dobbiamo scegliere il posto
all’albero dei trenini:
va bene piazza Mazzini?
Quello degli aeroplani
lo faccio in via dei Campani.
Ogni strada avrà un albero speciale
e il giorno di Natale
i bimbi faranno
il giro di Roma
a prendersi quel che vorranno.
Per ogni giocattolo
colto dal suo ramo
ne spunterà un altro
dello stesso modello
o anche più bello.
Per i grandi invece ci sarà
magari in via Condotti
l’albero delle scarpe e dei cappotti.

Tutto questo farei se fossi un mago.
Però non lo sono
che posso fare?
Non ho che auguri da regalare:
di auguri ne ho tanti,
scegliete quelli che volete,
prendeteli tutti quanti.

“Un abete speciale” pensare e ri-pensare il Natale con le parole di Gianni Rodari

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Per un Natale diverso che non si leghi solo agli acquisti, ai doni e alle luci ma che apra le porte ai sogni e alle possibilità.

Un Natale diverso, con il suo profumo di resina e i suoi alberi monumentali, quelli che nelle case proprio non potrebbero stare, un Natale, solidale e dolce in grado di abbracciare il cosmo intero.

Attività stampabili

Segnalibro con acrostico

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Rodari , grande maestro dell’uso ludico e ironico del linguaggio, ha mostrato le infinite possibilità che si nascondono non solo dietro la parola, ma anche e soprattutto dietro l’errore; parole, errori e binomi fantastici sono la via maestra per sperimentazioni linguistiche che iniziano ben prima della capacità di scrivere.

Far conoscere la lingua divertendosi.

Questo ciò che è da fare.

Giocare con le parole è uno dei modi più semplici e divertenti non solo per iniziare a scrivere, ma anche per riflettere sulle parole.

L’analisi deduttiva della parola nasce e si sviluppa proprio a partire dalla parola stessa, mentre si usa, si contempla e si “sperimenta” in qualche modo, attraverso accostamenti, suoni, ritmi e regole…

E allora cosa c’è di meglio che proporre ai bambini di ideare acrostici e tautogrammi, di giocare con i lipogrammi e gli anagrammi?

Giochi linguistici da fare da soli o in compagnia, ma sicuramente con qualche risata e tanta allegria!

Attività in classe

Dopo aver proposto giochi linguistici per coppie o piccoli gruppi, si può proporre la realizzazione di un segnalibro che ci accompagni nelle nostre letture o da regalare in occasioni speciali.

La parola “segnalibro” può essere proprio la base per la realizzazione dell’acrostico.

videorealizzazione del segnalibro con acrostico

Primo settembre

by

Una poesie di Gianni Rodari per riflettere, come sempre, tra il serio e il faceto…

Una poesie per augurarsi che ogni bambino ed ogni bambina abbiano non solo maestri e maestre ad accoglierli, ma che siano proprio quelli giusti per ognuno di loro…

Il maestro giusto

C’era una volta un cane
che non sapeva abbaiare.
Andò da un lupo a farselo spiegare.
Ma il lupo gli rispose
con un tale ululato
che lo fece scappare spaventato.

Andò da un gatto, andò da un cavallo,
e, mi vergogno a dirlo,
perfino da un pappagallo.

Imparò dalle rane a gracidare,
dal bove a muggire,
dall’asino a ragliare,
dal topo a squittire,
dalla pecora a fare “bè bè”,
dalle galline a fare “coccodè”.

Imparò tante cose,
però non era affatto soddisfatto
e sempre si domandava
(magari con un “qua qua”):
“Che cos’è che non va?”.

Qualcuno gli risponda, se lo sa.
Forse era matto?
O forse non sapeva
scegliere il maestro adatto?

La forza della parola e il sasso nello stagno

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Un sasso gettato in uno stagno suscita onde concentriche che si allargano sulla superficie, coinvolgendo nel loro moto, a distanze diverse, con diversi effetti, la ninfea e la canna, la barchetta di carta e il galleggiante del pescatore. Oggetti che se ne stavano ciascuno per conto proprio, nella sua pace o nel suo sonno, sono come richiamati alla vita, obbligati a reagire, a entrare in rapporto tra di loro. Altri movimenti invisibili si propagano in profondità, in tutte le direzioni, mentre il sasso precipita…[]

Non diversamente una parola, gettata nella mente a caso, produce onde di superficie e di profondità, provoca una serie infinita di reazioni a catena, coinvolgendo nella sua caduta, suoni, immagini, analogie, ricordi, significati e sogni, in un movimento che interessa l’esperienza, la memoria, la fantasia, l’inconscio e che è complicato dal fatto che la stessa mente non assiste passiva alla rappresentazione, ma vi interviene continuamente per accettare e respingere, collegare, e censurare, costruire e distruggere []

Grammatica della fantasia, Gianni Rodari 

Parola.

Prorompente, immaginifica, salvifica, nascosta, illuminante, inquietante, indefinita, amichevole, ostile…

Parola che scava, che smuove, che sollecita, che richiama, che calma, che culla, che spinge e che sospinge…

La metafora del sasso e della parola si sposa perfettamente con la tecnica del Caviardage dove la parola non è immaginata e associata in modo casuale con un’altra appartenente ad un altro campo semantico, ma compare già sulla pagina scritta.

É una parola del testo, ma non una qualunque, una che sa chiamare e richiamare; una che sa dettare una strada

Stessa pagina, una parola diversa per ognuno.

Quella giusta; quella che sollecita, smuove, collega e connette, porta alla luce emozioni profonde legandosi in modo unico con altre, sempre scritte, ma che diventano la forma e la forza del pensiero e del sommerso emotivo da raccontare.

Ognuno il suo.

Parole, segni e colori prendono vita e da una pagina qualunque nasce un testo poetico assolutamente personale e creativo.

Video tutorial per la realizzazione di testi poetici con il Caviardage

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